"Sindrome da burnout" nella malattia di Alzheimer, il convegno ad Arezzo

Antonio Rauti, presidente della Casa di Riposo "Fossombroni"

In Comune, mercoledì 23 settembre, l'incontro "Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie". "Trasformare le criticità in proposte per rafforzare rete di servizi e sostegno ai caregiver"


Un convegno sulla "sindrome da burnout" dovuta dalla malattia di Alzheimer. Mercoledì 23 settembre, alle 18.00, la Sala Rosa del Comune di Arezzo ospiterà un nuovo appuntamento del progetto "Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie" che sarà dedicato specificatamente all’impatto emotivo e psicologico dell’assistenza alle persone con questa diffusa patologia neurodegenerativa, con particolare attenzione alle difficoltà affrontate quotidianamente da familiari e caregiver.

L’iniziativa è organizzata in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer da Antonio Rauti, presidente della Casa di Riposo "Fossombroni", e farà affidamento sulle parole dell’avvocato Alessia Ariano che ha seguito una vicenda giudiziaria di portata storica dove è stato riconosciuto lo stress traumatico da assistenza come condizione psicopatologica rilevante ai fini di una sentenza di assoluzione.

"Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie" è un percorso che ha preso il via nel settembre del 2025 con un ciclo di incontri tra Arezzo e le vallate in cui era stato promosso un confronto tra istituzioni, medici, operatori sanitari, associazioni e cittadini per approfondire le difficoltà psicologiche, sociali, organizzative ed economiche a carico dei caregiver, arrivando a evidenziare il reale rischio di burnout. A emergere era stata una generale insufficienza di risposte assistenziali, nonostante un costante aumento dei casi che, nel solo 2023 e nel solo territorio aretino, ha fatto registrare ben 7.248 persone con più di sessantacinque anni affette da Alzheimer e 5.802 casi di disturbo cognitivo minore. Tra le criticità erano rientrate la mancanza di nuove strutture, l’eccessiva burocrazia, la scarsa informazione sui servizi disponibili e il limite di posti letto autorizzati nelle RSA.

Le riflessioni e le proposte emerse da questo percorso erano poi state raccolte in un documento programmatico trasmesso alla Regione Toscana per richiamare l’attenzione sui bisogni concreti delle famiglie e per promuovere l’avvio di politiche strutturali, coordinate e durature per affrontare questa emergenza sociale e sanitaria. Il convegno del 23 settembre rappresenterà ora una nuova tappa per mantenere alta l’attenzione sul tema e per approfondire gli sviluppi dell’ultimo anno, anche alla luce della recente sentenza che ha portato il tema dello "stress da assistenza" al centro dell’attenzione nazionale in virtù proprio del lavoro condotto dall’avvocato Ariano.

Questo legale, infatti, ha seguito la vicenda giudiziaria terminata con la sentenza di assoluzione della donna valdarnese che aveva ucciso la madre malata di Alzheimer, segnando una fase storica per riconoscere il peso dell’assistenza familiare e le condizioni di estrema difficoltà che accompagnano la cura di una persona con questa patologia. Nel corso dell’incontro, dunque, l’avvocato Ariano approfondirà proprio le implicazioni di questa sentenza, soffermandosi sul riconoscimento dello "stress da assistenza" e sui suoi possibili sviluppi psicopatologici, nonché sull’urgente necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno a distanza dei caregiver.

"'Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie' - commenta il presidente Rauti - è un percorso che nasce per portare l’attenzione sulle difficoltà dei caregiver e sulla mancanza di risposte socio-sanitarie. Ringraziamo l’avvocato Ariano per la disponibilità a condividere le implicazioni di una vicenda che ha segnato un passaggio importante nel riconoscimento del peso dell’assistenza familiare. Nessuna famiglia dovrebbe trovarsi ad affrontare da sola l’Alzheimer, dunque il confronto sarà finalizzato a trasformare le criticità emerse in proposte concrete per rafforzare la rete dei servizi e il sostegno ai caregiver".

Fonte: Ufficio stampa

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