
Novantuno anni e una vita trascorsa a 'riparare le cose', con la precisione e la tenacia che lo hanno reso un volto conosciuto e stimato a Empoli. Alino Mancini, storico gioielliere e artigiano empolese, ha festeggiato il suo compleanno il primo ottobre, circondato dall’affetto della famiglia e di quanti, nel corso degli anni, hanno incrociato il suo cammino.
"Preciso, presente, lungimirante, vispo… e anche un po’ brontolone, ma con un cuore grande così" scrive la gioielleria Alino Mancini in un affettuoso post dedicato al suo fondatore. E proprio la famiglia sottolinea quanto la sua figura, insieme a quella della moglie, sia stata fondamentale per costruire una storia imprenditoriale che affonda le radici nella Empoli del dopoguerra.
La passione di Mancini per il lavoro manuale nasce quando è ancora ragazzo e lo porta inizialmente a fare il meccanico. Poi arriva il 1966, l’anno dell’alluvione che segnerà profondamente la città. È in quel periodo che Mancini si avvicina al mondo dell’orologeria, dando inizio a una lunga attività fatta di lancette, ingranaggi e meccanismi da rimettere in funzione.
Con il tempo diventa un punto di riferimento per numerosi gioiellieri empolesi, fino all'apertura dei propri negozi e alla costruzione di un’attività destinata a diventare una presenza storica nel tessuto commerciale cittadino.
La sua esperienza professionale e personale è stata raccolta anche nel libro Il tempo ritrovato, nel quale Mancini ha raccontato la propria vita.
A 91 anni, però, il tempo per Alino Mancini sembra avere ancora un significato molto concreto. La famiglia, nel messaggio di auguri, glielo ricorda con un sorriso: «Continua a riparare ancora tanti, ma tanti, ma tanti, ma tanti orologi».
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