
Due settimane dopo essere entrato in cella, malato con un ictus che lo aveva colpito pochi mesi prima, è morto a settantacinque anni. È successo in carcere a Sollicciano, Firenze. L'uomo aveva conseguenze fisiche della malattia e era entrato in carcere a metà giugno per scontare una pena di quattro anni.
Si è sentito male domenica 28 giugno, l'ambulanza lo ha portato a Torregalli ma è morto poco dopo. Sono in corso accertamenti sul suo decesso. Nei giorni di detenzione chi lo ha visto ha notato le sue difficoltà, come quelle di circolazione o i polpacci neri o la paralisi a un braccio, come spiega al Corriere Fiorentino Stefano Cecconi, volontario e vicepresidente dell’associazione Pantagruel che si occupa da tanti anni di dare assistenza ai detenuti.
Tra le ipotesi iniziali dietro la sua morte anche quella di una meningite, ma al momento la causa più probabile sarebbe da attribuire a un ictus. A incidere potrebbero essere state anche le condizioni del carcere, di cui in queste settimane si stanno chiudendo sette sezioni (su richiesta della Procura) date le condizioni in cui si trova. Le temperature sono alte e si sfiorano i quaranta gradi.
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