
Il commento dopo le parole in Consiglio comunale: "A Cerreto, terra di vittime partigiane e dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, c'è spazio per pluralismo e confronto civile, non per una simile nostalgia"
"Ogni volta che incontro Maurizio Bruni, Consigliere comunale di destra a Cerreto Guidi, mi ricorda un bell’aneddoto che ci lega, di quando andavo alla scuola primaria, e in quel racconto infila sempre un po’ di orgoglio per "averci visto lungo, prima di tutti", come dice lui riferendosi a me con stima". Il consigliere regionale Pd Iacopo Melio, che vive a Cerreto Guidi, interviene sulla polemica sorta da una discussione in Consiglio comunale nei giorni scorsi. In una nota inizia con dei ricordi personali, poi prosegue: "Quando penso a Bruni metto a fuoco un uomo burbero, perennemente con la sigaretta in bocca e la voce di chi ne ha fumate troppe e dette altrettante, ma con me sempre gentile, trattandomi "da adulto" anche quando l’età non era abbastanza e le altre persone, al contrario, non avevano lo stesso approccio. Poi una volta cresciuto davvero, nonostante la mia rigidità ideologica, non sono mai riuscito a percepirlo come un avversario politico ma come una persona sicuramente sopra le righe (e oltre ciò che condivido), ma con un’esperienza radicata nel locale da riconoscere e rispettare".
Poi il riferimento all'accaduto, che nelle ultime ore ha provocato molti commenti. "Quello che però ha detto nell’ultimo Consiglio alla collega Susanna Rovai (PCI), a cui esprimo solidarietà, deve essere condannato senza esitazione: sostenere che il fascismo abbia "fatto bene" a uccidere persone innocenti non è solo indegno ma anche incompatibile con il ruolo che si ricopre nel rappresentare tutta la cittadinanza". Come emerso lunedì 22 giugno, durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, in una discussione in merito ai "viaggi della memoria" il consigliere Bruni avrebbe parlato di un parente ucciso in Russia. La consigliera Susanna Rovai (PCI) avrebbe ribattuto dicendo di aver avuto parenti uccisi dai fascisti. E, come reso noto dal PCI che ha fatto emergere la vicenda, seguita da reazioni e solidarietà alla Consigliera, "Bruni le ha risposto: 'Hanno fatto bene!'".
"Maurizio, - prosegue Melio rivolgendosi al Consigliere - sono certo che tu abbia la capacità di comprendere il grave errore, pur nelle divergenze che restano, e di chiedere scusa non solo a Rovai ma a tutte e tutti noi, oltre che alla Costituzione antifascista che dovresti servire. Se così non fosse, spero che la Sindaca Rossetti vorrà prendere i giusti provvedimenti perché in Toscana, tanto più a Cerreto Guidi, terra di vittime partigiane e dell’Eccidio del Padule di Fucecchio, c’è spazio per il pluralismo e per il confronto civile ma non per una simile nostalgia. Lo dico da Consigliere regionale. Lo dico da cittadino che crede nei valori democratici. E a nome di quel bambino che ha sempre visto del buono in una persona agli estremi: quegli estremi che oggi, convintamente, non posso non condannare" conclude il Consigliere regionale. "Con la speranza di incrociarti ancora, Maurizio, e di poterti dire: "Quella volta l’hai detta troppo grossa!", con il mezzo sorriso di chi, dopo una stupida provocazione, ha visto anche un passo indietro".
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