Il PCI sull'ossicombustore di Peccioli: "Ennesimo schiaffo alla Toscana"

Il Partito Comunista Italiano – Segreteria regionale Toscana interviene sull'approvazione dell'ossicombustore di Peccioli da parte della Giunta regionale, contestando duramente la decisione e definendo l'impianto "l'ennesimo schiaffo alla Toscana". Secondo il PCI, dietro quella che viene definita un'opera dal nome "altisonante e pseudotecnologico" si nasconderebbe "la solita, vecchia logica dell'incenerimento dei rifiuti". Il partito critica inoltre l'investimento previsto, quantificato nella nota in 100 milioni di euro, e accusa la Regione di aver abbandonato le politiche di raccolta differenziata, riciclo e "rifiuti zero".

 

La nota completa

L’ossicombustore di Peccioli è l’ennesimo schiaffo alla Toscana: la Giunta regionale ha dato il via libera a un’opera che, dietro a un nome altisonante e pseudotecnologico, nasconde la solita, vecchia logica dell’incenerimento dei rifiuti. Un affare da cento milioni di euro – soldi pubblici che, c’è da scommetterci, non basteranno – per bruciare i rifiuti dei comuni costieri di Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara.

Dopo decenni passati a parlare di raccolta differenziata, riciclo e strategia “rifiuti zero”, la Regione cancella ogni barlume di transizione ecologica e torna indietro di trent’anni. Ci risentiamo rifilare la solita, noiosa propaganda: “l'impianto è sicuro”, “produrrà energia”, “abbatterà i costi”. Bugie già sentite per anni per giustificare eolici e inceneritori fallimentari, mentre oggi i cittadini pagano di tasca propria le fatiche e i soldi necessari a demolire i vecchi impianti mai entrati a regime o dismessi, come il fallimento di Falascaia a Pietrasanta.

Questa approvazione è un puro atto di forza del presidente Giani e del cerchio magico delle multiutility: un blocco di potere speculativo che muove milioni di euro sulla pelle dei territori. Una decisione presa calpestando la democrazia e le stesse forze politiche di maggioranza, ormai ridotte a una rissa permanente.

Nel teatrino della Giunta, l’assessore di Verdi e Sinistra vota contro, i Cinque Stelle si spaccano in modo imbarazzante (con l’assessore Barontini che poltronescamente vota sì contro la linea del suo stesso partito) e l’assessora Alessandra Nardini (PD) preferisce la fuga, non partecipando al voto proprio lei che ha la delega ai Progetti speciali dell'area costiera. Persino tra i cento comuni di Retiambiente il piano è passato a forza, incassando il voto contrario di ben un terzo dei soci.

La realtà è fin troppo evidente. Da una parte ci sono i profitti dei pochi che prevalgono sulla salute dei cittadini e sulla tutela dell’ambiente; dall’altra c’è l’inconsistenza politica e morale del “campo largo” toscano. Una coalizione di facciata, unita non da un’idea di futuro o da obiettivi comuni per la regione, ma da un mero, cinico esercizio di potere e spartizione di poltrone.

Partito Comunista Italiano – Segreteria regionale Toscana

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