Carcere Le Sughere, sovraffollamento al 139%: "Situazione ormai drammatica"

La situazione di sovraffollamento all’interno del carcere Le Sughere di Livorno è drammatica. All’interno della struttura sono recluse attualmente 125 persone nel reparto alta sicurezza, 70 in quello di media sicurezza e 18 in quello nuovi giunti: il tasso di sovraffollamento è al 139%. La situazione sta diventando sempre più insostenibile”.

È quanto hanno dichiarato Gianfranco Francese (segretario generale Cgil Livorno), Alessio Simoncini (presidente Arci Livorno), Marco Solimano (garante dei detenuti del Comune di Livorno) e Alessandro Scotto (collaboratore del garante dei detenuti) nel corso della conferenza stampa tenutasi stamani davanti alla casa circondariale.

L’iniziativa davanti a Le Sughere – sostenuta anche dall’amministrazione comunale di Livorno - si inserisce all’interno della mobilitazione lanciata per oggi a livello nazionale da “Alleanza per l’articolo 27”, compagine nata lo scorso 6 febbraio a Roma promossa da una ventina di associazioni (tra cui Cgil, Arci e Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà) per sensibilizzare cittadinanza e politica sulla questione penitenziaria, oggi vera e propria emergenza sociale, politica e umana.

Nei prossimi giorni – hanno evidenziato Francese, Simoncini, Solimano e Scottoall’interno del carcere livornese sarà finalmente aperto un nuovo padiglione, completamente ristrutturato, che potrà accogliere fino a 134 reclusi. Chiediamo a gran voce che con l’apertura di questa nuova sezione – in cui probabilmente saranno trasferiti anche diversi reclusi provenienti da altri carceri italiane - venga immediatamente chiuso il reparto di media sicurezza: un padiglione ormai fatiscente e altamente insalubre, che mina la dignità e il decoro non solo delle persone recluse ma anche dei soggetti che lavorano al suo interno. Nel caso in cui l’attuale media sicurezza non venisse chiusa, valuteremo di presentare un esposto alla magistratura per chiedere il sequestro del reparto, un po’ come è avvenuto per la Casa circondariale di Sollicciano”.

Il manifesto della mobilitazione nazionale è rappresentato dall’articolo 27, terzo comma, della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. L’obiettivo di “Alleanza per l’articolo 27” è arrivare a una sensibile diversificazione del sistema sanzionatorio e al superamento della centralità della pena carceraria.

È fondamentale ricordare che il potere punitivo dello Stato deve avere limiti precisi, per rispettare la dignità e i diritti di ogni persona, e che l’obiettivo della pena deve mirare al reinserimento sociale. Dobbiamo invece purtroppo constatare che le politiche penali e penitenziarie degli ultimi quattro anni hanno decisamente aggravato la crisi in cui versa da molto tempo il modello costituzionale di pena. Si sono introdotti nuovi reati inseguendo emergenze inesistenti o non dimostrate, così producendo tassi di affollamento penitenziario intollerabili.

Cgil Livorno

Arci Livorno

Garante dei detenuti del Comune di Livorno

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