Peste suina, Capecchi (FdI): "La gestione del virus è prima di tutto sanitaria. Dal 2022 chiediamo alla Regione di intervenire"

Alessandro Capecchi

La gestione del virus della PSA è prima di tutto sanitaria, e poi anche di gestione del territorio rurale. E’ dal 2022 che, come Fratelli d’Italia, sollecitiamo la Regione ad intervenire”. A dirlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, dopo l’audizione, su richiesta di FdI, in Commissione regionale congiunta 2 e 4, Ambiente-Territorio e Agricoltura, del Commissario nazionale per la peste suina africana, Giovanni Filippini.

Dall’audizione del commissario è emerso che la Toscana è ancora in grave ritardo sia sul piano dell’organizzazione sanitaria, con gravi carenze di personale veterinario, sia su quello della prevenzione. Non sono state adottate tempestivamente tutte le misure necessarie per contenere la diffusione del virus, né è stata garantita un’adeguata gestione delle strutture destinate allo smaltimento delle carcasse e tutto lo sforzo è stato sostenuto dai cacciatori – ha sottolineato Alessandro Capecchi -. Parlare di gestione della fauna senza affrontare il tema della PSA sarebbe stato un grave errore. Il Commissario ha, inoltre, confermato che la Regione dispone da fine febbraio di un finanziamento straordinario di 420.000 euro per la PSA, risorse che devono essere utilizzate rapidamente ed efficacemente. Il sindacato dei medici veterinari ha scritto al Presidente Giani che ha disatteso tutte le promesse di assunzione di personale e di incentivazione economica, mettendo a rischio la filiera che sta alla base della corretta gestione epidemiologica e dell’eradicazione del virus dal territorio regionale.”

Dopo 4 anni, Giani ha nominato soltanto lo scorso 17 luglio un commissario regionale ed una cabina di regia. Si sono resi conto tardi che occorre mettere mano sia alla prevenzione che alla gestione. Ma evidentemente tutto è avvenuto con enorme ritardo, basti pensare che le prime interrogazioni di FdI sono datate 2022, la Regione ci disse, allora, che era pronta a fare gli abbattimenti necessari – ricorda il consigliere regionale Capecchi -, mentre oggi stanno chiudendo le aziende del settore suinicolo con centinaia di abbattimenti. Fondamentale è anche il ruolo dei cacciatori, che possono contribuire alle attività di monitoraggio e contenimento, ma non possono essere considerati solo quando c’è bisogno o c’è da pagare, così come è indispensabile avviare una seria campagna di informazione. Il virus, infatti, può diffondersi anche indirettamente, ad esempio attraverso le suole delle scarpe, mettendo a rischio una filiera suinicola che in Toscana vale miliardi di euro e dà lavoro a migliaia di persone”.

Inoltre, si mette a repentaglio la vita degli animali che, quando contraggono il virus, patiscono in modo considerevole – dice Capecchi -. Per queste ragioni continueremo a chiedere che la Regione metta in campo tutte le azioni necessarie per fermare la diffusione della Psa e tutelare il nostro territorio, la sua biodiversità e le aziende che fanno prodotti di qualità”.

Di seguito la lettera del sindacato medici veterinari inviata al Governatore Giani

PSA-e-criticita-dei-servizi-veterinari-della-regione-Toscana

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