Silvia Pozzi vince i Pisa Book Translation Awards

È Silvia Pozzi, con la traduzione dal cinese di Città fantasma di Kevin Chen, pubblicato in Italia da edizioni e/o, la vincitrice della sesta edizione dei Pisa Book Translation Awards, il riconoscimento nato nel 2021 dalla collaborazione tra il Pisa Book Festival e il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa per valorizzare il lavoro delle traduttrici e dei traduttori e la ricchezza dell’editoria indipendente italiana.

La premiazione si è svolta venerdì 2 ottobre nell’Aula Magna storica della Sapienza di Pisa, nell’ambito della 24ª edizione del Pisa Book Festival. Pozzi è arrivata nella terzina finalista insieme a Federica Di Lella, per la traduzione dal francese de L’impossibile ritorno di Amélie Nothomb (Voland Edizioni), e Antonino D’Esposito, per la traduzione dall’arabo di Hot Maroc di Yassin Adnan (Del Vecchio). Premio alla carriera a Guido Paduano.

Narrato attraverso una moltitudine di voci, vive e morte, Città fantasma si muove con fluidità tra passato e presente, intrecciando segreti familiari, superstizioni, ricerca dell’identità e confronto tra culture. Al centro della storia c’è Chen Tien-hung, che rifiuta il ruolo scelto per lui dalla sua famiglia taiwanese conservatrice e fugge nella cosmopolita Berlino, dove spera di poter vivere liberamente la propria identità. Un decennio più tardi, appena uscito dal carcere in Germania, torna a Yongjing, la sua città natale, durante la Festa degli Spiriti. Ad attenderlo trova un luogo popolato di memorie, assenze e fantasmi, nel quale il ritorno a casa diventa anche un viaggio attraverso la storia della propria famiglia e verso la verità sul crimine commesso in Germania.

Una materia narrativa alla quale la scrittura fortemente evocativa di Kevin Chen conferisce una dimensione sospesa tra realismo e sogno. La città diventa insieme luogo concreto e paesaggio mentale, attraversato da percezioni frammentarie, mentre immagini dense, accostamenti inattesi e una forte componente sensoriale accompagnano una prosa capace di alternare precisione descrittiva e passaggi più ellittici e allusivi. Ne nasce un universo straniante e stratificato, che lascia spazio all’ambiguità senza rinunciare alla tensione narrativa.

È proprio questa complessità che Silvia Pozzi riesce a restituire nella lingua italiana, preservando il delicato equilibrio dell’originale tra concretezza e visionarietà. La sua traduzione conserva il ritmo di una prosa potente e la capacità di Chen di muoversi continuamente tra realtà e immaginazione, riuscendo al tempo stesso a trovare una naturalezza nella lingua d’arrivo. Un lavoro nel quale la fedeltà all’originale non coincide con la semplice corrispondenza tra le parole, ma passa attraverso la capacità di far arrivare al lettore italiano la voce dell’autore, le sue sfumature e la complessità stilistica del romanzo.

Un aspetto che rimanda direttamente al ruolo del traduttore come tramite tra mondi e culture, e non soltanto tra lingue, sul quale Pozzi si è soffermata anche in occasione della premiazione. Una funzione particolarmente significativa quando la traduzione avviene dal cinese all’italiano e mette a confronto strutture linguistiche, riferimenti culturali e forme espressive profondamente differenti. Tradurre diventa così un esercizio continuo di ascolto, interpretazione e scelta: la ricerca di un equilibrio che consenta di rispettare la specificità dell’opera originale e, contemporaneamente, di farla vivere in una nuova lingua e presso nuovi lettori.

«Sono grata a Kevin Chen per avere scritto un romanzo taiwanese che regala bellezza al mondo, alla casa editrice e/o per aver scelto lui e avere scelto me, e al Pisa Book Festival per averci dato luce» dichiara la vincitrice Silvia Pozzi.

Professoressa ordinaria e direttrice scientifica del laboratorio Officina di Traduzione Permanente dell’Università di Milano-Bicocca, Silvia Pozzi insegna lingua cinese anche presso la Civica Scuola Interpreti e Traduttori A. Spinelli di Milano e il Master di Traduzione Specializzata dell’ISO della Sapienza di Roma. Svolge attività di consulenza editoriale e formazione e dal 2014 è condirettrice editoriale di Caratteri, la prima rivista in italiano dedicata alla letteratura cinese contemporanea.

Numerosi gli autori ai quali ha dato voce in italiano, tra cui A Lai, A Yi, Can Xue, Kevin Chen, Chen Qiufan, Chen Ran, Han Han, Hao Jingfang, Lao Ma, Lin Bai, Liu Cixin, Ning Ken, Qiu Miaojin, Wu Ming-yi e Yu Hua. Nel 2022 ha pubblicato per Hoepli Il carattere e la lettera. Tradurre dal cinese, mentre con Alessandra C. Lavagnino è autrice di Cultura cinese. Segno, scrittura, civiltà (Carocci, 2025). Nel 2021 ha ricevuto il Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero della Cultura, nel 2022 il Premio biennale Mario Lattes per la traduzione dal cinese e nel 2024 lo Special Book Award of China.

Con la vittoria di Silvia Pozzi, i Pisa Book Translation Awards tornano così a porre al centro il lavoro spesso invisibile che permette alle opere di attraversare confini linguistici e culturali e di raggiungere nuovi lettori. Un obiettivo che appartiene fin dalla nascita al premio, dedicato alla valorizzazione delle traduttrici e dei traduttori e della capacità dell’editoria indipendente di ampliare, attraverso ricerca e cura, l’orizzonte letterario italiano. Il riconoscimento è oggi l’unico tra i concorsi letterari italiani riservato alle case editrici indipendenti.

Il Pisa Book Festival è promosso e realizzato dall’Associazione ETS Pisa Book Festival con il sostegno della Regione Toscana, del Comune di Pisa e della Fondazione Pisa.

Fonte: Ufficio Stampa

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