
Salviamo Firenze per Viverci segnala demolizioni e rimozione di materiali e chiede chiarimenti sull'esito del bando per il 79/a e l’85. L'Asp replica precisando che non ci sono cantieri al 79/a e che il bando per i due immobili è andato deserto
Cantieri "non segnalati" al civico 79/a dell'Asp Montedomini: a segnalarlo è stato il comitato cittadino 'Salviamo Firenze per Viverci' con una nota. Il portavoce Massimo Torelli ha riferito che, nei giorni scorsi, alcuni residenti avevano segnalato la presenza di lavori "importanti e continui" all'interno dell'immobile, con demolizioni e detriti portati via. Le operazioni, ha riferito Torelli, sarebbero proseguite fino a stamani, ma sul portone, secondo quanto segnalato dal comitato, non sarebbe comparso alcun avviso. In una nota, Asp Firenze Montedomini è intervenuta precisando che al civico 79/a non è stato aperto alcun cantiere e che le attività in corso riguardano "operazioni di pulizia e rimozione dei materiali di risulta provenienti da più aree del civico 83".
Secondo Francesco Torrigiani, attivista del comitato, negli ultimi giorni sarebbero stati portati via materiali, tra cui ferro e cemento armato. L'attivista ha contestato che "non c'è un cartello, né una segnalazione", sollevando anche dubbi sulla sicurezza sul lavoro.
Il portavoce del comitato Torelli ha posto inoltre l'attenzione sulla tutela degli immobili: "se il civico 81 è tutelato, presumibilmente lo sarà anche il 79/a", ha osservato, sostenendo che entrambi gli edifici rientrerebbero nell'ex complesso di Sant'Agnese. Il 79/a, aggiunge il portavoce, non era stato inizialmente incluso tra gli immobili finiti al centro dell'attenzione del comitato nella vicenda degli alloggi di Montedomini destinati alla locazione e successivamente comparsi sul mercato delle locazioni turistiche. L'attenzione si era concentrata sui civici 77, 81 e 83 di via Guelfa, spiega Torelli, perché per il 79/a l'avviso prevedeva un utilizzo commerciale.
Proprio il civico 79/a era infatti inserito, insieme al numero 85, in un unico lotto oggetto di una procedura per la locazione, con un canone mensile fissato in 4900 euro. Il bando, scaduto l'8 giugno scorso, prevedeva inoltre interventi di riqualificazione per un valore complessivo indicato in circa 600mila euro, dei quali 180mila euro sarebbero stati scomputati dal canone da parte di Montedomini.
Il comitato, nella nota, chiede quale sia stato l'esito del bando e se siano stati individuati soggetti interessati agli immobili.
Sulla vicenda è intervenuta però Asp Firenze Montedomini, precisando che "al civico 79/a non è stato aperto alcun cantiere" e che "le attività in via Guelfa riguardano operazioni di pulizia e rimozione dei materiali di risulta provenienti da più aree del civico 83".
"Secondo le nostre verifiche tecniche - prosegue in una nota Montedomini -, non si tratta di nuovi lavori edilizi: non sono quindi richiesti titoli abilitativi. Il civico 79/a, inoltre, non fa parte del complesso di Sant'Agnese -, sottolinea l'azienda -. Per gli interventi al civico 83 era stato realizzato un castello di tiro sulla facciata posteriore dell'edificio, affacciata sul giardino interno. Le operazioni attualmente in corso consistono nella pulizia e rimozione dei materiali di risulta dal giardino e nel loro trasporto attraverso il portone di via Guelfa 79/a, unico accesso utilizzabile per collegare direttamente il giardino alla strada. Il fatto che i materiali transitino da quel portone non sposta al civico 79/a il luogo degli interventi".
Per quanto riguarda il bando citato dal comitato per gli immobili, "l'avviso di locazione relativo agli immobili di via Guelfa 79/a e 85 è andato deserto: non è stata presentata alcuna offerta. Ribadiamo che le attività di pulizia e rimozione in corso non sono collegate a quella procedura", precisa ancora l'azienda.
L'Asp si dice infine disponibile a fornire ogni chiarimento: "il confronto e le verifiche sono legittimi e fanno parte della vita pubblica - afferma Montedomini -. Ma, proprio perché siano utili, devono fondarsi su fatti verificati e rappresentare correttamente luoghi, tempi e natura degli interventi. Quando, anche dopo chiarimenti puntuali, circostanze diverse vengono accostate e riproposte come un nuovo caso, il confine tra controllo e strumentalizzazione si fa sottile e la discussione perde credibilità. Le contestazioni sono legittime, ma per essere utili alla città devono restare proporzionate ai fatti e contribuire a un confronto serio", conclude l'azienda.
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