Teatro della Toscana: modifiche allo Statuto, parere favorevole della commissione Cultura

(foto gonews.it)

La commissione Cultura, presieduta da Diletta Fallani (Avs), a maggioranza, ha espresso parere favorevole alla proposta di modifiche dello statuto della Fondazione Teatro della Toscana, recependo alcune osservazioni di natura tecniche indicate nel parere di legittimità. Secondo la presidente Fallani, “La Fondazione Teatro della Toscana rappresenta un presidio culturale di rilievo per il nostro territorio e per l’intero sistema regionale dello spettacolo dal vivo. È quindi importante che le modifiche statutarie siano valutate con attenzione, sia sotto il profilo della coerenza normativa sia rispetto al ruolo pubblico e culturale della Fondazione”.

Insieme alla presidente Fallani hanno votato a favore i consiglieri del Pd, Simona Querci e Jacopo Melio. Ha espresso parere contrario il consigliere di Fratelli d’Italia, Matteo Zoppini.

Le modifiche, come ha spiegato Paolo Baldi, direttore a interim della Direzione Cultura della Giunta regionale, si sono rese necessarie per adeguare lo statuto al decreto del Ministero della Cultura e rendere più snella la governance del Teatro di cui sono soci la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Città metropolitana di Firenze e il Ministero della Cultura.

La modifica più importante riguarda la separazione tra la figura del direttore generale e quella del direttore artistico. Viene prevista anche l’introduzione della figura del direttore artistico junior, ma solo ne caso in cui al Teatro venga rinnovato lo status di Teatro Nazionale. Sono rimodulati anche i poteri del Consiglio di amministrazione (Cda) al quale spetterà il potere di nomina del direttore artistico. Al Cda spetterà anche la definizione, sulla base dei contributi storici, del documento programmatico annuale.

Il consigliere Matteo Zoppini, sottolineando che “la commissione ha il merito di aver fatto rilevare le discrasieUfficio Stampa tra le varie bozze di modifiche proposte”, ha aggiunto che per il ruolo di Teatro della città non sarebbe stata necessaria alcuna modifica allo statuto. “Si è scelto di introdurre queste modifiche – ha spiegato – per poter introdurre la figura del direttore artistico, ma così si tenta maldestramente di stare su un doppio binario: essere teatro della città che aspira a essere teatro nazionale”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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