Regolamento attività, Ghezzi (FI): "Tardivo rispetto alla legislazione vigente"

Claudia Ghezzi, segretario comunale Forza Italia Empoli

Anche Claudia Ghezzi (Empoli del Fare-Forza Italia) ha deciso di entrare nella questione del centro storico e del regolamento delle attività a Empoli. In merito alla risposta di Viola Rovai (Pd), ecco quanto espresso da Ghezzi.

Rispondo alla collega Rovai, che mi ha citata ricordando il mio voto contrario, nel Consiglio del 30 marzo, all’approvazione del Regolamento Comunale per l’esercizio delle attività economiche nelle aree di valore e pregio del Centro Storico, suggerendole che per onestà intellettuale avrebbe dovuto ricordare anche i motivi del mio voto contrario di cui oggi vado sempre più fiera. Abbiamo votato contro questo Regolamento perché tardivo rispetto alla legislazione vigente.

Se l’Amministrazione avesse adottato la Legge Regionale 62/2018 (Art. 110) secondo cui il Comune è tenuto a perimetrare talune aree al fine di avviarvi percorsi a sostegno delle attività economiche e l’articolo 12 della Legge 30 dicembre 2023 n. 214 che sancisce che regioni, città metropolitane e comuni possono introdurre limitazioni all’apertura di talune attività commerciali per ragioni di sicurezza e decoro urbano e a tutela dei centri storici o di determinate aree commerciali oggi non ci troveremmo con 5 minimarket etnici presenti nelle sole quattro strade “del giro”. Il fatto che non vi abbia aperto il sesto “Ѐ stata la mano di Dio” a fare sì che non vi fosse la contestuale apertura dell’attività al momento della presentazione della SCIA.

Abbiamo votato contro anche perché profondamente contrari ai principi dei divieti e delle restrizioni, come gli articoli 9 e 10 del Titolo IV, perché a nostro avviso creano “ghetti” e penalizzano al loro interno quelle attività virtuose che hanno l’unica “colpa” di trovarsi nella zona sbagliata. Ma il nostro voto contrario è stato dettato soprattutto dalla grave incompletezza della perimetrizzazione, che ha escluso dalle “aree di valore e pregio del Centro Storico”: Piazza Gramsci con tutta Via Masini, Via Chiarugi, Piazza Matteotti e persino Via L. da Vinci nel tratto compreso tra Via Cavour (anch’essa esclusa) e Via de Neri. Se non sono aree del Centro Storico di valore e pregio queste; quali sono? In ciascuna di queste zone sopra riportate, ed altre visibili sulla mappa con la perimetrizzazione da noi proposta, potranno aprire Minimarket etnici alimentari e non, Compro Oro, Shop Automatici o Sexi Shop… chiunque potrebbe aprire un Sexy Shop in Via Leonardo da Vinci a fianco di Largo della Resistenza ad integrazione di quella educazione sessuale tanto cara alla sinistra che vorrebbero far impartire dalla primaria e che non avrebbe dunque migliore collocazione se non proprio accanto alla “Scuola Primaria Leonardo da Vinci”.

Ѐ sulla base di questa perimetrizzazione pericolosamente incompleta e sulla conseguente inclusione di Vie e Piazze nelle sotto-zone, che si è basato l’emendamento che ho presentato in Consiglio e che è stato respinto.

Non solo quindi ho votato contro ma ho proposto soluzioni, a nostro avviso, migliorative e a maggiore tutela del patrimonio storico e culturale, nonché commerciale, della nostra città. 

Ho sollecitato l’Amministrazione di dotarsi di un piano strategico per le frazioni per evitare che non ci si ritrovi tra qualche anno con i medesimi problemi di decoro e di ordine pubblico che con grande fatica, e poco successo, si cercano di contrastare oggi nel Centro Storico;  sul problema della sicurezza e del decoro abbiamo suggerito di fare un’anagrafica puntuale e dettagliata, soprattutto nell’area “del giro”, degli edifici (loro stato di conservazione, destinazione d’uso…), delle attività economiche (negozi presenti con distinzione per tipologia di attività e tra quelli in uso e quelli sfitti) e della popolazione (numero di residenti, nazionalità, se con regolare permesso di soggiorno etc.).

Voterò a favore quando la maggioranza presenterà un regolamento frutto di un piano di sviluppo strategico e di una visione chiara della città che vogliono

 

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