Carceri in Toscana, sovraffollamento al 134%: cinque suicidi nel 2025

Relazione del garante dei detenuti: nelle carceri toscane sovraffollamento medio al 134,8%, cinque suicidi e oltre mille episodi di autolesionismo nel 2025


Situazione critica nelle carceri toscane, dove il sovraffollamento medio effettivo ha raggiunto il 134,8% al 31 marzo 2026. È quanto emerge dalla relazione annuale del garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, presentata alla commissione affari istituzionali del Consiglio regionale guidata da Vittorio Salotti.

Secondo i dati illustrati, a fine 2025 nelle strutture penitenziarie toscane erano presenti 3.382 detenuti, di cui 3.279 uomini e 103 donne. Gli stranieri risultano 1.612. Tutti gli istituti della regione risultano oltre la capienza regolamentare, ad eccezione del carcere di Volterra.

Le situazioni più critiche riguardano il carcere di Lucca, con un tasso di sovraffollamento del 240%, seguito da Massa al 170%, Arezzo al 168% e Casa circondariale di Sollicciano al 158%.

Nel corso del 2025 gli ingressi in carcere sono stati 2.213, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. La relazione evidenzia inoltre che circa un terzo dei detenuti ha una pena residua inferiore ai tre anni: 1.165 persone al 31 dicembre 2025, di cui 363 con meno di un anno di pena da scontare.

Particolarmente rilevante anche il dato relativo ai detenuti tossicodipendenti, pari a 831 persone, ovvero il 24,31% del totale.

Sul fronte delle emergenze sociali e sanitarie, nel 2025 sono stati registrati cinque suicidi nelle carceri toscane: tre a Sollicciano, uno a Massa e uno a Pistoia. I tentativi di suicidio sono stati invece 133. In crescita anche gli episodi di autolesionismo, passati dai 608 del 2023 agli 832 del 2024, fino ai 1.053 registrati nel 2025.

Nella relazione, Fanfani ha espresso una dura critica al sistema penitenziario italiano, affermando: "L'attuale sistema detentivo non è di un Paese che si vuole definire civile". Il garante ha inoltre sottolineato che la relazione annuale rappresenta "uno strumento fondamentale" per comprendere le condizioni complessive delle carceri.

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