
USB denuncia violenza sessuale ai danni di una lavoratrice e sollecita interventi urgenti sul sistema degli appalti
"Giovedì 11 giugno una lavoratrice dell’assistenza domiciliare SAD, dipendente di un consorzio a cui è stato affidato il servizio in appalto dal comune di Firenze, è stata vittima dì un’aggressione sessuale da parte del marito di un’assistita", a renderlo noto è l'USB Firenze.
Dall'Unione Sindacale di base si fa anche sapere che la lavoratrice si sarebbe recata in ospedale dove sono state certificate delle evidenti ecchimosi sul corpo, "oltre allo shock emotivo e psicologico, per il quale ha denunciato l’episodio ai carabinieri ed è stata presa in carico dall’associazione contro la violenza sulle donne Artemisia"
"Da mesi - si legge in una nota di Usb Firenze - denunciamo le precarie condizioni di lavoro nell’assistenza domiciliare, dove le lavoratrici e i lavoratori subiscono da un lato un clima repressivo da parte della cooperativa, che si è tradotto in sanzioni disciplinari e licenziamenti, dall’altro diverse situazioni dì aggressione, dovute alla superficialità con la quale viene gestito il servizio. Chiediamo un intervento urgente da parte dell’amministrazione Comunale che è la committenza, non possiamo accettare di lavorare in un quadro privo di tutela della salute e sicurezza. Un quadro che addirittura ha portato a un episodio di violenza sessuale nei confronti di una lavoratrice! USB al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori percorrerà tutte le strade per ripristinare un ambiente di lavoro sereno privo di sfruttamento!"
Oltre all'USB, anche il CUB, da quanto appreso, avrebbe segnalato con una lettera del 14 giugno indirizzata anche alla Direzione Servizi Sociali del Comune le cattive condizione di lavoro dei dipendenti.
SPC: "Comune di Firenze non è un soggetto terzo"
Sulla vicenda è intervenuto anche il gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune esprimendo solidarietà alla lavoratrice e chiedendo conto di quanto avvenuto e del servizio SAD in generale all'Amministrazione: "Il Comune di Firenze non è un soggetto terzo. È il committente del servizio. L'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 obbliga il committente a cooperare nella valutazione dei rischi e a promuovere misure di prevenzione anche nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici dell'appaltatore. Il rischio di aggressione da parte di terzi negli ambienti di lavoro (incluso il domicilio dell’utenza) rientra nella valutazione obbligatoria ai sensi dell'art. 28. La Convenzione ILO 190, ratificata dall'Italia nel 2021, è esplicita: le abitazioni sono luogo di lavoro ai fini della tutela da violenza e molestie.
Vogliamo sapere se il DUVRI del servizio SAD esiste, se contiene la valutazione del rischio aggressione e se è stato aggiornato dopo le segnalazioni sindacali precedenti. Vogliamo sapere se la lavoratrice coinvolta è stata messa nelle condizioni di non rientrare in quel domicilio. Vogliamo sapere se l'amministrazione ha mai formalmente contestato inadempienze alla cooperativa in materia di sicurezza.
Segnaliamo inoltre una seconda criticità documentata da CUB il 9 giugno: in alcune abitazioni dell’utenza sono installate telecamere che riprendono le lavoratrici durante il servizio, senza alcun accordo sindacale né autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro, in palese violazione dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Anche qui la cooperativa non ha risposto. Anche qui il Comune sa?
Il modello degli appalti al ribasso nel sociale produce questa frammentazione: la lavoratrice è aggredita, la cooperativa minimizza, il Comune si chiama fuori. Noi non ci stiamo. Chiediamo all'assessora competente di riferire immediatamente in commissione sullo stato del contratto d'appalto, sul DUVRI, sulle segnalazioni ricevute e sulle azioni intraprese o da intraprendere. Depositeremo in queste ore anche un’interrogazione scritta urgente".
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