Celebrazioni a Santa Croce per gli 82 anni dalla Liberazione

Con una serie di cerimonie istituzionali nei luoghi simbolo del territorio, la comunità di Santa Croce sull’Arno ha celebrato oggi l’82° anniversario della Liberazione dall'occupazione nazifascista.

Il programma delle commemorazioni ha preso il via in piazza Martiri della Libertà con la deposizione di corone al Monumento ai Caduti e al Cippo della Resistenza, per poi proseguire in largo Genovesi con l'omaggio floreale alla targa del soldato statunitense Frederick F. Olson. Il percorso della memoria si è poi concluso alla cappella votiva del Cimitero di via del Castellare, al Parco della Rimembranza e in piazza Panattoni, alla presenza di autorità, associazioni e cittadini.

Durante le celebrazioni, il Sindaco Roberto Giannoni ha richiamato il valore del bene comune contro il qualunquismo.

"Oggi ricordiamo la Liberazione di Santa Croce. 82 anni fa la nostra cittadina tornò libera grazie a tanti ragazzi venuti da oltre oceano e a tanti volontari della libertà che combatterono per il nostro Paese - ha esordito il Sindaco Giannoni - I nomi dei soldati e dei partigiani caduti sono nomi che conosciamo bene; in alcuni casi sono babbi, nonni o parenti di santacrocesi o staffolesi. Dietro a questi nomi c’era coraggio, altruismo, senso di comunità e amore per la libertà, ma soprattutto la fiducia nella costruzione di un futuro migliore per noi che oggi siamo qui".

Il Sindaco ha poi lanciato un fermo monito sul valore dell'impegno sociale, richiamando il pensiero della filosofia classica per analizzare le derive della società moderna: "Le società dove, nelle varie forme e sfumature, non si persegue il bene comune, insegnava il filosofo Platone circa 2500 anni fa, sono destinate a morire. Chi di noi si mette a disposizione degli altri, nella politica, nel volontariato, nelle istituzioni, lo fa anche per il respeito dovuto a chi ha sacrificato la propria vita per la nostra cittadina".

Nel passaggio più duro e incisivo del suo intervento, il primo cittadino non ha risparmiato critiche a chi adotta atteggiamenti distruttivi e disimpegnati: "C’è chi non onora questi nomi: sono quelli che non lavorano per il bene comune, che mettono la critica davanti alla proposta ed evidenziano le lacune senza fare niente per cercare soluzioni. Spesso fanno questo senza neppure dare un volto e un nome alle loro idee, nascondendosi dietro nomi di comodo e dimostrando di non aver capito il sacrificio di chi ha combattuto perché loro potessero esprimersi liberamente. Chi propugna un’idea onestamente non ha timore ad assumersene la paternità. Questi personaggi sono partecipanti anonimi di una società in declino, rappresentanti di quel qualunquismo con cui, storicamente, gli italiani non capirono cosa volesse dire incanalarsi nella dittatura e poi nella guerra".

"Oggi i qualunquisti sono una minoranza - ha concluso il Sindaco - e per fortuna resteranno minoranza rispetto a chi ha messo il suo nome e cognome nella storia di questo Paese, impegnandosi quotidianamente per difendere la democrazia e costruire un futuro per i nostri figli".

L'amministrazione comunale ringrazia sentitamente tutti i partecipanti e le associazioni che hanno preso parte alle celebrazioni, confermando l'importanza di custodire e tramandare i valori della Resistenza.

Fonte: Comune di Santa Croce sull'Arno - Ufficio stampa

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