
Approvata delibera sul nuovo impianto con il voto contrario dell'assessore Lenzi (Avs). Favorevole il M5s David Barontini nonostante le perplessità sollevate
Il campo largo si spacca nella giunta regionale Toscana sul progetto dell'ossicombustore di Peccioli, in provincia di Pisa che oggi, dopo il parere favorevole della Commissione di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) è passato dalla Giunta per l'autorizzazione definitiva.
La delibera sul nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti è stata approvata con il voto contrario dell'assessore Alberto Lenzi di Avs, mentre ha votato a favore l'assessore all'Ambiente del M5s David Barontini, che in precedenza aveva espresso perplessità sul progetto.
La decisione arriva poche ore dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Eugenio Giani, che, a margine di un evento a Empoli, aveva ribadito la necessità di autorizzare l'impianto anche per evitare un possibile aumento delle bollette dei rifiuti.
Il no di Avs: "Ragioni tecniche, finanziarie e politiche"
Il voto contrario di Lenzi ha trovato il sostegno del gruppo di Avs in Consiglio regionale e dei vertici di Sinistra Italiana ed Europa Verde. In una nota congiunta, Filiberto Zaratti, commissario di Europa Verde Toscana, Dario Danti, segretario di Sinistra Italiana, e i consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti hanno chiesto un ulteriore confronto sul progetto.
"Chiediamo alla giunta regionale di promuovere un'ulteriore riflessione per non impegnare la Toscana per i prossimi decenni su una tecnologia rischiosa e di aprire un confronto pubblico e trasparente con le comunità locali, i Comuni, Arpat e le associazioni. Le risorse pubbliche devono essere investite sulla prevenzione dei rifiuti e sull'impiantistica di riciclo a freddo".
Avs sottolinea che il proprio no all'impianto di Peccioli si fonda "su precise ragioni tecniche, finanziarie e politiche".
Sul piano economico, viene contestato innanzitutto il costo dell'opera, stimato tra 130 e 180 milioni di euro. Secondo Avs, "rappresenta un'operazione priva delle necessarie garanzie finanziarie. Eventuali squilibri economici finirebbero inevitabilmente per gravare sui Comuni soci e, attraverso la Tari, sulle famiglie e sulle imprese toscane".
La capacità dell'impianto
Tra le criticità indicate da Avs c'è anche la capacità prevista dell'ossicombustore, pari a 177mila tonnellate di rifiuti all'anno. Una dimensione che, secondo il partito, sarebbe "nettamente superiore ai reali bisogni del territorio, che rischierebbe di trasformare la provincia di Pisa nella discarica di sfogo dell'intera regione".
Il fronte contrario contesta anche la tecnologia scelta. "Sul piano tecnologico ci troviamo di fronte a una scelta sperimentale e priva di un consolidamento industriale su vasta scala, che vincolerebbe la Toscana per i prossimi venti o trent'anni a una scommessa insostenibile e a un modello legato alla vecchia logica dello smaltimento".
Secondo Avs, il progetto, insieme al revamping dell'inceneritore di Montale, in provincia di Pistoia, rischierebbe inoltre di entrare in contraddizione con gli obiettivi regionali sull'economia circolare: "È una linea che, sommata al 'revamping' dell'inceneritore di Montale (Pistoia), finirebbe per smentire nei fatti gli obiettivi di economia circolare dichiarati dalla Regione".
La proposta alternativa
Avs indica anche una strategia alternativa, facendo riferimento alle esperienze di riduzione e prevenzione dei rifiuti già adottate in Toscana.
"Un'alternativa concreta ed ecologica esiste già ed è quella tracciata dai territori virtuosi della nostra regione, come il Comune di Capannori, pioniere della strategia 'Rifiuti zero".
La posizione di Italia Viva
Di segno opposto la reazione di Italia Viva/Casa Riformista, che ha accolto positivamente l'approvazione della delibera. Francesco Casini ha espresso "Grande soddisfazione per questo passo in avanti nella gestione e smaltimento dei rifiuti".
L'ossicombustore è un impianto che utilizza un processo di "ossidazione termica senza fiamma", impiegando ossigeno puro come comburente al posto dell'aria.
La spaccatura sul progetto evidenzia quindi le diverse posizioni all'interno della maggioranza regionale sulla strategia da adottare per la gestione e il trattamento dei rifiuti in Toscana, tra la necessità di aumentare la capacità impiantistica sostenuta dalla Regione e la richiesta di puntare maggiormente su prevenzione, riciclo ed economia circolare avanzata da Avs.
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