
Nella tarda serata di venerdì 7 agosto. L'azienda: "Sconvolti per la tragedia. Ci stringiamo alla famiglia. In 66 anni di attività mai accaduto nulla di simile"
Incidente mortale sul lavoro nella tarda serata di ieri, venerdì 7 agosto, a Capalle, nel comune di Campi Bisenzio, in un'azienda che produce imballaggi. A perdere la vita è stato Kumara Gedera, un uomo di 61 anni, originario dello Sri Lanka. L'uomo era sposato, aveva figli e risiedeva a Prato.
L'incidente è avvenuto nel piazzale della Capp Plast, in via Nenni, azienda che produce contenitori, pallet e imballaggi in plastica. Secondo quanto ricostruito, l'uomo sarebbe stato schiacciato da alcuni sacchi di materiale grezzo durante le operazioni di movimentazione con un muletto.
L'allarme è stato lanciato dai colleghi intorno alla mezzanotte, nella ditta che svolge attività anche su turni serali. I sanitari intervenuti hanno tentato di rianimarlo, ma ogni tentativo è risultato vano. Sul posto sono intervenuti i soccorsi inviati dal 118, il personale della Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl Toscana Centro, i carabinieri e i vigili del fuoco.
Previsto per domani, domenica 9 agosto, dalle ore 9 un momento di raccoglimento di fronte allo stabilimento Capp Plast. Saranno presenti la Rsu e il sindaco di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri.
Si tratta del secondo incidente in cui ha perso la vita un lavoratore questa settimana in Toscana: mercoledì 5 agosto a Carrara è deceduto un 44enne in un'azienda nel settore del marmo.
L'azienda: "Tragedia che ci colpisce nel profondo"
"Siamo sconvolti per la tragedia accaduta. Sono in corso le verifiche da parte dell'autorità giudiziaria per ricostruire la dinamica dell'incidente: al momento non è possibile aggiungere altro. Ora possiamo solo stringerci intorno alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i colleghi che hanno condiviso con lui il percorso professionale e umano. Un uomo che da tempo lavorava con noi, che era parte integrante del nostro staff. Siamo costernati. Desideriamo ricordarlo per il suo impegno, la sua professionalità e il contributo che ha offerto ogni giorno con dedizione" dichiarano della direzione aziendale di Capp Plast a seguito dell'incidente mortale avvenuto ieri sera nello stabilimento di Campi Bisenzio. "In 66 anni di attività non era mai accaduto nulla di simile. Una tragedia ancora più difficile da accettare perché siamo da sempre in prima linea sui corsi e sulla formazione per la sicurezza sul lavoro: una volta l'anno chiudiamo gli stabilimenti di Prato e Capalle per dare a tutti la possibilità di partecipare al Safety Day. Una tragedia che ci colpisce nel profondo".
Cgil e Filctem Cgil Firenze: "Cordoglio e rabbia, basta morti sul lavoro"
CGIL Firenze e Filctem CGIL Firenze "esprimono profondo cordoglio per la morte del lavoratore avvenuta nella tarda serata di ieri in un’azienda nel comune di Campi Bisenzio. Alla famiglia, alle persone care e ai colleghi del lavoratore vanno la nostra vicinanza e le nostre condoglianze. Al dolore si uniscono rabbia e sgomento per l’ennesima vita spezzata mentre si lavora. Chiediamo che sia fatta chiarezza sulla dinamica dell’accaduto. Non possiamo rassegnarci a considerare gli infortuni e le morti sul lavoro come una tragica fatalità. Di lavoro si deve vivere, non morire. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per tutti e ci ricorda quanto sia ancora necessario fare sul terreno della prevenzione e della sicurezza. Diciamo sempre in generale che servono più controlli, più prevenzione, più formazione e una maggiore attenzione all’organizzazione del lavoro e ai rischi presenti in ogni attività. La sicurezza non può mai essere subordinata ai tempi della produzione o considerata un costo: deve essere la priorità assoluta in ogni luogo di lavoro. CGIL Firenze e Filctem CGIL Firenze continueranno a battersi affinché la tutela della salute e della vita di chi lavora venga prima di tutto".
Andrea Tagliaferri, sindaco di Campi Bisenzio: "Ogni vita persa ci impone di fare di più"
"Esprimo, a nome mio e dell’Amministrazione Comunale, la più sincera vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che oggi piangono questa perdita - ha dichiarato il Sindaco Andrea Tagliaferri -. Morire sul lavoro non può e non deve essere considerato un fatto inevitabile. Si va a lavorare per vivere, non per morire. Oggi, 8 agosto, ricorre anche l’anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 minatori, 136 italiani. A settant’anni di distanza, quella memoria ci ricorda che la sicurezza e la dignità del lavoro devono essere una priorità concreta. Servono più prevenzione, più controlli e politiche del lavoro capaci di mettere al centro la persona, contrastando precarietà e condizioni di lavoro che possono aumentare i rischi. Una morte sul lavoro non è una fatalità. Ogni vita persa ci impone di fare di più, perchè nessuno debba uscire di casa per andare a lavoro senza la certezza di potervi fare ritorno".
Eugenio Giani, presidente della Toscana: "Non possiamo rassegnarci. Cordoglio alla famiglia del lavoratore"
"Non possiamo rassegnarci e non ci rassegneremo", ha dichiarato il presidente della Toscana Eugenio Giani, che ribadisce come "la sicurezza e la salute sul lavoro siano una priorità della giunta regionale” e che “controlli, diffusione di buone pratiche (che ci sono) e formazione sono le leve su cui agire e continuare ad agite, tutti insieme".
"In questi anni le azioni messe in campo, dai controlli all’educazione ad una cultura della sicurezza, non sono mancate - prosegue -. Ogni incidente mortale suona come una sconfitta collettiva: di lavoro non si può morire. Aspettiamo che le autorità preposte chiariscano la dinamica dell’incidente. Dobbiamo comunque fare ancora di più, per aggredire la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro".
Nel piano per i prossimi cinque anni, dal 2026 al 2030, approvato da poche settimane la Regione continuerà a mantenere alto il numero di controlli e ispezioni, con obiettivi superiori a quelli stabiliti a livello nazionale. Proseguirà l’attività che riguarda formazione e informazione, perché “serve una maggiore e più diffusa cultura della sicurezza”. E lavorerà perché emergano buone pratiche e si diffondano, assistendo le imprese nel rendere i luoghi di lavoro più sicuri.
"Oggi però - si sofferma Giani - è anche il momento del dolore e voglio quindi far arrivare il mio cordoglio personale e quello dell’intera giunta alla famiglia di Kumara Gedera, il lavoratore originario della Sri Lanka e residente a Prato che è morto".
Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze: "Le lacrime e il dolore per la morte dell'ennesimo lavoratore siano per tutti un monito"
"Ci ritroviamo oggi a piangere un'altra vita spezzata, un altro operaio che non è tornato a casa ieri sera dalla sua famiglia a causa di un incidente sul lavoro avvenuto in un'azienda di Campi Bisenzio. Come vescovo, insieme a tutta la Chiesa fiorentina preghiamo per lui, per la consolazione dei suoi cari ai quali esprimiamo vicinanza e cordoglio. Le lacrime e il dolore per la morte dell'ennesimo lavoratore siano per tutti un monito a considerare la tutela della vita il valore assoluto, e ad impegnarsi perché sia garantita ovunque in ogni modo la sicurezza di chi ogni giorno si impegna per vivere una vita dignitosa e mantenere la sua famiglia".
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