
L'evento promosso dal Comune di Barberino Tavarnelle in memoria delle vittime del 23 luglio 1944
È nella campagna chiantigiana, tra Sambuca e Badia a Passignano, che il 23 luglio 1944, al calar del sole, furono assassinati a colpi di mitraglia alcuni contadini sfollati in un casolare in località Pratale, dopo essere stati strappati violentemente alle rispettive famiglie. La memoria di quel tragico avvenimento, che per uno strano destino precedette di qualche ora la Liberazione di Tavarnelle, è ancora nitida nella mente della novantenne Mirella che al ricordo intreccia l'inevitabile dolore, mai attenuato, per la perdita dei cari, il padre Giuliano trentenne e il nonno Carlo sessantenne, causato dalla ferocia della rappresaglia nazifascista.
Mirella Lotti, testimone della strage di Pratale, ricorda ancora le macchie di sangue sulla corteccia della piccola querce, la giovane pianta che 82 anni fa, situata nel sito dell’orrore, vide trucidare a freddo dodici uomini, giovani e adulti, vite spezzate che non fecero più ritorno a casa. L’albero della memoria, divenuto oggi un gigante del bosco, fiero della sua longeva e silenziosa presenza, guarda dall’alto la radura di Pratale, uno dei luoghi simbolo del secondo conflitto mondiale che provocò una ferita inguaribile nel cuore della comunità di Tavarnelle Val di Pesa.
Ieri sera la memoria di Pratale si è rafforzata con le lacrime, la commozione e l'abbraccio sentito di un’intera comunità, riunita per celebrare l’82 anniversario della Liberazione e della Strage di Pratale. L’occasione di restituire ancora una volta dignità e onore alle vittime è stata offerta dall’evento “Il Sangue e l'Erba. La memoria è una ragazza”, promosso dal Comune di Barberino Tavarnelle, curato dall’attore e regista Massimo Salvianti. Una narrazione, caratterizzata da una toccante miscela di parole e note, che da tanti anni prende vita nel luogo della fucilazione per rievocare, valorizzare, condividere i fatti di Pratale, il sacrificio immotivato dei dodici contadini inermi e l’efferatezza della barbarie nazifascista in ritirata nell’estate del ‘44. L’iniziativa ha visto protagonisti Massimo Salvianti e le tre giovani studentesse, Bianca Di Lorenzo, Martina Pugliese e Gaia Saccardi, che hanno preso parte al viaggio della Memoria lo scorso maggio, accompagnati dal fisarmonicista Emiliano Benassai e dalla voce di Elena Talenti con i disegni di Lorenzo Bojola.
La giornata commemorativa, organizzata dall’amministrazione comunale, si è aperta la mattina con la celebrazione della Santa Messa a Pratale e la deposizione della corona al monumento ai caduti, il pomeriggio con la deposizione delle corone ai monumenti ai caduti in piazza Matteotti e in via 23 Luglio 1944 in Tavarnelle per culminare la sera con la narrazione di Salvianti, frutto di un lavoro pluriennale di ricerca, approfondimento e studio attraverso le testimonianze dei familiari delle vittime. All’iniziativa, presenziata dal sindaco David Baroncelli e dalla giunta e da alcuni consiglieri comunali, hanno preso parte anche le amministrazioni comunali di San Casciano in Val di Pesa e Greve in Chianti.
“La memoria - dice il sindaco David Baroncelli - non può essere relegato ad un esercizio che pratichiamo nelle occasioni celebrative, è una necessaria espressione di vicinanza e affetto nei confronti dei familiari delle vittime, è un dovere civico, un impegno quotidiano che ci ricorda che questo eccidio, come tutte le stragi nazifasciste, ci riguarda, ci tocca nel presente e non appartiene solo al passato. Recarsi a Pratale insieme alla nostra comunità significa continuare a garantire un presidio morale e civile che crede fortemente nei valori di libertà e democrazia, nel complesso periodo storico che stiamo vivendo in cui quest’ultima viene minata alle basi da chi oggi tenta di riscrivere e revisionare la storia, considerando archiviata l’ideologia fascista”.
“Abbiamo deposto le corone presso i monumenti ai caduti di Tavarnelle e Pratale – continua - e ci siamo ritrovati nel luogo dell’eccidio per rievocare nomi, storie e vite interrotte del secondo conflitto mondiale per difendere la democrazia e la giustizia contro la discriminazione, la sopraffazione, l’indifferenza, per promuovere la verità storica e vigilare costantemente sulla libertà e sulla giustizia che non sono mai conquiste assodate e immutabili, ma scaturiscono da un impegno che si rinnova ogni giorno anche attraverso la memoria in quanto dovere democratico. Rievocare la Strage di Pratale e la Liberazione di Barberino Tavarnelle rappresenta una volontà collettiva: affermare la fame di pace e dignità umana che continuiamo ad alimentare con la partecipazione, la cultura e la cittadinanza attiva”.
La giornata commemorativa, in occasione dell’ottantaduesimo anniversario della Strage di Pratale e della Liberazione di Barberino Tavarnelle, si è conclusa con l’emozionante narrazione di Massimo Salvianti nel luogo dell’eccidio.
Le vittime di Pratale, incise sul cippo di pietra, nella radura di Pratale, rispondono ai nomi di Livio Gori, Giuseppe Gori, Serafino Gori, Omero Gori, Marcello Gori, Bruno Gori, Giuliano Lotti, Carlo Lotti, Angiolo Cresti, Attilio Cresti, Oreste Cresti e Giuliano Raspollini.
Fonte: Ufficio Stampa Associato del Chianti Fiorentino
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