Confcommercio: "Pisa ha perso 93 bar in 10 anni. Valorizzare e sostenere le attività"

Daniela Petraglia presidente Fipe Confcommercio Pisa

Il rapporto "Pubblici esercizi e movida: la demografia d'impresa nei centri storici". Presidente Fipe Daniela Petraglia: "Senza interventi concreti difficile invertire questa tendenza"


Pisa ha perso 93 bar, 14 ristoranti e 5 gelaterie e pasticcerie negli ultimi 10 anni. Questo il quadro che emerge dall'indagine “Pubblici esercizi e movida: la demografia d'impresa nei centri storici”, dove in città spiccano le chiusure dei bar al di fuori del centro con ben 84 attività in meno, quasi il – 35% dal 2015 al 2025.

“Quello dei bar è il settore più in difficoltà, anche se tutti gli altri purtroppo mostrano un segno negativo” - le parole piene di preoccupazione della presidente Fipe Confcommercio Pisa Daniela Petraglia - “si va dal -14% di gelaterie e pasticcerie ai cali più contenuti del - 3,8% della ristorazione con servizio e del – 1,5% della ristorazione take away, Una realtà che fa i conti con modelli di consumo in evoluzione e con la desertificazione che sta impoverendo anche la nostra città, ma parliamo di imprese che si reggono su un equilibrio economico fragile”.

In totale sono 360 le attività di ristorazione con servizio sul territorio comunale di Pisa (73 in centro storico e 287 non in centro storico), 78 le attività di ristorazione take away (di cui 64 fuori dal centro storico), 32 gelaterie e pasticcerie (di cui 28 fuori dal centro storico) e 197 bar (39 in centro storico e 158 fuori)

“D'altronde sono molteplici le difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno. I pubblici esercizi sono flagellati da costi di gestione che per molte attività sono difficilmente sostenibili. A questo aggiungiamo una pressione fiscale imperdonabilmente schiacciante ad ogni livello, per non parlare del rincaro generale di utenze e materie prime. Senza interventi decisi e concreti sarà veramente difficile invertire questa tendenza”.

Federico Pieragnoli direttore generale Confcommercio Pisa

“Fino ad ora il comparto turistico e dell'accoglienza manifestava una complessiva tenuta, ma alle conclamate difficoltà del commercio al dettaglio, si stanno sommando quelle dei pubblici esercizi” dichiara il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli. “Il bar è di fatto un pilastro della qualità della vita e dello spazio urbano, nonostante le fragilità con cui il comparto convive. Serve necessariamente un punto di equilibrio tra sostenibilità economica e capacità di intercettare abitudini di consumo in rapido cambiamento”.

“L'imperativo è valorizzare e sostenere le attività esistenti” - l'appello del direttore di Confcommercio e “con un occhio di riguardo per quelle storiche, come ha fatto il Comune di Pisa con l'istituzione dell'Albo, oltre a incentivare le aperture con una detassazione totale per 5 anni per le nuove attività, decontribuzione sui contratti di lavoro e semplificazione burocratica, oltre a riequilibrare il peso fiscale che schiaccia le imprese fisiche e fa prelievi irrisori sui colossi dell'online. Ovviamente le singole amministrazioni non possono avere la bacchetta magica: al Governo chiediamo il massimo sforzo per tutelare le attività di vicinato, di cui i bar rappresentano una componente essenziale fornendo uno dei servizi di maggiore prossimità sul territorio”.

Fonte: Confcommercio Provincia di Pisa

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