Attivano un bancomat a sua insaputa: Poste Italiane costretta al risarcimento

(Foto di Maria_Domnina da Pixabay)

Il giudice di pace di Empoli ha disposto la restituzione di 5mila euro a una 93enne di Cerreto Guidi, vittima di una frode bancaria


Poste Italiane dovrà risarcire una pensionata di 93 anni di Cerreto Guidi, vittima di una truffa che le è costata 5mila euro. Lo ha stabilito il giudice di pace di Empoli con una sentenza del 12 luglio, condannando la società alla restituzione della somma sottratta, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria. La vicenda, riportata da Il Tirreno, risale all'autunno del 2022. L'anziana, titolare di un libretto di risparmio postale, si è vista sottrarre 5mila euro dopo che ignoti avevano attivato, a sua insaputa, una carta bancomat collegata al libretto. I truffatori hanno quindi effettuato dieci prelievi dagli sportelli Atm della provincia di Napoli: otto da 600 euro e due da 100 euro.

La donna si è accorta della truffa consultando l'estratto conto e si è rivolta all'Associazione europea consumatori indipendenti (Aeci) di Empoli, che ha seguito il caso insieme all'avvocato Francesco Giordano.

Nel corso del procedimento, Poste Italiane ha sostenuto che i prelievi fossero riconducibili alla stessa correntista o al figlio delegato, ritenendo che la digitazione del Pin fosse sufficiente a dimostrare l'autorizzazione delle operazioni.

Madre e figlio hanno però dimostrato di non trovarsi in provincia di Napoli nei giorni in cui erano stati effettuati i prelievi. Il figlio era al lavoro a Cerreto Guidi, mentre l'anziana si trovava nella propria abitazione, circostanza confermata anche da alcuni testimoni.

Per il giudice è stato determinante il fatto che Poste Italiane non sia riuscita a impedire l'attivazione della carta bancomat da parte di soggetti terzi senza la presenza fisica e il consenso della titolare, come previsto dalle stesse condizioni contrattuali. È stata inoltre respinta la richiesta di concorso di colpa avanzata dalla società. Secondo la sentenza, il sistema di sicurezza si è rivelato inadeguato, consentendo l'attivazione fraudolenta della carta e l'esecuzione di dieci prelievi nell'arco di pochi giorni senza che venissero attivati controlli o sistemi di allerta.

Lo stesso giudice di pace di Empoli aveva già condannato, lo scorso marzo, Banca Nazionale del Lavoro a risarcire un correntista con 2700 euro, dopo un bonifico fraudolento disposto verso un Iban lituano mai utilizzato in precedenza. In quel caso, secondo quanto ricostruito, il cliente era stato vittima di un falso aggiornamento di Google Chrome che aveva installato un malware sul dispositivo.

Secondo l'avvocato della pensionata, le due pronunce delineano un orientamento ormai chiaro: la sicurezza dei sistemi di pagamento rappresenta un obbligo dell'intermediario e non del cliente.

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empoli

<< Indietro

torna a inizio pagina