Il Meyer si fa magenta per le malattie eosinofile

Il Meyer si illumina di magenta, un colore raro poco consueto per simboleggiare della patologie, come quelle eosinofile, che pur essendo considerate rare, sono in costante crescita nella popolazione, anche pediatrica. Maggio è il mese dedicato alla sensibilizzazione su queste malattie che possono essere molto invalidanti per la vita dei piccoli pazienti. A lanciare la campagna è l’associazione ESEO e lo scopo è quello sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione e l’importanza di una diagnosi precoce e il Meyer ha aderito all’iniziativa anche grazie alla collaborazione della Fondazione Meyer.

Le patologie eosinofile sono un gruppo di malattie caratterizzate dall'accumulo anomalo di eosinofili (un tipo di globuli bianchi) in tessuti o organi specifici. Guidate da alterazioni del sistema immunitario (anche su base allergica), possono scatenare infiammazione cronica, un danno ai tessuti e alterazioni funzionali.

Una delle forme cliniche più comuni è l’esofagite eosinofila, una malattia infiammatoria cronica localizzata nell'esofago: tra i sintomi più caratteristici, la disfagia (difficoltà a deglutire), senso di blocco del cibo, dolore toracico e rigurgito. L’incidenza è di 10 casi su 100.000, vi è però un sensibile aumento di nuove diagnosi negli ultimi anni. I pazienti più spesso colpiti sono di sesso maschile, in età preadolescenziale-adolescenziale (l’età media alla diagnosi si aggira intorno ai dieci anni), ma può colpire pazienti di tutte le età e di ambo i sessi. Si tratta di una infiammazione cronica, ma grazie anche a una corretta gestione, si può ottenere una scomparsa dei sintomi.

Presso l’AOU Meyer Irccs è attiva la Gastroenterologia pediatrica di riferimento regionale: qui uno staff di professionisti segue seguite le malattie eosinofile del tratto gastroenterico. È attivo un ambulatorio multidisciplinare che viene condotto congiuntamente dai medici della Gastroenterologa e dell’Allergologia e le dietiste. Poiché si tratta di una patologia cronica, sono stati attivati anche programmi di transizione con Centri di Gastroenterologia dell’adulto.

Fonte: Meyer - Ufficio stampa

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