
Giovedì scorso, nel giardino di Villa Reghini a Sovigliana (Vinci) il Comitato Alberi di Vinci ha ospitato il prof. Alessandro Bottacci, vicepresidente della Società di Restauro Forestale, già professore ordinario all’Università di Camerino (Mc). Durante l'evento, che ha visto il Patrocinio del Comune di Vinci e la presenza dell'assessore all’ambiente Giulio Vezzosi, il docente ha illustrato il ruolo fondamentale di alberi e boschi per la salvaguardia degli ecosistemi e della qualità della vita.
Nel corso dell'incontro, Bottacci ha affrontato uno dei temi più dibattuti in materia forestale, sfatando l'idea secondo cui i boschi sarebbero in costante aumento. "La superficie boschiva può crescere a causa dell’abbandono delle campagne, ma si tratta di una superficie catastale e non di un indicatore della reale funzionalità ecologica dei boschi -, spiegano dal Comitato Alberi di Vinci -. Anche un bosco completamente tagliato o distrutto da un incendio continuerebbe a essere conteggiato come superficie boschiva. Ciò che cambia è la sua funzione ecosistemica".
Secondo Bottacci, inoltre, termini come "bosco abbandonato" o "bosco invecchiato" vengono spesso utilizzati per giustificare interventi di gestione e taglio. "Si tratta di espressioni che evocano l’idea di un ambiente degradato e bisognoso di cure, mentre la naturale evoluzione di un bosco senza l’intervento umano non può essere definita un abbandono -, sottolinea il Comitato -. L'azione dell’uomo dovrebbe essere limitata al minimo indispensabile, per non alterare i delicati equilibri che si sviluppano negli ecosistemi forestali integri".
Tra i benefici garantiti dai boschi maturi e poco antropizzati, il professore ha ricordato la capacità di stoccaggio del carbonio nel legno, nelle radici e nel suolo, la funzione di presidio idrogeologico contro erosione e dissesto, il ruolo di serbatoio di biodiversità e quello di filtro naturale per l'acqua. I boschi contribuiscono inoltre alla regolazione del microclima attraverso l'evapotraspirazione, contrastando gli effetti della siccità e mitigando le temperature. "Per questo motivo è molto difficile che un bosco integro prenda fuoco", ha osservato Bottacci. Tra gli effetti positivi citati anche quelli sul benessere psicofisico delle persone, con una riduzione dello stress e benefici documentati sul sistema immunitario.
Per queste ragioni, il docente ha ribadito come il bosco non debba essere visto come mero produttore di legna, perché è molto di più. Evitare il più possibile i tagli anche al verde urbano per impedire il sorgere nelle città delle isole di calore.
L'incontro ha suscitato interesse e numerosi interventi da parte del pubblico. Nel dibattito finale è stata inoltre evidenziata l'importanza del Montalbano, considerato un fondamentale corridoio ecologico tra Prato e la Piana empolese, che secondo i partecipanti dovrebbe essere tutelato per il suo valore ambientale e non considerato esclusivamente come una risorsa per la produzione di legname.
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