
Il sottosegretario Balboni: "Il ritardo nell'inizio dei lavori allontana la riapertura". Falchi (Avs): "Parole gravi e inaccettabili"
Il ministero della Giustizia impugnerà il provvedimento del Tribunale di Firenze che ha respinto l'istanza dell'Amministrazione penitenziaria per il dissequestro di alcune sezioni del carcere di Sollicciano. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Giustizia e senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni, dopo il provvedimento di sequestro disposto dal giudice lo scorso giugno sulla base di presunte violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
"Il ministero della Giustizia impugnerà il provvedimento", ha dichiarato Balboni, spiegando che il sequestro avrebbe determinato un ritardo nei lavori di ristrutturazione dell'istituto. Secondo il sottosegretario, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria aveva già stanziato i fondi necessari ed era pronto a procedere con gli interventi.
"Il ritardo nell'inizio dei lavori allontana quindi paradossalmente il momento in cui le sezioni risanate potranno riaccogliere i detenuti", ha aggiunto Balboni, collegando la vicenda anche al sovraffollamento degli altri istituti penitenziari toscani, che hanno accolto i detenuti trasferiti da Sollicciano.
Il sottosegretario ha quindi auspicato che il Tribunale del Riesame possa adottare una decisione che permetta di avviare gli interventi nel più breve tempo possibile, "nell'interesse della Giustizia e del benessere dei detenuti stessi".
La replica di Avs
Alle dichiarazioni di Balboni ha replicato Lorenzo Falchi, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale della Toscana, contestando l'impostazione del Governo sulla vicenda.
Falchi ha definito "gravi e inaccettabili" le parole del sottosegretario e ha criticato in particolare il riferimento alle "presunte mancanze" in relazione alle condizioni che hanno portato al sequestro di alcune sezioni.
Secondo l'esponente di Avs, l'intervento del Governo rifletterebbe "una visione securitaria e disumana del sistema penitenziario". Falchi sostiene inoltre che l'obiettivo dell'esecutivo sarebbe quello di recuperare posti detentivi senza affrontare le condizioni delle carceri.
Nel mirino dell'esponente regionale anche le condizioni di vita dei detenuti, i suicidi in carcere, le condizioni di lavoro del personale e la funzione rieducativa della pena. "Il carcere non può e non deve essere una discarica sociale dove nascondere le fragilità", ha affermato Falchi, richiamando la funzione di riabilitazione e reinserimento prevista dalla Costituzione.
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