Sospesa disdetta contratti di somministrazione per addetti dello stabilimento Takeda a Pisa

Il confronto in Regione proseguirà il 6 agosto. Fabiani: “Ieri prima importante apertura dell’azienda all’utilizzo di un ammortizzatore sociale”


Il confronto con Takeda continuerà il 6 agosto, con l’obiettivo di fugare ogni dubbio sul futuro dell’insediamento produttivo a Pisa della multinazionale giapponese del biofarmaco e al tempo stesso trovare una soluzione per  la disdetta dei sessantasette contratti di somministrazione annunciati dall’azienda (da ieri sospesa) che hanno dato il via, nelle scorse settimane, ad una mobilitazione e poi all’apertura di un tavolo regionale. In supporto potrebbe arrivare anche un ammortizzatore sociale, su cui sono in corso approfondimenti tecnici.

“Viste le aperture reciproche che azienda e sindacati si sono scambiate, confidiamo che con la buona volontà di tutti si possa trovare una soluzione sostenibile e nell’interesse di tutti” commenta Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per le crisi aziendali. “Siamo ancora in una fase interlocutoria – spiega -. Fino alla prossima riunione ogni decisione dell’azienda è stata comunque sospesa”.

Occorre chiarire la natura della riorganizzazione annunciata dalla multinazionale, che conta 50 mila dipendenti in tutto il mondo, e che ieri ha offerto delle prime rassicurazioni sul futuro dello stabilimento di Pisa che sarebbe interessato nei prossimi anni da un investimento di oltre 30 milioni di euro. Per questa ragione l’azienda, su richiesta della Regione Toscana, si è impegnata a illustrare un concreto piano industriale nella prossima riunione del tavolo istituzionale prevista per il 6 agosto.

Quella di ieri a palazzo Strozzi Sacrati a Firenze è stata una discussione lunga ed approfondita: oltre a sindacati ed azienda (non solo Takeda ma anche Adecco, che è la società gestisce i contratti di somministrazione) erano presenti  la Regione e il Comune di Pisa.  Si è parlato della riorganizzazione annunciata e quanto agli effetti sugli addetti interni, che nello stabilimento pisano sono 177, l’azienda ha confermato che nessuno perderà il lavoro ma sarà interessato da un processo di ricollocazione nel sito.

Per accompagnare l’azienda e i suoi dipendenti diretti in questo processo e contemporaneamente conquistare un tempo più lungo e prezioso per trovare soluzioni adeguate a beneficio dei lavoratori somministrati, la Regione si è resa disponibile a sostenere, anche tecnicamente, l’azienda nella ricerca dell’ammortizzatore sociale idoneo fra tutti quelli disponibili.

“Da questo punto di vista, la riunione del tavolo regionale ha compiuto un primo passo in avanti – evidenzia Fabiani - con una significativa apertura dell’azienda ad un possibile ricorso ad uno degli ammortizzatori sociali virtuosi, cioè finalizzati non a gestire una crisi, che in questo caso non c'è, ma appunto a sostenere una riorganizzazione complessiva dell’azienda. Sarà nostra cura assistere l’azienda nella verifica tecnica di questi strumenti”.

Fonte: Regione Toscana

Notizie correlate



Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro

torna a inizio pagina