Ossicombustore Peccioli, FI: "M5S prima contro poi a favore". Lega: "Campo largo esploso"

Proseguono i commenti dopo il via libera della giunta. Diritti in Comune: "Continueremo a batterci perché il progetto venga fermato"


Dopo il via libera della Giunta regionale alla realizzazione dell'impianto di ossicombustione a Peccioli, continuano i commenti e le reazioni da parte della politica.

Stella (FI): "M5S cambia posizione per tenere poltrone"

"Sul progetto dell'ossicombustore di Peccioli il Movimento 5 Stelle ha giocato e sta giocando tutte le parti in commedia. Per anni, finché era all'opposizione, M5S ha tuonato contro inceneritori e termovalorizzatori, sulla scia del fondatore del loro movimento politico. Ora, in maggioranza, i grillini sostengono l'impianto di Peccioli, anche se lo fanno con la solita ambiguità: in Giunta, l'assessore regionale all'Ambiente, David Barontini (M5S) ha votato a favore in extremis, ma negli ultimi giorni aveva invece espresso pubblicamente una posizione contraria" afferma il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana Marco Stella, ricordando la polemica e il botta e risposta con il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni. Per Stella "sono atteggiamenti che sviliscono la politica".

Lunedì la Giunta regionale ha approvato la delibera che autorizza la realizzazione del nuovo impianto di ossidazione termica senza fiamma a Legoli, nel comune di Peccioli, gestito da Belvedere Spa e dalla società mista Novatosc, ma con il voto contrario dell'assessore di Avs, Alberto Lenzi e l'assenza dell'assessora pisana del Pd, Alessandra Nardini. "Ogni volta che emerge il tema dei rifiuti, che non è certo una questione secondaria nelle politiche di una Regione, il campo largo in Toscana si spacca - accusa Stella -. Alleanza Verdi e Sinistra ha votato coerentemente contro, a differenza dei Cinque Stelle. Però è poco serio votare in un modo e poi appoggiare una Giunta con cui si è in disaccordo. Avs tragga le conseguenze e stacchi la spina a questa maggioranza traballante".

Diritti in Comune: "Posizione della giunta inaccettabile. Le alternative esistono"

"'Non abbiamo alternative'. Con queste parole il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani rivendica, a nome della maggioranza che governa, il via libera della Giunta regionale all’ossicombustore di Peccioli. Una versione toscana del celebre There is no alternative di Margaret Thatcher, che l’esponente del PD ricorda pienamente anche nel metodo con cui si prendono le decisioni" affermano da Diritti in Comune, Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa.

"Una posizione per noi inaccettabile, in quanto è una scelta politica che risponde a ben precisi interessi che, purtroppo, ancora una volta non sono quelli della tutela ambientale e dei territori. Non è un caso che associazioni ambientaliste, comitati e movimenti abbiano in questi anni avanzato puntuali critiche a questo progetto, indicando un’altra strada, che sono state del tutto ignorate da chi governa la Toscana, alla faccia della partecipazione e dell’ascolto della cittadinanza di cui tanto il centrosinistra si riempie la bocca. Infatti, la verità è che le alternative esistono, ma la Regione Toscana, in questi anni, ha scelto di non intraprenderle. Da mesi insistiamo sulla strategia "rifiuti zero", tanto denigrata dal sindaco Macelloni, e sulla necessità di una politica capace di ridurre progressivamente il residuo: riduzione a monte della produzione di rifiuti, responsabilità estesa dei produttori, riuso, raccolta di qualità, riciclo e recupero di materia.

Servono politiche pubbliche capaci di intervenire a monte sui meccanismi della produzione e del consumo, sottraendo progressivamente i rifiuti alla logica per cui più se ne producono e più cresce il business del loro trattamento. L'"inevitabile e storica" scelta rivendicata anche sulla stampa dal PD e dal presidente Giani asseconda invece proprio quegli interessi economici che sono alla base di questo progetto da decine e decine di milioni di euro. Tra l’altro, bisogna anche prendere atto che il voto di ieri certifica un altro dato politico difficilmente aggirabile: le forze che si collocano alla sinistra del PD risultano a dir poco ininfluenti sulle scelte strategiche della maggioranza regionale guidata dal PD. Abbiamo assistito, infatti, a un doppio salto mortale carpiato da parte dell’assessore all’Ambiente del Movimento 5 Stelle David Barontini, che per giorni si è detto contrario al progetto e poi ha votato a favore. Una scelta non "tecnica" ma di potere, che mina qualsiasi forma di credibilità e coerenza e che garantisce così l’avanzamento dell’iter del progetto. AVS si distingue dal Movimento 5 Stelle con un voto contrario, non aprendo però volutamente alcuna discussione o criticità nella maggioranza, ma chiedendo "alla Giunta di promuovere un’ulteriore riflessione": in altre parole, tutto procederà senza disturbare troppo.

Ma, al di là delle singole interpretazioni, il risultato politico è difficilmente equivocabile: il PD, con in testa Giani e Macelloni, voleva il via libera all’ossicombustore e il via libera è arrivato su una scelta destinata a condizionare per decenni la politica regionale dei rifiuti. Il fatidico "condizionamento da sinistra", tanto discusso nel campo largo, mostra ancora una volta il suo volto e, da qui a breve, la storia si ripeterà anche sulla nuova pista di Peretola, su cui la Regione avanza a testa bassa insieme con il Governo.

Preoccupano, inoltre, le parole utilizzate da Giani per descrivere l’ossicombustore. Il presidente è arrivato a sostenere che l’impianto "non prevede emissioni nell’atmosfera". Eppure si prevede, da parte della stessa Regione, un sistema di controllo sulle emissioni, quindi ci chiediamo: se l’impianto non prevede emissioni in atmosfera, perché gli stessi atti tecnici regionali prevedono di misurarle e monitorarle? Anche sulla tecnologia utilizzata gli atti suggeriscono maggiore prudenza, come sottolinea l’ARPAT, che ha evidenziato il carattere significativamente innovativo del processo e, rispetto alle cosiddette perle vetrose, ha parlato di un materiale nuovo, ponendo limiti al suo utilizzo e indicando la necessità di ulteriori verifiche. Per questi motivi è inaccettabile trasformare un procedimento complesso e sottoposto a prescrizioni in una favola tecnologica nella quale i rifiuti semplicemente scompaiono senza conseguenze.

E ancora una volta è la Valdera a essere chiamata a sopportare una parte decisiva delle conseguenze della politica regionale dei rifiuti. Non accettiamo che Peccioli e la provincia di Pisa diventino la risposta automatica all’incapacità della Toscana di costruire un modello diverso. Le alternative esistono. Esiste un’alternativa all’ossicombustore, esiste un’alternativa a una politica fondata sulla produzione continua di rifiuti da trattare e, soprattutto, esiste sempre un’alternativa quando la politica decide di tornare a scegliere. Per questo continueremo a batterci perché il progetto venga fermato e perché la revisione della pianificazione regionale dei rifiuti parta dalla riduzione, dal riuso e dal recupero di materia. Da parte nostra porteremo una mozione in Consiglio comunale contro questa delibera della Giunta regionale e parteciperemo all’assemblea regionale di sabato a Pontedera per sostenere il rilancio della mobilitazione".

Ceccardi (Lega): "Campo largo esploso sui rifiuti"

"Solo poche settimane fa il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni attaccava pubblicamente l’assessore regionale all’Ambiente David Barontini, definendo "molto confuse" le sue idee sull’impianto e arrivando a dire una cosa chiarissima: se la Giunta avesse approvato il progetto, Barontini avrebbe dovuto dimettersi. Oggi la Giunta regionale ha approvato il progetto dell’ossicombustore e Barontini, invece di dimettersi, resta assessore. E c’è di più: proprio il Movimento 5 Stelle, attraverso il proprio assessore regionale, dopo aver espresso per settimane forti perplessità sul progetto, arriva al momento decisivo e vota a favore. Quindi chi aveva ragione? Macelloni, che chiedeva le dimissioni di Barontini, oppure Barontini, che oggi ha votato sì? E soprattutto: cosa è cambiato nel frattempo?" così in una nota Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, che prosegue: "Perché qui non siamo davanti a una semplice differenza di opinioni. Siamo davanti a una vera e propria frattura politica all’interno della maggioranza che governa la Toscana. Una maggioranza nella quale sullo stesso progetto convivono posizioni opposte e nella quale le dichiarazioni fatte sul territorio sembrano improvvisamente perdere valore quando arriva il momento di assumersi la responsabilità di una decisione in Giunta.

Il caso del Movimento 5 Stelle è emblematico. Per anni ha costruito la propria identità politica sulla battaglia contro determinati impianti e sulla difesa dell’ambiente. Poi entra nella maggioranza regionale e, quando arriva il momento del voto, prevalgono gli equilibri della coalizione. Il campo largo si conferma così un campo di compromessi, dove la coerenza finisce nel momento in cui comincia la responsabilità di governo. Stiamo parlando, peraltro, di un progetto da oltre 120 milioni di euro e di una scelta destinata a incidere profondamente sul sistema di gestione dei rifiuti della Toscana Costa. È legittimo avere posizioni diverse, è legittimo anche cambiare idea. Ma allora lo si dica con chiarezza ai cittadini e si spieghi perché".

Per Ceccardi "non è invece accettabile che un assessore venga pubblicamente invitato a dimettersi nel caso di approvazione dell’impianto e che, una volta arrivata quell’approvazione, tutto venga archiviato come se nulla fosse. La domanda politica che rivolgiamo alla maggioranza è semplice: chi comanda davvero sulla politica dei rifiuti della Toscana? Perché se il sindaco del territorio chiede le dimissioni di un assessore regionale, se l’assessore manifesta forti perplessità, se il suo partito sul territorio prende posizione contro il progetto e poi la Giunta approva, significa che qualcosa nella maggioranza non torna. La Toscana merita una politica dei rifiuti seria, trasparente e coerente. Non una maggioranza che litiga prima del voto e si ricompatta sulle poltrone dopo il voto. A Peccioli non è stato approvato soltanto un progetto: è stata certificata la spaccatura politica del campo largo toscano. E adesso - conclude l'europarlamentare - vorremmo sapere se, alla luce di quanto accaduto, il sindaco Macelloni conferma la richiesta che aveva rivolto pubblicamente all’assessore Barontini: se la Giunta avesse approvato, avrebbe dovuto dimettersi. La Giunta ha approvato. Le dimissioni sono ancora sul tavolo?".

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