Flash mob dei sindacati a Firenze contro la riforma degli istituti tecnici

Annunciato lo "sciopero degli scrutini". Mobilitazione Cgil e Flc anche contro il "consenso informato"


Si è tenuta oggi una nuova iniziativa di protesta contro la Riforma degli Istituti Tecnici che il Ministro Valditara intende far partire fin dal prossimo settembre. Dopo la giornata di sciopero dello scorso 7 maggio la FLC Cgil, la Rete Nazionale Istituti Tecnici e i Cobas Scuola di Firenze hanno dato vita a un flash mob davanti al centro commerciale Coop di San Donato nel quartiere di Novoli, con lo scopo di informare la cittadinanza di questo ennesimo attacco alla scuola pubblica e ottenere il blocco della riforma. Alternando interventi col megafono e distribuzione di materiale informativo, i manifestanti hanno illustrato i principali aspetti negativi della riforma.

Il fatto che la revisione delle materie e delle ore di lezione porteranno a un taglio di tutte le discipline di base e anche di discipline di indirizzo: italiano, lingue straniere, diritto, economia, scienze sperimentali, geografia, storia dell’arte, informatica. Al posto di queste verranno programmate lezioni di ancora non ben precisate discipline suggerite dai bisogni formativi delle aziende del territorio, con lezioni che potrebbero anche essere tenute da personale non docente, indicato dalle aziende stesse; di conseguenza gli istituti tecnici diventerebbero più poveri da un punto di vista formativo e culturale e si trasformerebbero in una sorta di nuovi percorsi di avviamento al lavoro. Non a caso secondo la riforma l’alternanza scuola-lavoro dovrebbe essere anticipata di un anno e iniziare addirittura in seconda superiore. Inoltre, venendo tagliate centinaia di ore di materie nel quinquennio, si produrranno ripercussioni occupazionali sul personale docente e perdita di posti di lavoro, a danno soprattutto dei docenti precari.

La riforma stravolge anche una delle caratteristiche più apprezzate dei Tecnici, cioè il c.d. “biennio unitario”: al momento infatti i primi due anni di questa tipologia di scuola superiore forniscono un’ampia preparazione di base e la scelta dell’indirizzo tecnico più specifico è prevista solo al terzo anno; con la riforma invece gli studenti di terza media si troveranno a scegliere non solo la tipologia di scuola superiore, ma anche l’indirizzo specifico, con il rischio che questa scelta precoce possa rivelarsi foriera di difficoltà e anche abbandono scolastico.

Come ulteriore e incredibile aspetto di criticità – mai accaduta prima nella storia della scuola italiana – tale riforma è stata emanata dopo la chiusura delle iscrizioni scolastiche e pertanto, contrariamente alle tante parole spese dal Ministro Valditara sull’importanza dell’Orientamento, gli studenti che si sono iscritti al primo anno degli istituti tecnici il prossimo settembre si troveranno a frequentare una scuola diversa da quella che è stata loro presentata solo pochi mesi fa.

Dopo il flashmob presso il centro commerciale i manifestanti si sono spostati di fronte alla vicina scuola superiore Sassetti-Peruzzi, sede di un indirizzo tecnico, davanti alla quale hanno realizzato una catena umana che ha srotolato lo striscione “STOP ALLA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI”.

La scelta di organizzare l’iniziativa in una zona periferica della città – hanno spiegato i promotori – deriva anche dal fatto che questi indirizzi di studio, insieme agli istituti professionali, da sempre rappresentano punti di riferimento importanti per le zone periferiche del territorio metropolitano e hanno un ruolo decisivo nel favorire il successo scolastico anche delle fasce di popolazione studentesca più fragile.

Al termine della manifestazione è stata annunciata un’ulteriore clamorosa iniziativa: lo “sciopero degli scrutini”, una forma di protesta che non viene indetta da più di dieci anni e che prevede la possibilità per i docenti di incrociare le braccia in occasione delle procedure di valutazione degli studenti, fatta eccezione per gli scrutini delle classi quinte. La protesta riguarderà i docenti di tutti gli istituti superiori al cui interno sono presenti indirizzi tecnici, che nel territorio fiorentino sono ben 22. La protesta è stata indetta per il periodo 6-21 giugno.

A margine dell’appuntamento la FLC e la CGIL Firenze hanno commentato anche il ddl Valditara sul cosiddetto “consenso informato” (che introduce, nella scuola secondaria, l’obbligo di informare le famiglie sui contenuti di attività scolastiche o extracurricolari che riguardano l’educazione sessuo-affettiva, subordinando la partecipazione dei ragazzi al consenso dei genitori), affermando che “questa norma rappresenta una pericolosa ingerenza nell’autonomia scolastica e nella libertà di insegnamento, ma soprattutto una lesione del diritto delle nuove generazioni a un percorso formativo laico, pluralista, finalizzato allo sviluppo globale della personalità. A tal proposito a breve verranno messe in campo iniziative sul territorio, insieme anche ad altri soggetti, per contrastare l’applicazione di questo provvedimento”.

Flc Cgil Firenze

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