
L’ANED di Firenze celebra oggi gli 80 anni di Ugo Caffaz, storico componente del Consiglio direttivo dell’Associazione, figura di riferimento per il lavoro sulla memoria e protagonista di un impegno civile che da decenni accompagna generazioni di giovani nei luoghi della deportazione e dello sterminio nazista.
Da tantissimi anni Ugo Caffaz è parte integrante della vita dell’ANED di Firenze, una presenza quotidiana e preziosa, capace di unire passione civile, capacità progettuale e profonda conoscenza storica. Il suo contributo ha rappresentato e rappresenta un punto di forza per l’Associazione, soprattutto nella costruzione di percorsi capaci di trasformare la memoria in esperienza collettiva e consapevolezza democratica.
Tra i principali ideatori del Treno della Memoria della Regione Toscana, tornato a viaggiare proprio quest’anno anche grazie alla sua determinazione, Caffaz ha dedicato gran parte del suo impegno all’educazione alla memoria delle nuove generazioni. Nel 1982 fu lui a riportare Primo Levi ad Auschwitz, in un momento di straordinaria importanza simbolica e storica. Da allora ha continuato ad accompagnare ragazze e ragazzi nei Viaggi della Memoria nei campi di sterminio nazisti, contribuendo a costruire un rapporto diretto tra i giovani e i luoghi della storia.
“Festeggiare gli 80 anni di Ugo Caffaz significa festeggiare una parte importante della storia dell’ANED di Firenze e della Toscana – dichiara Lorenzo Tombelli, componente del Consiglio nazionale ANED e presidente ANED Firenze – perché Ugo ha saputo interpretare la memoria non come un esercizio rivolto al passato, ma come uno strumento indispensabile per comprendere il presente e difendere i valori democratici nati dalla Resistenza”.
“Il suo lavoro sui Viaggi della Memoria – prosegue Tombelli – ha sempre avuto un significato profondo: portare le nuove generazioni nei luoghi dello sterminio non significa organizzare semplici visite o, peggio ancora, ‘gite’ come qualcuno oggi vorrebbe banalmente far credere. Significa educare alla conoscenza, alla responsabilità e alla cittadinanza. La memoria è un dovere pubblico, soprattutto in un tempo nel quale assistiamo a pericolosi tentativi di relativizzazione della storia e di indebolimento della consapevolezza antifascista”.
“Ugo – conclude Tombelli – rappresenta per tutti noi un esempio di intelligenza, rigore e passione civile. A lui va il nostro ringraziamento più sincero per ciò che ha fatto e per ciò che continua a fare, con quella capacità rara di unire cultura e impegno, memoria e futuro”.
Fonte: Aned
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