Alluvioni 2023, Giani replica a Musumeci su mancata richiesta stato di ricostruzione

Il presidente della Regione Toscana: "Siamo in stato di emergenza prorogato al 31 dicembre, il ministro dovrebbe saperlo. Interventi procedono bene"


“Siamo attualmente in stato di emergenza prorogato fino al 31 dicembre 2026, successivamente chiederemo lo stato di ricostruzione”. Così il presidente della regione Toscana Eugenio Giani in relazione alle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, riguardo alla mancata richiesta dello stato di ricostruzione a seguito degli eventi meteo del novembre 2023, che hanno interessato diverse province toscane. “Un iter degli interventi peraltro concordato a seguito di incontri costruttivi tra il Dipartimento della Protezione civile nazionale e quello della Regione Toscana di cui il ministro dovrebbe essere al corrente - ha detto sempre Giani - Dopo il 31 dicembre sempre in maniera concordata procederemo con i passi ulteriori per lo stato di ricostruzione”.

La Regione Toscana attraverso i suoi uffici tecnici ritiene opportuno ricostruire il quadro amministrativo e operativo relativo agli eventi alluvionali del novembre 2023.

Fin dall'immediata fase emergenziale, la Regione Toscana e la struttura commissariale hanno operato in stretto raccordo con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, provvedendo alla ricognizione dei danni, alla definizione dei fabbisogni e alla programmazione degli interventi necessari al superamento della situazione di emergenza.

Grazie alle attività istruttorie svolte, sono state progressivamente assegnate risorse statali per oltre 331 milioni di euro, alle quali si aggiungono 66 milioni di euro provenienti dal Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea. Le risorse hanno consentito di finanziare gli interventi urgenti di cui alle lettere a) e b) dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 1 del 2018, le misure di sostegno a cittadini e imprese previste dalla lettera c) e, successivamente, anche gli interventi strutturali di cui alla lettera d), riconducibili alla fase della ricostruzione e della riduzione permanente del rischio.

Per quanto riguarda il tema dello stato di ricostruzione, la Regione Toscana aveva risposto il 28 ottobre scorso alla richiesta del Ministro per la Protezione civile, rappresentando come, in quella fase, la priorità fosse garantire la continuità amministrativa e operativa degli interventi già programmati attraverso la proroga dello stato di emergenza e il successivo percorso di subentro nell'ordinario previsto dal Codice della Protezione civile. Su tale proposta è stata successivamente assunta una diversa determinazione da parte del Governo.

Tale valutazione, condivisa sul piano tecnico con gli uffici del Dipartimento nazionale della Protezione civile, nasceva dalla necessità di evitare qualsiasi rallentamento nell'attuazione delle opere e di accompagnare il completamento degli interventi attraverso uno strumento amministrativo già consolidato e pienamente operativo. La disciplina dello stato di ricostruzione (L. 40/2025) introdotta dal legislatore rappresenta infatti un istituto relativamente recente che, ad oggi, non risulta ancora applicato in contesti caratterizzati dalla complessità e dalle dimensioni dell'evento che ha interessato la Toscana nel novembre 2023.

I risultati conseguiti in questi mesi confermano la validità dell'impostazione seguita. Come riconosciuto dallo stesso ministro, gli interventi stanno procedendo e le risorse assegnate risultano ampiamente programmate dagli enti attuatori, senza che si siano registrati rallentamenti riconducibili al quadro normativo adottato.
A conferma del percorso condiviso tra Regione e Dipartimento nazionale, il 14 luglio scorso il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha firmato l'ordinanza finalizzata a favorire il rientro nell'ordinario a seguito degli eventi calamitosi del novembre 2023, prevedendo, ai sensi del decreto legislativo n. 1 del 2018, la possibilità di continuare ad avvalersi, per i sei mesi successivi, delle deroghe necessarie a garantire la prosecuzione degli interventi già avviati.
In questa fase la struttura commissariale guidata dal presidente Eugenio Giani e gli enti locali sono pienamente impegnati nel rispetto delle scadenze previste dal percorso di subentro, con l'obiettivo di assicurare il rapido avvio e completamento delle opere senza introdurre elementi di incertezza procedurale che possano rallentare investimenti e cantieri già programmati.

“La Regione Toscana accoglie comunque con favore la disponibilità manifestata dal ministro Musumeci sul tema della ricostruzione - conclude Giani - Proprio in considerazione dell'approssimarsi della conclusione della fase di subentro nell'ordinario, nei prossimi giorni inoltreremo una richiesta formale al Governo per l'apertura del tavolo dedicato alla ricostruzione, così da definire con adeguato anticipo il percorso amministrativo successivo e consentire la piena operatività delle nuove misure a partire dal 14 gennaio 2027, data di scadenza del regime in deroga previsto per gli interventi post-evento”.

Fonte: Regione Toscana - Ufficio stampa

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