Nuovo teatro, Masi (BE): "Perché non recuperare l'area dell'ex Montepagani?"

Leonardo Masi, capogruppo di Buongiorno Empoli, torna sulla questione degli spazi a Empoli. Nel mirino del consigliere d'opposizione c'è l'area della Montepagani, la ex vetreria abbandonata. Masi ha affrontato il tema facendo un parallelo con la costruzione del nuovo teatro.

"Empoli, come tutte le città, ha molti problemi da affrontare, dai più piccoli ai più grandi. Il compito di ogni amministrazione è cercare di risolverne il maggior numero possibile e, soprattutto, evitare di crearne di nuovi. Purtroppo non sempre questo obiettivo viene raggiunto.

È il caso di Empoli, dove alla questione Montepagani si è aggiunta quella del nuovo teatro.

Da una parte c'è la Montepagani: muri pericolanti, ampie aree degradate e circa 3 ettari di terreno  inquinato da bonificare alle porte della città, in prossimità dei pozzi di emungimento dell'acqua. Dall'altra c'è il teatro: una nuova struttura, dal costo preventivato di 10 milioni già salito a 12,5 milioni, da realizzare al posto di un parcheggio pubblico, nelle vicinanze del centro storico, accanto al Palazzo delle Esposizioni e in prossimità dell'Arno, con ritardi ormai evidenti e costi che rischiano di aumentare ulteriormente.

Se davvero Empoli aveva bisogno di un nuovo teatro, anziché puntare sulla riqualificazione del Cinema La Perla come spazio teatrale (l'antico Teatro Salvini), non sarebbe stato più opportuno cogliere l'occasione per recuperare anche un'area abbandonata e problematica della città come quella della ex Montepagani anche avvalendosi della possibilità di esproprio?

Invece, oggi siamo in attesa di una futura bonifica da parte della proprietà privata, alla quale si chiede anche di realizzare opere che il Comune non è riuscito a portare a termine in oltre trent'anni, come l'allargamento del sottopasso di via Pratignone.

Naturalmente un soggetto privato persegue il proprio interesse, ed è facile immaginare che nelle trattative con l'amministrazione cerchi da un lato di ridurre gli oneri e le opere aggiuntive richieste, come l'allargamento del sottopasso, e dall'altro di ottenere maggiori possibilità edificatorie.

Ad oggi, però, una cosa appare certa: sulle spalle degli empolesi gravano sia un'area abbandonata, di difficile recupero e potenzialmente inquinante, sia un cantiere aperto che procede con lentezza. Un'opera che, a nostro avviso, risulta discutibile sia per la collocazione sia per l'impostazione progettuale e della quale iniziano già a emergere le future criticità, dalla fase costruttiva fino alle difficoltà, anche economiche, che potrebbero caratterizzarne la gestione."
 



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