
Casae, Agenzia sociale per la casa, presenta la sua strategia per ridurre il disagio abitativo nel territorio dell'Empolese Valdelsa
Una strategia per ridurre il disagio abitativo nel territorio dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore, attraverso il reperimento di alloggi sul libero mercato e la loro messa a disposizione alle famiglie che non hanno le garanzie per poter avere una casa in locazione.
È questa la strategia di Casae, agenzia sociale per la Casa accreditata alla Regione Toscana, da attuare anche grazie all'opportunità nata dalla pubblicazione del 7 maggio in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge per il Piano Casa. Nel Decreto legge sono previsti quasi 1 miliardo di euro in 5 anni (200 milioni annui) per ristrutturare 60.000 alloggi ERP non utilizzati. Ad oggi, nella nostra zona di distretto, ad esempio, si contano 18.140 immobili sfitti, ovvero un terzo di quelli esistenti: “Le case popolari hanno bisogno di essere ristrutturate – dice Marco Peruzzi, presidente di Casae - se si considera che il Fondo nazionale affitto nel 2022 cubava 330 milioni, che con il superbonus si è speso 170 miliardi, e che in Toscana, per ristrutturare i circa 4700 alloggi ERP sfitti servirebbero 100 milioni di euro, è evidente che le risorse sono proporzionalmente inadeguate ”.
Secondo il rapporto di Nomisma, commissionato da Casae due anni fa, nella nostra zona dell’Empolese Valdelsa sono 7.000 le famiglie in difficoltà: “Finora abbiamo reperito 80 alloggi, ma dovremmo reperire almeno altri 450 immobili da qui al 2030 per dare una risposta strutturale al problema abitativo”, conclude Peruzzi.
Casae, che è parte dell’Alleanza per l’abitare, si è attivata nel territorio, costruendo un piano complessivo pensato per le famiglie in particolare che non hanno le garanzie per poter avere una casa in locazione. Il piano si articola in vari punti: “E’ necessario creare un osservatorio sulla situazione abitativa, una mappatura degli immobili sfitti, che creeremo grazie all’aiuto del Politecnico di Milano – elenca Cristian Pardossi, coordinatore di Casae – e creare un fondo di garanzia territoriale, a cui magari possono accedere i proprietari che non ricevono i pagamenti dovuti”.
L'insieme di strategie che Casae sta mettendo in piedi è stato articolato in stretta sinergia con la Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa e comuni del territorio, sia nella costruzione di risposte verso l'emergenza abitativa, sia verso il riutilizzo di immobili per rispondere a bisogni di fasce della popolazione specifica.
Uno degli strumenti cardine della risposta alla fragilità abitativa è quello del Social Housing il cui gestore sociale in Toscana è Abitare Toscana: “La casa, oltre a dare un tetto alle famiglie, è anche uno strumento permette di facilitare la crescita degli abitanti del territorio – dice Alessia Macchi, responsabile progettazione Casae – promuovere la cultura dell’abitare, come processo complesso, fatto di molteplici fattori, dalle pareti della casa, al contesto relazionale, alla pianificazione urbanistica”.
A breve Casae lancerà la prima biblioteca in testi specializzati sull’abitare, consultabili da cittadini e organizzazioni. “Abbiamo – concludono – già selezionato i primi 10 testi, attraverso un sondaggio tra i soci della cooperativa, ma vorremmo aprire il sondaggio a tutti gli interessati”.
Teresa Vitrano
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