
La sezione 'Abdon Mori' di Empoli del Partito Comunista Italiano esprime la propria convinta adesione alla campagna di boicottaggio economico contro i prodotti della multinazionale farmaceutica Teva.
"Riteniamo che la solidarietà internazionalista con i popoli oppressi non debba limitarsi alle parole, ma debba tradursi in azioni concrete volte a colpire gli interessi economici di chi sostiene, direttamente o indirettamente, l'apparato militare e statale israeliano - si legge in una nota del circolo -. La Teva Pharmaceutical Industries, colosso mondiale dei farmaci equivalenti, rappresenta uno dei pilastri dell'economia dello Stato d'Israele. Colpirne i profitti significa lanciare un segnale chiaro e sottrarre risorse a un sistema che si alimenta di apartheid e occupazione".
La sezione 'Abdon Mori' dichiara di non poter più restare inerme di fronte al dramma che si sta consumando sotto gli occhi del mondo nel Medio Oriente: "Il genocidio a Gaza. La sistematica distruzione della Striscia, il massacro di decine di migliaia di civili, donne e bambini, e la deliberata cancellazione di ospedali, scuole e infrastrutture vitali. L'occupazione della Palestina: La continua violazione dei diritti umani e l'espropriazione delle terre nei territori occupati della Cisgiordania. L'aggressione al Libano: I recenti, sanguinosi attacchi diretti contro il territorio e la popolazione libanese, che dimostrano la volontà criminale del governo Netanyahu di incendiare l'intero Medio Oriente".
Il circolo afferma che di fronte alla "complicità e al silenzio del governo italiano, di quelli occidentali e della NATO" che starebbero garantendo "copertura politica e armamenti a Tel Aviv", tocca ai popoli e alle forze comuniste e progressiste "attivare ogni forma di resistenza e pressione economica".
Perciò l'invito di Abdon Mori alle cittadine e ai cittadini empolesi, lavoratori, farmacisti e medici sensibili alla causa palestinese "a informarsi, a richiedere - ove possibile e in totale sicurezza per la propria salute - farmaci alternativi e a rifiutare i prodotti a marchio Teva".
"Fermare il massacro è un dovere morale e politico. Al fianco del popolo palestinese e del popolo libanese, fino alla loro piena liberazione", conclude la nota.
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