Spiaggia protetta della Lecciona, Legambiente: "Alleggerire pressione antropica"

L'appello del circolo Versilia a fronte della crescita del turismo e della scarsità di spiagge libere nella zona: "Trovare soluzioni per non perdere questo bene prezioso"


Legambiente Versilia lancia un appello per la protezione della spiaggia protetta della Lecciona, parte del Parco Naturale Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, davanti ai numeri in crescita del turismo in Toscana e dalla scarsità di spiagge libere in questa area.

“Quando parliamo di “spiagge libere” ci riferiamo a spiagge non a pagamento, quindi semplicemente accessibili senza pagamento di corrispettivi per servizi, che infatti in genere non vengono forniti (lettini, ombrelloni, servizi igienici o di ristoro ecc.)” dichiara Letizia Debetto, vicepresidente Legambiente Versilia. “Vista la scarsità di questa tipologia di spiaggia, siamo portati erroneamente ad annoverare in questa categoria anche le spiagge protette, le poche che conservano le caratteristiche naturali degli arenili, dove la fascia di sabbia apparentemente spoglia, che può essere fruibile per la balneazione, conserva il materiale spiaggiato ed è preceduta da cordoni dunali rivestiti di vegetazione: si tratta di spiagge dove è ancora possibile percepire che siamo di fronte ad un sistema complesso, vivo, non una distesa di sabbia inerte dove ogni forma di vita è bandita perché non funzionale alla nostra idea di godimento di sole e mare.”

È il caso, della spiaggia della Riserva Naturale della Lecciona, a Viareggio, dove l’eccessiva presenza antropica è stata riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio per la sua conservazione, anche davanti ai numeri in crescita del turismo in Toscana, che secondo l'ultimo rapporto sul turismo in Toscana dell'Irpet ha registrato nel primo trimestre dell'anno una crescita complessiva delle presenze del 5,3% rispetto al 2025.

La Riserva Naturale della Lecciona è un ecosistema fragile e raro, dove ogni singola parte è connessa ed interdipendente, in costante equilibrio e con gli agenti esterni, ambienti dalle condizioni difficili, in cui piante ed animali non hanno vita facile, e hanno sviluppato adattamenti particolari dando origine a specie pioniere, uniche e localizzate. Per questo gli arenili mantenuti allo stato naturale rappresentano uno scrigno di biodiversità che deve essere assolutamente conservato: non a caso sono considerati habitat prioritari tutelati da stringenti direttive europee.

“Si capisce che le spiagge sopravvissute allo stato naturale, non spianate dagli stabilimenti balneari, non possono essere considerate “spiagge libere”, aperte ad una fruizione di massa incontrollata e sempre più massiccia, vista la scarsità del bene, ma anzi hanno bisogno di attenzioni particolari per preservare la peculiarità,” aggiunge Debetto. “La Lecciona è da sempre sottoposta agli appetiti di uno sviluppo turistico vorace, al quale non si è omologata, è giustamente considerata una delle spiagge più belle e meglio conservate della Toscana settentrionale e del Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli, e quindi molto apprezzata da coloro che la frequentano, ma si devono rapidamente trovare delle soluzioni per alleggerire la pressione antropica, se non vogliamo perdere questo bene prezioso.”

Negli ultimi anni Viareggio si è privata di quasi tutte le spiagge libere che erano presenti sul suo territorio: via le spiagge libere davanti alle piazze del centro cittadino, per motivi di decoro e sicurezza, ma anche le spiagge all’inizio della fila ininterrotta di stabilimenti balneari, date pure in concessione e trasformate in spiaggia attrezzata (equivalente ad uno stabilimento balneare seppur stagionale). Così un bene scarso si è ridotto ulteriormente, determinando un aggravamento dell’assalto all’arenile protetto del Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli.

Fonte: Legambiente Toscana

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