Danneggia il reparto di Psichiatria a Pisa, poi minaccia medici e altri pazienti

Sul posto è intervenuta la polizia per riportare la situazione alla calma. L'Asl Toscana nord ovest: "Al lavoro con l'Aoup per trovare la soluzione migliore per la sicurezza di tutti e del paziente"


Avrebbe distrutto un televisore e alcuni mobili e minacciato di morte medici, infermieri e altri pazienti. È successo questa mattina, mercoledì 23 settembre, al reparto di Psichiatria dell'ospedale Santa Chiara di Pisa dove è intervenuta la polizia per riportare la situazione alla calma. Il paziente, detenuto alla Rems prima del trasferimento al Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) dell'Asl, avrebbe danneggiato gli arredi minacciando i presenti. Secondo quanto emerso, durante le operazioni per garantire la sicurezza, personale e altri degenti sono stati trasferiti nel settore femminile.

L'uomo, come più volte denunciato dai sindacati, nell'agosto 2022 si rese responsabile di un omicidio avvenuto a Pisa e sarebbe uno dei sette trasferiti dalla Rems di Volterra a Pisa. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre segnalato la mancanza di adeguate condizioni di sicurezza per gestire persone pericolose nello stesso reparto davanti al quale, nell'aprile 2023, fu uccisa la psichiatra Barbara Capovani. Solo due giorni fa, come riportato dai quotidiani locali, il Nursind Pisa aveva portato all'attenzione nuove minacce rivolte a sanitari e intimidazioni come la frase "ti aspetto fuori quando esci dal reparto".

"I sanitari - ha detto il senatore della Lega, Manfredi Potenti - dell'Spdc dell'ospedale Santa Chiara di Pisa sono allo stremo e giustamente preoccupati per la loro incolumità, stante la presenza in reparto di un soggetto, già autore di un omicidio, che, quotidianamente si rende protagonista di gesti inconsulti. Nonostante il ripetuto intervento della polizia a supporto di quella penitenziaria, la situazione appare sempre più pericolosamente ingestibile. È uno dei casi che evidenzia come la chiusura degli Opg abbia mandato in tilt il sistema penitenziario, già alle prese con varie criticità" aggiunge Potenti, "auspichiamo che proprio Pisa possa diventare una città pilota per fare rete tra le varie realtà nazionali allo scopo di trovare rapidamente le giuste soluzioni a situazioni di assoluta pericolosità come quella in oggetto".

L'Asl: "Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore"

"L’Azienda USL Toscana nord ovest sta lavorando in queste ore, insieme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa e in costante contatto con il magistrato di sorveglianza, per trovare la soluzione migliore per la sicurezza dei degenti, degli operatori sanitari e dello stesso paziente che questa mattina ha dato in escandescenze e ha provocato danni ingenti all’interno dell’SPDC di Pisa in Santa Chiara". Così in una nota l'Azienda sanitaria, che prosegue: "L’Asl e l’AOUP sono vicini al personale medico e infermieristico dell’SPDC di Pisa, diretto da Simona Elmi, che questa mattina si è trovato a gestire - e lo ha fatto con la consueta professionalità – questo caso assai complesso. Sono intervenuti sul posto gli agenti della Polizia e quelli della Polizia penitenziaria, che si sono adoperati per calmare l’uomo e per riportare la situazione sotto controllo. Il paziente è rimasto fino al pomeriggio da solo all’interno della struttura (gli altri pazienti erano stati nel frattempo spostati per evitare contatti o altre problematiche), sempre piantonato dagli agenti della Polizia penitenziaria. Vista questa situazione di criticità, il personale della Psichiatria di Pisa non ha potuto gestire eventuali urgenze provenienti dal Pronto soccorso di Cisanello, per le quali è stata prevista una diversa organizzazione".

Nel caso specifico, spiegano ancora dall'Asl, "il paziente, messo di fronte all’obbligo di legge di tornare in REMS a Volterra, da dove proveniva, ha avuto questa crisi comportamentale che lo ha portato a provocare danni rilevanti in SPDC. Adesso si sta dunque cercando di individuare la soluzione più adeguata alle circostanze e alle esigenze degli altri utenti e degli operatori. Per quanto riguarda la questione della sicurezza, al di là di questa grave specifica situazione, si fa presente che sono stati fatti importanti passi avanti. Tra i principali, l'installazione di pulsanti di chiamata rapida in caso di aggressione e un'accordo tra Asl e AOUP per l'intervento delle guardie giurate. Oltre, naturalmente, alla formazione, al protocollo operativo con la Prefettura ormai vigente dal 2024 e a varie migliorie strutturali che sono state apportate negli ultimi mesi".

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