
Da destra a sinistra, da Pisa a Cascina alla Regione: i commenti sull'incendio di Lugnano
L'incendio di Lugnano, nel comune di Vicopisano, è ancora all'ordine del giorno. Non solo dal punto di vista della cronaca, con gli sviluppi delle ultime ore, ma anche per i vari commenti della politica. Di seguito riportiamo le diverse visioni dopo i fatti dell'8 giugno in provincia di Pisa.
Conti: "Ho chiesto aggiornamenti a Arpat"
Così Michele Conti, sindaco di Pisa, sul suo profilo Facebook.
"Ho chiesto ad Arpat aggiornamenti puntuali sulla qualità dell'aria e sulla possibile ricaduta delle polveri. I dati disponibili, rilevati dalle centraline di monitoraggio presenti a Pisa non evidenziano differenze significative rispetto ai giorni precedenti. Anche i principali indicatori monitorati risultano ampiamente entro i limiti previsti".
"Da oggi Arpat avvierà inoltre specifiche attività di campionamento e analisi delle ricadute al suolo, che interesseranno soprattutto le aree più vicine al luogo dell'incendio, non il territorio del Comune di Pisa. Le condizioni meteorologiche, dicono i tecnici, stanno evolvendo favorevolmente, la direzione del vento è già cambiata e l'odore forte che si avvertiva in città stamani si è progressivamente attenuato fino a scomparire".
"L'odore percepito nell'aria può generare disagio e preoccupazione, ma da solo non può essere ritenuto un indicatore sufficiente per adottare misure straordinarie: comprendo le legittime preoccupazioni dei cittadini, ma i sindaci sono chiamati a prendere decisioni in tempo reale sulla base di dati oggettivi e delle valutazioni degli enti competenti, in primis Arpat, tenendo conto anche della necessità di garantire il regolare funzionamento dei servizi essenziali". E le informazioni attualmente disponibili, ha concluso, non giustificano "provvedimenti come la sospensione delle attività o la chiusura delle scuole a Pisa".
Potenti della Lega pone l'accento sul sistema rifiuti
“L'incendio dimostra ancora una volta quanto sia fragile il sistema toscano, costretto ad accumulare e stoccare enormi quantitativi di materiali perché la Regione non è in grado di chiudere davvero il ciclo dei rifiuti. Negli ultimi mesi roghi in diversi impianti di trattamento e stoccaggio hanno interessato varie province della Toscana, confermando che la criticità non è episodica ma sistemica e figlia di una politica regionale non funzionale.
Nel pieno rispetto e nella convinzione che le aziende coinvolte operino nelle migliori condizioni possibili, il problema sta a monte con la Regione che continua a rinviare le scelte sugli impianti di smaltimento e valorizzazione finale, nonostante il nuovo Piano dell’economia circolare, rinvii che costringono la Toscana a essere prigioniera di stoccaggi sempre più estesi, con rischi crescenti per la sicurezza, l’ambiente e la salute dei cittadini. È necessario che si arrivi a fare quel salto in avanti che la sinistra, finora, non ha avuto il coraggio di fare e di agevolare con scelte precise e chiare”.
Barontini replica a Potenti: "Polemica strumentale"
"Trovo francamente strumentale e fuori luogo utilizzare un episodio grave come l'incendio che ha colpito la Delca Energy di Vicopisano per alimentare una polemica politica sul sistema regionale dei rifiuti. In questo momento la priorità è seguire l'evolversi della situazione, garantire la massima tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini e sostenere il lavoro dei Vigili del Fuoco, di ARPAT e di tutti i soggetti impegnati nella gestione dell'emergenza".
Così l'assessore regionale all'ambiente David Barontini replica alle dichiarazioni del parlamentare della Lega Manfredi Potenti, che aveva collegato il rogo sviluppatosi nell'impianto Delca Energy di Vicopisano alle politiche regionali in materia di gestione dei rifiuti.
"Collegare quanto accaduto alle scelte della Regione Toscana in materia di economia circolare significa strumentalizzare la realtà dei fatti. L'incendio avvenuto non ha nulla a che vedere con presunti ritardi nelle politiche regionali sul ciclo dei rifiuti e utilizzare questo episodio per sostenere tesi politiche precostituite rischia soltanto di creare confusione e allarmismo".
Barontini invita quindi ad attendere gli accertamenti delle autorità competenti prima di trarre conclusioni e a mantenere l'attenzione sulla gestione dell'emergenza e sulla tutela delle comunità coinvolte. "In queste ore credo sia doveroso evitare speculazioni e rispettare il lavoro di chi sta operando sul campo e delle comunità coinvolte, che meritano risposte serie e non polemiche costruite sull'emotività del momento".
"Non va poi dimenticata la crisi strutturale che da tempo sta interessando la filiera del riciclo delle plastiche, che richiederebbe tuttavia interventi a livello europeo e nazionale a supporto del settore e che sarebbe erroneo mettere in relazione diretta a incidenti di questo tipo e che richiedono la massima attenzione degli organismi preposti alla sicurezza e alla prevenzione" conclude Barontini.
Bruni del PD di Pisa critica Conti
Stamattina, alle sette, uscendo di casa, si sentiva già la puzza di plastica bruciata nelle narici.
Quanta della plastica che sta bruciando era davvero indispensabile? La produciamo, la usiamo pochi minuti, la buttiamo. Poi diventa rifiuto da selezionare, stoccare, forse riciclare. Ma resta dentro un ciclo fragile, pieno di rischi.
Mentre andavo al lavoro, ho letto il comunicato di Legambiente Valdera sull’incendio alla Delca Energy. Mi è sembrato utile perché porta la discussione oltre le giuste precauzioni indicate dalle amministrazioni locali. La domanda è più ampia: che modello di produzione, consumo e gestione dei rifiuti stiamo alimentando?
Nell’area pisana e in Valdera si concentra una quantità molto rilevante di rifiuti rispetto al totale regionale: impianti, stoccaggi, materiali combustibili, traffico, rischi industriali.
Ora, nell’immediato, il minimo che possiamo fare è ringraziare chi si sta spendendo per arrivare nel più breve tempo possibile alla gestione di questo disastro ambientale: Vigili del Fuoco, operatori della Protezione civile, tecnici, amministratori.
Proprio per questo, però, resta una domanda di buon senso. Se alcuni Comuni dell’area interessata, come Cascina e Vicopisano, hanno scelto in via precauzionale di chiudere le scuole, sarebbe utile capire perché nella nostra città si sia deciso diversamente. Non per alimentare polemiche, ma perché, davanti a episodi di questa natura, il principio di precauzione dovrebbe essere il criterio più chiaro e condiviso.
Anche solo respirando l’aria sgradevole di questa mattina, la situazione non pare tale da rendere superflua ogni cautela. Per questo sarebbe importante avere spiegazioni puntuali e scelte il più possibile omogenee tra territori esposti allo stesso evento.
Rifondazione Comunista Pisa: "Ennesimo campanello d'allarme"
L’incendio che ieri mattina ha colpito l’impianto Delca Energy di Vicopisano è l’ennesimo campanello d’allarme che istituzioni e aziende non possono più ignorare. Mentre una gigantesca nube nera si alzava sopra case, scuole, campagne e luoghi di lavoro, migliaia di cittadini si sono trovati ancora una volta a convivere con paura, incertezza, informazioni frammentarie e parziali e potenziali rischi per la salute.
Non accettiamo che il richiamo all’economia circolare venga utilizzato come alibi per concentrare enormi quantità di materiali altamente infiammabili in territori già sottoposti a una pressione ambientale insostenibile. Il riciclo è una necessità ecologica, ma non può trasformarsi in uno scudo dietro cui nascondere carenze nei controlli, nella pianificazione e nella sicurezza.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: la Valdera continua a sopportare un carico sproporzionato di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, gestendo una quota enorme dei rifiuti prodotti in Toscana, quasi la metà del totale. Tutto questo a pochi passi da un'altra zona, il Comprensorio del Cuioio, anch'esso fortemente oberato da alcune delle infrastrutture di depurazione più grandi della nostra regione. È inevitabile che una tale concentrazione aumenti il rischio di incidenti, incendi e impatti ambientali, oltre a rappresentare un ostacolo ogni volta alla quantificazione dei danni subiti, trattandosi di un'area geografica satura da molti punti di vista. Per questo da tempo chiediamo che venga aperta immediatamente una discussione pubblica sulla redistribuzione degli impianti e sulla sostenibilità complessiva del sistema regionale.
Non siamo di fronte a un episodio isolato. Nel 2020 la stessa Delca Energy era già stata interessata da un grave incendio. Nel 2024 un altro vasto rogo ha colpito l’impianto Geofor di Pontedera. A questi si aggiungono gli incendi avvenuti negli ultimi mesi in altri siti di stoccaggio e trattamento rifiuti della Toscana. Quando gli incidenti si ripetono con questa frequenza, non si può più parlare di sfortuna o di casi eccezionali: siamo davanti a un problema strutturale che richiede risposte politiche e industriali immediate. Lo stesso deve considerarsi dei procedimenti giudiziari, delle inchieste e dei processi attinenti a reati ambientali, da Demetra a Blue Mais, fino al processo Keu, che non a caso hanno riguardato negli anni sempre più questi territori.
La priorità assoluta deve essere la tutela della salute pubblica. La combustione di materiali plastici può liberare sostanze estremamente pericolose, tra cui diossine e furani, che possono contaminare aria, suolo e catena alimentare. Per questo pretendiamo monitoraggi tempestivi, indipendenti e trasparenti, con la pubblicazione integrale dei dati raccolti dagli enti preposti e aggiornamenti costanti alla popolazione.
Allo stesso tempo è indispensabile fare piena luce sulle cause dell’incendio. Se verranno accertate responsabilità, omissioni o violazioni delle norme di sicurezza, dovranno esserci conseguenze chiare. Occorre verificare senza sconti lo stato degli impianti, le quantità effettivamente stoccate, l’adeguatezza dei sistemi antincendio e il rispetto delle prescrizioni autorizzative.
C’è inoltre una questione che non può più essere elusa: il mercato delle plastiche riciclate attraversa una crisi profonda e sempre più materiali restano accumulati nei depositi per tempi lunghi, aumentando i rischi ambientali e industriali. Continuare a produrre enormi quantità di plastiche difficili o impossibili da riciclare significa alimentare una filiera che scarica sui territori costi, pericoli e inquinamento.
Per questo serve una svolta radicale. Bisogna ridurre a monte la produzione di materiali non riciclabili, introdurre una fiscalità che penalizzi gli imballaggi più problematici e incentivare con decisione materiali realmente riutilizzabili, riciclabili o compostabili. La vera economia circolare non consiste nell’accumulare montagne di rifiuti in attesa di una destinazione, ma nel ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Non è possibile nel 2026 che le merci siano tracciate di più e meglio dei rifiuti, sottoposti negli ultimi decenni a processi che ne hanno fatto un vero e proprio prodotto, soggetto a leggi di mercato ma non ad una aggiornata rintracciabilità con mezzi e metodi d'avanguardia.
Chiediamo infine un rafforzamento immediato dei controlli pubblici sugli impianti a rischio, maggiori investimenti nella prevenzione e l’introduzione di standard di sicurezza molto più rigorosi. Non bastano certificati e adempimenti burocratici: servono verifiche continue, tecnologie avanzate di monitoraggio e sistemi di spegnimento adeguati ai materiali trattati.
Dopo ogni incendio arrivano promesse, rassicurazioni e comunicati. I cittadini della Valdera meritano qualcosa di più: verità, trasparenza e la certezza che la loro salute venga prima degli interessi economici. Perché nessuna comunità deve essere sacrificata in nome del profitto e nessun territorio può continuare a vivere nell’attesa del prossimo rogo.
Da San Giuliano Terme parla Mazzarri
"Negli ultimi dodici mesi, da giugno 2025 a giugno 2026, in Toscana si sono verificati diversi incendi in impianti di trattamento, stoccaggio o trasferenza dei rifiuti. Si tratta di episodi documentati da ARPAT e dai Vigili del Fuoco, che hanno pubblicato comunicati tecnici e aggiornamenti operativi in occasione dei singoli eventi. Gli incendi hanno riguardato, tra gli altri: Scapigliato – Rosignano Marittimo ReLife Recycling – Capannori ERSU Pioppogatto – Massarosa ALIA San Donnino – Firenze Green 4 – Borgo a Mozzano, Delca Energy – Vicopisano Sito di trasferenza Sei Toscana – Valpiana. In ciascuno di questi casi, ARPAT ha effettuato sopralluoghi e monitoraggi ambientali, fornendo indicazioni alla popolazione e rinviando agli accertamenti dei Vigili del Fuoco per la determinazione delle cause", ad affermarlo è Elisabetta Mazzarri consigliera comunale civica di San Giuliano Terme.
"Questi elementi sono pubblici e verificabili. Un dato altrettanto verificabile: manca un quadro regionale unico e aggiornato. Ad oggi, non risulta pubblicato — né sul sito della Regione Toscana, né sugli ATO, né su ARPAT — un documento che raccolga in modo organico e aggiornato: l’elenco completo degli incendi negli impianti di rifiuti degli ultimi anni, le cause accertate dai soggetti competenti, l’eventuale classificazione tra eventi accidentali, colposi o dolosi, gli esiti dei procedimenti giudiziari eventualmente avviati, le ispezioni effettuate prima e dopo gli incendi, le misure adottate per prevenire il ripetersi degli episodi", continua Mazzarri.
"Questa non è un’interpretazione è la constatazione di una assenza di dati pubblici centralizzati, verificabile da chiunque consulti i siti istituzionali. Una richiesta di trasparenza, non un’accusa. La mia posizione non riguarda le cause dei singoli incendi, che competono esclusivamente agli organi tecnici e giudiziari. Non riguarda l’attribuzione di responsabilità. Non riguarda ipotesi o valutazioni non supportate da atti ufficiali. Riguarda un principio fondamentale: la trasparenza dei dati ambientali e la loro accessibilità ai cittadini. In una democrazia matura, la tutela dell’ambiente richiede: informazioni pubbliche e aggiornate, monitoraggi indipendenti, controlli periodici, comunicazione chiara e tempestiva. Intervenire dopo un incendio è necessario, prevenire è doveroso", aggiunge Mazzarri.
"La ripetizione degli incendi in impianti diversi e in territori diversi rende evidente l’utilità — e la necessità — di un quadro regionale unico, che permetta di comprendere l’andamento del fenomeno, valutare le misure di prevenzione, verificare la frequenza e l’esito dei controlli, rafforzare la pianificazione impiantistica, garantire ai cittadini informazioni complete e trasparenti. Si tratta di una richiesta istituzionale, fondata su fatti e su esigenze di interesse pubblico. La domanda non è soltanto: “Cosa è successo?” La domanda è: “Perché continua a succedere?” Finché non verrà pubblicato un quadro completo, aggiornato e trasparente, continueremo a chiederlo", conclude Mazzarri.
Meini invoca "massima trasparenza"
«Di fronte a un evento grave come l’incendio che l’8 giugno ha colpito il sito Delca di Vicopisano, il nostro dovere è quello di chiedere chiarezza e garantire ai cittadini informazioni certe e complete. Non ci interessa alimentare polemiche o speculazioni politiche, ma fare piena luce su quanto accaduto e sulle eventuali conseguenze per il territorio di Cascina».
Lo afferma Elena Meini, Consigliere comunale della Lega a Cascina, annunciando la presentazione di una specifica interrogazione in Consiglio comunale una volta completato l’insediamento del nuovo Gruppo consiliare.
«La vasta colonna di fumo sviluppatasi a seguito dell’incendio è stata visibile da gran parte dell’area pisana e ha inevitabilmente suscitato preoccupazione tra cittadini, famiglie e attività economiche. Per questo riteniamo indispensabile conoscere quali comunicazioni siano arrivate al Comune di Cascina da parte di ARPAT, ASL, Prefettura e degli altri enti competenti, nonché gli esiti delle rilevazioni ambientali effettuate sulla qualità dell’aria e sulle eventuali ricadute sul nostro territorio».
«La nostra iniziativa – prosegue Meini – nasce esclusivamente dall’esigenza di tutelare la salute pubblica e l’ambiente. I cittadini hanno il diritto di sapere se vi siano stati impatti sul territorio comunale e quali azioni siano state intraprese dall’amministrazione per monitorare la situazione e informare la popolazione».
«Se emergeranno responsabilità o danni riconducibili a quanto accaduto, sarà doveroso che chi li ha causati ne risponda pienamente. Ma oggi la priorità è un’altra: accertare i fatti, acquisire tutti i dati disponibili e garantire la massima trasparenza. Per questo chiediamo che venga fatta piena luce sulle cause dell’incendio, sulle misure di sicurezza presenti nell’impianto e sull’attività di controllo svolta dagli enti competenti».
«Su vicende come questa non servono allarmismi né strumentalizzazioni. Servono rigore, trasparenza e rispetto per i cittadini. È questo lo spirito con cui la Lega presenterà la propria interrogazione in Consiglio comunale», conclude Meini.
Sindacato Sociale di Base chiede se ci sono le condizioni di sicurezza
Con la presente, in relazione all’incendio sviluppatosi in data 8 giugno 2026 presso lo stabilimento Delca Energy di Vicopisano, sito nella zona industriale di Lugnano-Noce, chiediamo cortesemente di sapere se, alla luce della normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sussistano le condizioni di sicurezza per la permanenza prolungata del personale scolastico all’interno dei locali dell’Istituto. La richiesta nasce dalla particolare natura dell’impianto interessato, che risulta connesso allo stoccaggio e al trattamento di materiali destinati alla produzione di combustibili alternativi, derivati dal trattamento di rifiuti, anche a prevalenza plastica.
La combustione di tali materiali può comportare il rilascio di sostanze potenzialmente nocive, la cui effettiva presenza e concentrazione può essere accertata solo mediante specifiche verifiche ambientali da parte degli enti competenti. È fondamentale rispetto a questo avere la piena sicurezza degli ambienti scolastici e della qualità dell’aria interna ed esterna.
Si segnala, inoltre, che i comuni della zona hanno previsto prescrizioni per la popolazione, tra cui la chiusura di porte e finestre, la disattivazione degli impianti che prelevano aria dall’esterno e la limitazione delle attività all’aperto, in attesa degli accertamenti ambientali da parte di ARPAT e dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest. Si sottolinea anche che gli scrutini comporterebbero la permanenza di docenti e personale ata in locali chiusi per un arco temporale molto esteso, indicativamente dalle ore 8:00 alle ore 20:00. Si richiama, a tal fine, il D.Lgs. 81/2008, in particolare per quanto riguarda l’obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, anche in situazioni sopravvenute o emergenziali, nonché di adottare le misure necessarie alla tutela del personale.
Si richiama inoltre l’art. 2087 del Codice civile, che impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Si ricorda anche che ci sono docenti e personale in condizioni di fragilità, sui quali questa situazione potrebbe avere effetti particolarmente negativi. Vive preoccupazioni in merito sono attestate dalle numerose sollecitazioni e domande che abbiamo ricevuto in queste ore da parte del personale scolastico.
Sinistra Civica Ecologista: "Toscana potenzi controlli su impianti ad alto rischio"
"L'incendio divampato alla Delca Energy di Lugnano (PI) solleva questioni che vanno ben oltre la gestione dell'emergenza immediata. Non basta raccogliere e differenziare i rifiuti in modo corretto: occorre seguire l'intero ciclo promuovendo campagne per la riduzione della produzione della quantità di alcuni rifiuti, per esempio la plastica, fino al recupero, al riciclo e allo smaltimento definitivo, mettendo in campo misure di attenzione, prevenzione e sicurezza adeguate che consentano di prevenire incidenti rilevanti nel trattamento del rifiuto residuo".
Lo sostiene il coordinamento regionale di Sinistra Civica Ecologista.
“Il fumo nero sprigionato dalla combustione di materiali plastici trasporta sostanze altamente pericolose sia sotto forma di polveri che di aerosol. Questi ultimi possono raggiungere zone anche lontane dall'impianto e contenere microinquinanti come idrocarburi policiclici aromatici, diossine e furani, che entrano nelle catene alimentari e producono danni a lungo termine perché sono mutageni e cancerogeni. Per questo, come Sinistra Civica Ecologista, chiediamo ad ARPAT un monitoraggio accurato e prolungato della qualità dell'aria e della ricaduta delle polveri in un'area ben più vasta delle immediate vicinanze dell'impianto".
"Non è la prima volta che la Toscana si trova ad affrontare emergenze di questo tipo. Campi Bisenzio, Capannori, ora Lugnano. Una serie che impone una riflessione strutturale. Siamo convinti che sia indispensabile potenziare il sistema regionale di controllo sugli impianti ad alto rischio, rafforzando le misure preventive, garantendo interventi coordinati in caso di incidente e assicurando un monitoraggio continuo e prolungato nel tempo per prevenire conseguenze sulla salute della popolazione”.
"Chiediamo inoltre che venga avviata un'indagine approfondita sulla genesi dell'incendio, per ricavarne indicazioni utili a ridurre i rischi connessi alla presenza di questi impianti sul territorio".
La nota di Diritti in comune: Una città in comune-Rifondazione Comunista
Chiediamo trasparenza e con urgenza informazioni sull'incendio della Delca a Vicopisano. Inviata lettera al sindaco, alla Prefetta e a tutte le autorità competenti
Questa mattina attraverso il nostro gruppo consiliare abbiamo inviato una richiesta urgente al Sindaco, all'Assessora all'Ambiente, alla Prefetta di Pisa, ai responsabili di Arpat e Asl perchè siano date informazioni alla cittadinanza su quanto sta avvenendo e sui possibili fattori di inquinamento a seguito del disastroso e terribile incendio alla Delca di Vicopisano.
Abbiamo chiesto di rendere noto:
“1. Le informazioni disponibili sulla natura e sulla quantità dei materiali coinvolti nell'incendio e sulle possibili sostanze rilasciate in atmosfera a seguito della combustione.
2. Tutti i dati disponibili relativi al monitoraggio della qualità dell'aria effettuato nelle ore successive all'incendio, compresi i valori rilevati dalle centraline fisse e da eventuali monitoraggi straordinari.
3. Le informazioni riguardanti la presenza e la concentrazione di sostanze potenzialmente nocive derivanti dalla combustione dei materiali presenti nello stabilimento, comprese, a titolo esemplificativo e non esaustivo come diossine, particolato fine e ultrafine (PM10 e PM2.5), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), o composti organici volatili.
4. Le valutazioni tecniche effettuate da ARPAT, ASL, Vigili del Fuoco e ogni altro ente coinvolto in merito ai possibili rischi per la salute pubblica e per l'ambiente
5. L'eventuale attivazione, se previsti, di piani straordinari di monitoraggio ambientale e sanitario (suolo e eventualmente falde acquifere)
Si chiede inoltre che tutti i dati e i rapporti tecnici prodotti dagli enti competenti siano pubblicati tempestivamente sui siti istituzionali, in formato accessibile e aggiornato, affinché i cittadini possano essere costantemente informati sull'evoluzione della situazione.
Alla luce della gravità dell'evento e del legittimo interesse della popolazione a conoscere i possibili effetti ambientali e sanitari dell'incendio, si auspica un riscontro urgente e completo alla presente richiesta”.
Ora attendiamo delle risposte urgenti.
Drammaticamente siamo ancora una volta davanti alla dimostrazione di un sistema della gestione dei rifiuti insostenibile e pericolosa, iperconcentrata nei nostri territori come denunciamo insieme alle associazioni ambientaliste da anni, in cui l'unico parametro è sempre il profitto, ma su questo torneremo in maniera diffusa anche in consiglio comunale giovedì.
Petrucci: “Su nostra richiesta, domani in Consiglio regionale comunicazione dell’assessore Barontini”
“C’è una giustificata apprensione tra i cittadini pisani, preoccupati sin da ieri per le conseguenze del grave incendio scoppiato nello stabilimento della Delca Energy a Lugnano, nel comune di Vicopisano. Parliamo di un’azienda che si occupa di stoccaggio e trasformazione di rifiuti plastici e che, purtroppo, non è nuova a simili episodi, visto che già nel 2020 era stata teatro di un rogo analogo, seppur di portata inferiore rispetto a quello odierno. La nube nera è stata ben visibile persino dal centro di Pisa e moltissimi comuni hanno emesso ordinanze per garantire la sicurezza dei cittadini: nell’immediato sono state evacuate le scuole, gli asili e l’area industriale, mentre oggi nei comuni di Vicopisano e Cascina le scuole sono rimaste chiuse e le attività sospese fino alle 12.
Ad ora si stima siano state bruciate circa 2mila 500 tonnellate di rifiuti plastici. I cittadini necessitano legittimamente di rassicurazioni e di sentire la voce delle istituzioni, in particolare di quelle deputate alla tutela della salute e alla sicurezza ambientale, e siamo in attesa che Arpat e Asl diano le prime risposte in merito alle possibili conseguenze a livello atmosferico e del suolo. Per questo ho chiesto agli assessori competenti all’ambiente e alla sanità di riferire entro questa seduta di Consiglio regionale sulle eventuali conseguenze dell’incendio almeno dal punto di vista della salute dei cittadini. L’assessore Barontini, si è detto disponibile a fare una comunicazione domani in Aula e il presidente del Consiglio Saccardi ha invitato anche il Presidente della Giunta Eugenio Giani a intervenire sulla questione.
Questo episodio ci fa comprendere quanto sia diventata drammatica e urgente la necessità di disporre finalmente in Toscana di grandi impianti industriali e tecnologici per la gestione del ciclo dei rifiuti. Parliamo di infrastrutture moderne che, proprio per la loro dimensione e rilevanza strategica, potrebbero e dovrebbero essere controllate in modo infinitamente più rigido ed efficace rispetto alla miriade di siti frammentati sul territorio. Purtroppo la Toscana non dispone ancora di impianti simili perché il primo governo Giani e la sua maggioranza hanno deliberatamente scelto di abdicare al proprio ruolo di decisori pubblici, rinunciando a una vera programmazione pubblica. Una clamorosa omissione che ha trovato il suo apice nel fallimentare piano regionale dei rifiuti della scorsa legislatura, che non ha assunto le decisioni strategiche necessarie per il futuro del nostro territorio” lo fa sapere il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci.
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