
Il cordoglio di Giani: “Se ne va una figura che ha saputo unire il rigore del grande dirigente d'impresa al legame con la nostra terra e all’impegno per la ricerca e la cura del Parkinson"
"Con la sua scomparsa la Toscana perde un protagonista dell'industria italiana e internazionale che ha avuto un legame autentico e duraturo con il nostro territorio". Così il presidente Eugenio Giani ricorda Paolo Fresco, scomparso ieri a 93 anni.
Manager di straordinario spessore, ai vertici della General Electric per oltre trent'anni e presidente della Fiat dal 1998 al 2003, "ha contribuito con visione e competenza a scrivere pagine importanti dello sviluppo industriale del nostro Paese", spiega Giani.
"La Toscana – sottolinea il presidente - gli deve un capitolo significativo della propria storia economica: fu tra gli artefici dell'acquisizione del Nuovo Pignone di Firenze da parte di GE, un passaggio che ha permesso a un'eccellenza nata sul nostro territorio di affermarsi come punto di riferimento mondiale nel settore dell'energia, creando innovazione, occupazione e sviluppo".
Giani ricorda poi la scelta di Fresco di vivere a Fiesole e il suo impegno per la ricerca sul Parkinson e la cura delle persone affette: "Con la Fondazione Paolo e Marlene Fresco, e in particolare con il Fresco Parkinson Institute, aveva voluto mettere la sua esperienza, le sue relazioni internazionali e le sue risorse al servizio di una battaglia di cui conosceva bene la sofferenza personale. Ricordo con piacere il momento in cui giunse il riconoscimento del Fresco Network come Network di Eccellenza della Parkinson's Foundation: un traguardo che portava il segno della sua determinazione nel costruire ponti tra la ricerca italiana e quella statunitense". Un impegno da cui è nata Casa Parkinson, il modello di presa in carico territoriale attivo a Firenze e sostenuto da Regione, Asl Toscana Centro e Fondazione CR Firenze. Giani conclude portando alla famiglia, ai suoi cari e a quanti oggi lo ricordano con affetto e riconoscenza il cordoglio mio e di tutta la Regione Toscana.
"Con profonda tristezza esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Paolo Fresco, grande filantropo culturale, protagonista della vita economica e civile". Così l’assessora alla cultura Cristina Manetti che aggiunge: "La sua è stata una figura straordinaria, capace di unire le competenze di un grande manager di livello internazionale con una profonda passione per l’arte, la cultura e il territorio. Con visione, sensibilità e generosità ha saputo sostenere e valorizzare alcune delle più importanti istituzioni culturali della nostra regione, dalla Scuola di Musica di Fiesole agli Uffizi, dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino alla Fondazione Palazzo Strozzi, contribuendo a diffondere la cultura come patrimonio condiviso e strumento di crescita per la comunità. Il suo sostegno al progetto Mus-e per portare le arti nelle scuole e il riconoscimento di ‘Uomo del Rinascimento’ ricevuto dalla Fondazione Palazzo Strozzi raccontano pienamente il valore del suo impegno: quello di un autentico mecenate, attento ai giovani, alla formazione e alla costruzione del futuro. La Toscana perde una personalità di grande spessore, un uomo che ha saputo lasciare un segno profondo unendo capacità manageriale, responsabilità sociale e amore per la bellezza. Alla famiglia, ai suoi cari e a tutte le realtà che hanno avuto il privilegio di collaborare con lui rivolgo la mia più sincera vicinanza e il mio cordoglio.”
"Con la scomparsa di Paolo Fresco l’Italia perde uno dei protagonisti della propria storia industriale e manageriale, una figura che ha saputo coniugare competenza, visione internazionale e profondo senso di responsabilità", così invece Francesco Casini, consigliere regionale di Casa Riformista.
"La sua carriera ai vertici delle più importanti realtà industriali mondiali, il ruolo svolto nella crescita del Nuovo Pignone e la guida della Fiat rappresentano pagine importanti della storia economica del nostro Paese. Ma accanto al grande manager, Firenze e Fiesole hanno conosciuto anche un uomo profondamente legato al territorio, capace di mettere la propria esperienza e le proprie energie al servizio della ricerca scientifica attraverso la Fondazione dedicata alla lotta contro il Parkinson".
"Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo ha potuto apprezzarne non solo la straordinaria preparazione, ma anche l’eleganza dei modi, la curiosità intellettuale e una rara capacità di guardare sempre avanti. Fino agli ultimi anni continuava a progettare il futuro, con la volontà di lasciare un’eredità concreta alle nuove generazioni. Alla comunità di Fiesole, alla città di Firenze e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il mio più sincero cordoglio. Il suo esempio continuerà a rappresentare un punto di riferimento per chi crede nel valore della competenza, della cultura e dell’impegno al servizio del bene comune".
Fonte: Regione Toscana
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