Frode da 2 milioni sui fondi Ue per la mobilità sostenibile: 6 rinvii a giudizio

L'indagine della Guardia di Finanza di Orbetello, coordinata dalla Procura europea, riguarda un progetto finanziato dal programma LIFE nei comuni della Costa d'Argento


Sei persone sono state rinviate a giudizio nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di Finanza di Orbetello, coordinata dalla Procura europea (EPPO) di Bologna, su una presunta frode ai danni dell'Unione Europea legata a un progetto di mobilità sostenibile finanziato con fondi del programma LIFE della Commissione europea.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli imputati sono accusati, a vario titolo, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, tentata truffa e malversazione. L'inchiesta riguarda un finanziamento complessivo di 2.841.430 euro, destinato a promuovere la mobilità elettrica nei comuni di Orbetello, Monte Argentario e Isola del Giglio.

Gli investigatori hanno accertato che parte dei mezzi acquistati o realizzati con le risorse europee si trovava in stato di completo abbandono. Tra questi figurano anche battelli elettrici progettati per la navigazione nella laguna di Orbetello, rimasti allo stadio di prototipo e mai entrati in servizio perché privi dell'omologazione necessaria.

Le indagini, sviluppate anche attraverso numerose perquisizioni in diverse regioni italiane e l'analisi della documentazione sequestrata, avrebbero inoltre evidenziato che circa il 70% dei fondi era stato destinato a spese per il personale, comprendendo anche soggiorni in località turistiche. In alcuni casi, secondo l'accusa, gli affidamenti sarebbero stati assegnati a società riconducibili ai responsabili del progetto, che avrebbero poi emesso fatture per consulenze con l'obiettivo di aumentare artificialmente i costi e ottenere indebitamente i finanziamenti europei.

L'attività investigativa ha consentito di bloccare l'erogazione dell'ultima tranche del contributo, pari a 852.549 euro, e di avviare le procedure per il recupero di 1.989.281 euro già corrisposti dall'Unione Europea.

Tra gli indagati figurano due responsabili della gestione del progetto, tre amministratori e un dipendente di altrettante società beneficiarie.

La Guardia di Finanza sottolinea che l'operazione conferma l'impegno nel contrasto alle frodi che colpiscono le risorse europee destinate agli investimenti pubblici e la collaborazione con la Procura europea.

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