
Fare piena chiarezza sulle cause degli aumenti della TARIC, verificare l’effettivo beneficio riconosciuto alle utenze virtuose, conoscere l’entità dei disservizi e valutare, attraverso uno studio comparativo, sistemi di raccolta alternativi o integrativi rispetto all’attuale porta a porta.
Sono questi gli obiettivi dell’interrogazione a risposta scritta presentata al sindaco e alla Giunta dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Empoli Cosimo Carriero, capogruppo, Francesca Peccianti e Danilo Di Stefano.
L’iniziativa nasce a seguito degli articoli apparsi sulla stampa e delle numerose proteste pubblicate sui social network e nelle pagine dedicate alla città. Molti cittadini segnalano aumenti degli importi richiesti e lamentano una crescente sproporzione tra l’impegno necessario per separare, conservare ed esporre i rifiuti e il beneficio economico concretamente riconosciuto a chi adotta comportamenti corretti.
Alle contestazioni sulle bollette si aggiungono le segnalazioni relative a mancati ritiri, ritardi, rigidità del calendario e permanenza dei rifiuti all’interno delle abitazioni, con difficoltà particolari per anziani, persone con disabilità, famiglie residenti in appartamenti di piccole dimensioni, condomìni ed esercizi commerciali.
«Le proteste dei cittadini non possono essere liquidate come una generica contrarietà alla raccolta differenziata», dichiarano i consiglieri di Fratelli d’Italia. «È necessario rispondere con dati oggettivi, spiegando come si formano le tariffe, quali componenti abbiano determinato gli aumenti e se l’attuale organizzazione del servizio rappresenti ancora, in ogni zona della città, la soluzione più efficiente, economica e funzionale».
L’interrogazione chiede di conoscere, per ciascun anno dal 2022 al 2026, il costo complessivo del servizio integrato dei rifiuti riferibile al Comune di Empoli e l’andamento degli importi richiesti alle utenze domestiche e non domestiche. Viene inoltre domandato di specificare quanto abbiano inciso sui rincari la raccolta porta a porta, il trasporto e il trattamento dei rifiuti, il personale, i mezzi, lo spazzamento, gli investimenti, la rimozione degli abbandoni, gli insoluti, i costi amministrativi ed eventuali conguagli relativi alle annualità precedenti.
Particolare attenzione è riservata al rapporto tra la parte fissa della tariffa e quella variabile, al beneficio economico effettivamente riconosciuto alle utenze virtuose, al numero di famiglie che hanno superato gli svuotamenti minimi e al gettito aggiuntivo che ne è derivato.
FDI chiede anche i dati sulla raccolta differenziata e sulla qualità delle singole frazioni, il numero dei mancati ritiri e delle segnalazioni registrate nel 2025 e nel 2026, nonché le eventuali penali contestate o applicate a Plures Alia. L’Amministrazione dovrà inoltre chiarire quali risultati siano stati raggiunti o siano attesi dalla riorganizzazione del porta a porta avviata nel giugno 2026 e dal progetto sperimentale “Conferimenti TARIC”.
«Non sosteniamo che il semplice ritorno ai tradizionali cassonetti aperti e anonimi possa automaticamente ridurre le bollette», precisano Carriero, Peccianti e Di Stefano. «Una scelta del genere potrebbe compromettere la tracciabilità dei conferimenti, favorire gli abbandoni e peggiorare la qualità della raccolta differenziata. Chiediamo, invece, che siano esaminate soluzioni tecnologicamente più avanzate, come i cassonetti intelligenti ad accesso controllato, capaci di identificare le utenze e contabilizzare i conferimenti».
L’interrogazione sollecita, pertanto, uno studio tecnico-economico che confronti l’attuale porta a porta con un sistema basato sui cassonetti intelligenti e con un modello misto, differenziato secondo le caratteristiche dei diversi quartieri. Viene inoltre proposta la possibilità di avviare una sperimentazione circoscritta, valutandone costo per utenza, qualità della differenziata, quantità di rifiuto indifferenziato, abbandoni, puntualità del servizio, gradimento dei cittadini e impatto sulla tariffa.
«Prima di assumere decisioni definitive occorre conoscere i numeri e confrontare le alternative», conclude il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Empoli. «L’obiettivo non è mettere in discussione la raccolta differenziata, ma rendere il servizio più efficiente, meno gravoso per le famiglie e maggiormente rispondente alle diverse caratteristiche della città. Chi differenzia correttamente e riduce l’indifferenziato deve poter riscontrare un vantaggio chiaro e verificabile anche nella bolletta».
FDI chiede infine che siano messi a disposizione del Consiglio comunale il Piano economico-finanziario completo, i prospetti utilizzati per il calcolo delle tariffe, gli indicatori sulla qualità del servizio e i dati relativi ai conferimenti nel Comune di Empoli.
FdI Empoli
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