Truffa anziani, due arresti nel Senese: inseguimento in auto, recuperati soldi e gioielli

Un 45enne arrestato dopo la fuga in auto e lo speronamento di una volante. A Siena fermato un 42enne con i monili sottratti a un'86enne


Due arresti della Polizia di Stato nel Senese nell'ambito di indagini su presunte truffe ai danni di anziani. In uno dei due episodi l'intervento è culminato in un inseguimento in auto fino a Fabro, in provincia di Terni, mentre nel secondo caso gli agenti hanno fermato a Siena un uomo che aveva con sé i gioielli sottratti poco prima a un'86enne.

L'inseguimento da Chiusi a Fabro

Il primo episodio risale a venerdì 25 settembre. Una poliziotta del Commissariato di Chiusi-Chianciano Terme, libera dal servizio, aveva ricevuto la segnalazione di una presunta truffa ai danni di un'anziana residente nel Grossetano, alla quale erano stati sottratti denaro e gioielli. I presunti autori sarebbero fuggiti verso la Valdichiana senese.

La segnalazione è stata immediatamente trasmessa alla Sala operativa e sono state attivate una Volante e un equipaggio della Squadra Anticrimine. Intorno alle 15 l'auto segnalata è stata individuata al confine tra Toscana e Umbria. Il conducente, accortosi della presenza della polizia, ha accelerato dando vita a un inseguimento per diversi chilometri.

A Fabro, quando l'uomo ha rallentato, gli agenti sono riusciti ad affiancare il veicolo e a fermarlo. Il 45enne, tuttavia, ha ripreso la fuga, speronando l'auto della Polizia e colpendo lievemente alcuni agenti. Dopo poche centinaia di metri la vettura è stata nuovamente raggiunta e il conducente bloccato.

Gli accertamenti successivi hanno portato gli investigatori a ispezionare le campagne circostanti. Gli agenti avevano infatti notato durante l'inseguimento che l'uomo si affacciava più volte dal finestrino. In tarda serata è stata trovata una borsa contenente circa 5.000 euro in contanti e oltre 160 monili in oro, ritenuti dalla Polizia il possibile bottino di una o più truffe.

Il 45enne, residente a Napoli, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e trasferito nella Casa circondariale di Terni. Le indagini proseguono per individuare le eventuali vittime e ricostruire la provenienza del denaro e dei gioielli.

A Siena i gioielli di un'86enne

Il secondo arresto è avvenuto a Siena, dove un 42enne residente in Campania è stato arrestato in flagranza per truffa aggravata.

Lunedì, intorno alle 13, le Volanti erano state allertate per alcune segnalazioni di truffe nei quartieri di San Miniato e Vico Alto. Durante i controlli, gli agenti hanno individuato un'auto sospetta in via Aldo Moro, risultata a noleggio, e ne hanno seguito gli spostamenti anche attraverso il sistema di videosorveglianza cittadino.

La vettura è stata fermata lungo la SP 73 Levante, nella zona di 2 Ponti e Ruffolo, prima del raccordo Siena-Bettolle. Il conducente è sceso dall'auto in stato di agitazione, urlando di voler essere arrestato.

Gli agenti hanno quindi approfondito il controllo e hanno notato una busta trasparente che fuoriusciva dalla tasca dei pantaloni dell'uomo. All'interno sono stati trovati diversi gioielli d'oro. In Questura, secondo quanto riferito dalla Polizia, il 42enne avrebbe ammesso che i monili provenivano da una truffa ai danni di un'anziana.

Gli investigatori hanno individuato la vittima, una 86enne residente a Siena, che ha riconosciuto tutti i gioielli, successivamente restituiti. La truffa sarebbe stata realizzata con la tecnica del finto appartenente alle forze dell'ordine: un sedicente maresciallo della Guardia di finanza avrebbe telefonato alla donna chiedendole di preparare l'oro presente in casa, che sarebbe stato ritirato da un collega per verificare se fosse riconducibile a una rapina.

Poco dopo, un uomo si sarebbe presentato a casa dell'anziana spacciandosi per collaboratore del maresciallo, riuscendo a farsi consegnare i gioielli.

L'arresto del 42enne è stato convalidato. Il GIP ha disposto l'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza.

Per il primo arrestato, la Polizia precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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