Preapertura caccia, ambientalisti: "Consentita nonostante condizioni eccezionali di caldo e siccità"

Le associazioni dopo l'appello contro le giornate di apertura anticipata per le specie tortora dal collare orientale, storno e piccione. "Quasi 15mila animali uccisi in un solo giorno"


Domenica 6 settembre si svolgerà la seconda giornata di apertura anticipata della stagione venatoria in Toscana, consentendo la caccia di alcune specie nei primi giorni di settembre, in anticipo rispetto all’apertura generale fissata per la terza domenica del mese.

Le associazioni ambientaliste e animaliste avevano chiesto alla Regione Toscana di rinunciare alla preapertura e di valutare un differimento dell'apertura generale della caccia al 1° ottobre, alla luce delle eccezionali condizioni climatiche che hanno caratterizzato l'estate, con temperature elevate e una prolungata siccità che hanno determinato situazioni di forte stress per molte specie selvatiche e per gli ecosistemi.

La Regione ha tuttavia confermato la propria scelta, autorizzando nelle giornate del 2 e del 6 settembre la caccia alla tortora dal collare orientale, storno e piccione, motivandola anche con esigenze di tutela delle produzioni agricole.

Le associazioni ENPA, LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF, non condividendo tale impostazione, hanno impugnato davanti al TAR Toscana la delibera relativa alla caccia alla tortora dal collare orientale. Tra le principali preoccupazioni vi sono gli effetti del prelievo su una specie assimilabile, per caratteristiche morfologiche e contesto ambientale, alla tortora selvatica (Streptopelia turtur), specie che versa in uno stato di conservazione sfavorevole a livello europeo.

Il TAR Toscana ha ritenuto di non concedere la sospensione cautelare del provvedimento, rinviando la valutazione delle questioni sollevate in sede collegiale ed escludendo la sussistenza di un danno imminente e irreparabile tale da giustificare la sospensione dell'atto.

Resta tuttavia il dato oggettivo rappresentato dall'entità dei prelievi autorizzati e già registrati nella prima giornata di caccia. Quando il giudizio di merito verrà definito, infatti, l'intero contingente massimo previsto dalla delibera impugnata per la tortora dal collare orientale, pari a 10.000 individui, potrebbe essere già integralmente raggiunto attraverso le sole due giornate di preapertura. Si tratta di un elemento che evidenzia la rilevanza delle conseguenze concrete derivanti dall'attuazione immediata del provvedimento.

Secondo i dati resi noti dalla Regione Toscana, nella sola giornata di mercoledì 2 settembre circa 3.000 cacciatori hanno partecipato alla preapertura, uccidendo 6.072 tortore dal collare orientale, 2.402 storni e 6.220 piccioni, per un totale di quasi 15.000 animali.

Numeri che confermano come la preapertura rappresenti un intervento di rilevante impatto sugli animali selvatici in un periodo ancora caratterizzato da condizioni ambientali particolarmente critiche.

Le associazioni ribadiscono pertanto la necessità che la gestione della fauna selvatica sia improntata ai principi di precauzione, conservazione della biodiversità e tutela del patrimonio naturale, nella consapevolezza che la fauna selvatica costituisce un bene indisponibile dello Stato e un patrimonio d'interesse collettivo da conservare nell'interesse delle generazioni presenti e future come dispone l’articolo 9 della nostra Costituzione.

Fonte: ENPA Ente Nazionale Protezione Animali, LAC Lega Abolizione Caccia, LAV Lega Anti Vivisezione, LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli, LNDC Animal Protection, WWF World Wide Fund for Nature

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