
Il sindacato: "Quanto accaduto è gravissimo e purtroppo ormai sintomo di un malessere non più episodico, considerati i ripetuti atti di violenza perpetrati ultimamente nel mondo della scuola"
Soccorsi e forze dell'ordine sono intervenuti in una scuola superiore di Prato, dove un'insegnante sarebbe stata aggredita da uno studente. I fatti, su cui sono in corso accertamenti e ricostruzione della dinamica, risalgono al primo pomeriggio del 29 settembre all'Istituto tecnico industriale Buzzi, come riporta Il Tirreno. Qui secondo quanto emerso uno studente avrebbe spintonato una professoressa, colpendola al petto. Sul posto sono intervenute le ambulanze inviate dal 118, che hanno assistito sia il giovane per riportarlo alla calma sia l'insegnante.
"Esprimiamo piena solidarietà alla docente aggredita e a tutta la comunità scolastica. Quanto accaduto è gravissimo e purtroppo ormai sintomo di un malessere non più episodico, considerati i ripetuti atti di violenza perpetrati ultimamente nel mondo della scuola" dichiara Luigi Rocca, segretario territoriale della UIL Scuola di Prato. "È inaccettabile per un paese civile che un insegnante debba temere per la propria incolumità mentre svolge il proprio lavoro. Non bastano le dichiarazioni sull’importanza della scuola e sul ruolo fondamentale che svolge nella società: occorrono interventi strutturali, risorse adeguate, formazione, strumenti di prevenzione e supporto psicologico. La sicurezza di chi lavora nella scuola deve essere una priorità. Da tempo – prosegue il sindacalista – denunciamo la perdita di prestigio sociale e di autorevolezza della scuola. In queste ore assisteremo probabilmente al consueto dibattito su un inasprimento delle sanzioni. Misure esclusivamente repressive, oltre ad avere forti ricadute sull’organizzazione delle scuole, non possono rappresentare la risposta centrale a un fenomeno così complesso".
Secondo Rocca "gli approcci punitivi, da soli, non risolvono il problema. Più che alimentare una discussione destinata a esaurirsi sull’onda dell’emergenza, occorre riportare il tema su un piano politico e sociale più ampio, coinvolgendo tutti gli attori interessati. Serve soprattutto ricostruire un’alleanza solida tra scuola e famiglie".
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