Addio al professor Antonio Taddei, storico docente del Virgilio di Empoli

Nato a Vinci, si era trasferito a Cecina dopo il pensionamento. Il ricordo commosso di una sua ex alunna: "Una persona rara, coraggiosa, combattiva e viva"


È scomparso il professor Antonio Taddei, storico docente dell'Istituto Virgilio di Empoli e figura molto conosciuta e stimata in tutto il circondario. Dopo il pensionamento, avvenuto alcuni anni fa, si era trasferito a Cecina, dove si svolgono oggi le esequie. A Vinci, suo paese natale, è prevista una celebrazione commemorativa alla presenza di amici e conoscenti che desiderano rendergli omaggio.

Per generazioni di studenti il professor Taddei ha rappresentato un punto di riferimento, distinguendosi per la passione nell'insegnamento, il rigore professionale e la profonda cultura umanistica. A ricordarlo è una sua ex alunna: "Il professor Antonio Taddei è stato un pilastro dell'Istituto Virgilio di Empoli, padre del sapere di molti di noi. La sua rettitudine, il suo amore per il latino e per la lingua italiana, la sua severità e determinazione insieme alla sua simpatia sono ancora vive nei ricordi di noi studenti, così come le gite scolastiche, che restano esperienze indelebili.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo fin dalla mia infanzia, essendo anche amico di famiglia, e di lui mi ha sempre colpito la sua cultura immensa e coinvolgente, quell'uragano di idee e pensieri profondi, oltre alla sua grande umanità. Una persona rara, coraggiosa, combattiva e viva, penetrante come il suo canto, altra sua grande passione.

Perché, in fondo, chi insegna con amore non muore mai: resta per sempre nel cuore delle persone che ha aiutato a crescere. Buon viaggio, professore, e grazie di essere stato un punto fermo nella mia vita".

Tra i suoi alunni c'è stato anche il sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi, che lo ha ricordato con un lungo post sui suoi profili social pieno di aneddoti e affetto:

"Ci sono persone che incontri per puro caso eppure ti restano dentro.
Un professore è un incontro casuale. Può lasciarti poco o molto. Può darti tantissimo e restare un riferimento bello e autorevole.
Di Antonio ho tanti ricordi.
Bastava dirci “Il Taddei” per zittirci con effetto istantaneo. Antonio ci faceva un pò paura, si perchè severo, ma ci sentivamo sempre in mani sicure.
Le espressioni di Antonio, le frasi di Antonio e le sue citazioni in latino al momento giusto.
L’amore assoluto per la “Commedia” e per Dante, il suo saperne a memoria pezzi interi, la sua fissazione per pezzi di letteratura e l’antipatia per altri.
“Rosa fresca aulentissima..” iniziò con questa frase la sua prima lezione del triennio. Citando Cielo d’Alcamo.
Tanti autori che nel correre del programma spesso vengono saltati o fatti velocemente. Antonio si immergeva nelle radici della letteratura come fosse un mondo a sè, parallelo.
Antonio amava la cultura, amava la letteratura e la lingua Italiana: era un mondo in cui amava vivere, un pò staccato dal mondo odierno.
Viveva per la scuola, per le sue dinamiche, per noi studenti. Dava tutto. Tempo, passione e pensieri.
Era un professore “all’antica”, che trasmetteva il sapere, che sapeva tenere le distanze, che voleva l’autorevolezza della scuola.
“Hai male alle ginocchia?” Mi disse un giorno perché non mi alzai per intero al suo ingresso in classe.
Guai a fare tardi alla prima ora con Antonio.
La lezione iniziava al momento del suono della campanella e finiva al momento del suono, l’appello si faceva anche qualche minuto prima.
Quando con gruppo di studenti andavamo al Quirinale invitati da Giorgio Napolitano ero preoccupato di saltare l’interrogazione del Taddei, Antonio non avrebbe tollerato un’assenza strategica. Glielo dissi, gli mostrai l’invito del Quirinale. Mi rispose: “Ubi maior minor cessat!”.
Con la sua severità insieme alla sua voglia di insegnare abbiamo imparato molto.
Abbiamo avuto un bagaglio di sapere vero, abbiamo imparato molto.
Sacrificio e lavoro sodo, per imparare.
A volte quel lavoro ci sembrava troppo duro e troppo sodo. Ma alla fine scoprimmo che avevamo imparato tanto.
La scuola che Antonio amava forse non esisteva più. Lui la coltivava, la faceva, la viveva, a volte sentendosi un pò fuori dal tempo nuovo.
Lavorava nella scuola che forma senza un fine, senza l’assillo del cosa sarai ma solo perché devi sapere per essere una persona piena.
“La differenza fra un animale e una persona sta solo nel sapere”.
Il sapere come sostanza della vita.
A questo si è dedicato.
A quel prof che ci aveva tanto fatto studiare e soffrire volli bene e quando andò in pensione io ero già all’università.
Andai il suo ultimo giorno di scuola a salutarlo.
Antonio era un uomo buono, integro, dai valori di marmo.
Voleva bene, ma non si concedeva molto.
Ci salutammo, mise gli occhiali con sfumatura viola anti sole e mi disse “Auguri giovane! Auguri per il tuo cursus honorum!”.
Il giorno che son diventato sindaco il suo messaggio con citazione latina mi fece un piacere infinito.
Che quel prof così severo, integerrimo, che tante volte ti aveva brontolato ti tenesse ancora d’occhio faceva piacere.
Con Antonio Taddei se ne va un tempo bello, dolce, per me. Quello delle superiori.
Se va un Virgilio che non c’è più.
Oggi avrei voluto salutarla Prof. Taddei, ma siamo un pò troppo lontani. Ma credo che a lei faccia piacere anche così. Con la dovuta distanza, con rispetto, ma con sentimento vero.
“La base di una società corrotta nasce quando in testa si ha una cosa e sulla bocca un’altra! Sallustio si impara a scuola perché vi serva nella vita!”
Il sapere come sostanza, come valori, come principi.
Grazie Antonio. Grazie Professore.
È stato un privilegio".

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