
Sequestrati 65 chili di cocaina al porto di Livorno proveniente dall’Ecuador. La droga avrebbe fruttato circa 20 milioni
Maxi sequestro di cocaina al porto di Livorno, dove Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno individuato 65 chilogrammi di stupefacente, suddivisi in 57 panetti, all’interno di un container frigorifero proveniente dall’Ecuador e carico di banane.
Il container è stato selezionato nell’ambito delle attività di analisi dei rischi sulle merci in ingresso nel porto. La successiva scansione radiogena e l’intervento delle unità cinofile della Guardia di Finanza hanno permesso di individuare un vano occultato in prossimità del motore refrigerante.
Dopo lo svuotamento del container e la rimozione di alcune lastre di piombo, sistemate per tentare di eludere i controlli radiogeni, sono stati trovati i panetti di cocaina, avvolti in abbondante carta di alluminio.
Secondo le stime, la droga avrebbe fruttato alla criminalità circa 20 milioni di euro sulle piazze di spaccio. Lo stupefacente, dopo il campionamento e le analisi, sarà distrutto in un inceneritore su disposizione della Procura della Repubblica di Livorno, che ha coordinato le attività investigative e convalidato il sequestro.
Così il Prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi commenta l'operazione: "Desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento e un particolare ringraziamento alla Guardia di Finanza per questo importantissimo risultato, conseguito in stretta collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È il frutto di un lavoro straordinario, quotidiano e spesso silenzioso, che le Fiamme Gialle svolgono con grande professionalità e capacità investigativa non soltanto in questa occasione, ma da tempo, assicurando una presenza costante anche all’interno delle aree portuali. Un’attività che ha già prodotto risultati significativi e che continueremo a sostenere con la massima determinazione. Il porto di Livorno non può e non deve diventare una porta d’ingresso per i traffici della criminalità organizzata: chi pensa di poter utilizzare uno dei principali scali italiani per introdurre droga nel nostro Paese deve sapere che troverà uno Stato presente, organizzato e capace di colpire"
"Questi risultati dimostrano anche quanto sia decisiva la capacità di fare squadra. Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e tutte le altre componenti del sistema di sicurezza, insieme all’Agenzia delle Dogane e agli enti che esercitano competenze nelle aree portuali, devono concorrere, ciascuno secondo le proprie attribuzioni, a un controllo sempre più capillare ed efficace. La Prefettura continuerà a garantire il massimo coordinamento e sostegno a questa sinergia, perché il controllo del territorio non finisce ai cancelli dei porti: Livorno e Piombino sono infrastrutture strategiche e le loro aree portuali sono parte integrante del sistema provinciale di sicurezza. Su territori così vasti e complessi servono, simbolicamente e concretamente, “mille occhi in più”. Per questo occorre puntare con ancora maggiore decisione sull’innovazione tecnologica, valorizzando i sistemi avanzati già disponibili e incrementando strumenti come i droni per la sorveglianza delle aree portuali. La criminalità evolve rapidamente: la risposta dello Stato deve evolvere ancora più velocemente"
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