Salute vascolare, prevenzione e cura: alla Clinica Leonardo Kormed un percorso dedicato

Dalla diagnosi delle patologie arteriose e venose ai trattamenti più avanzati: il dottor Enrico Barbanti illustra l'importanza della prevenzione e della diagnostica vascolare


La salute dei vasi sanguigni rappresenta un aspetto fondamentale della prevenzione e del benessere. Arterie e vene svolgono infatti funzioni essenziali per l'organismo e possono essere interessate da patologie anche molto diverse tra loro. A parlarne ai microfoni di Radio Lady è stato il dottor Enrico Barbanti, specialista in chirurgia vascolare, angiologia e flebologia presso la Clinica Leonardo Kormed di Sovigliana.

Come ha spiegato il dottor Barbanti, "è innanzitutto necessario distinguere tra patologie arteriose e patologie venose".

L'intervista su RadioLady 97.7

Patologie arteriose e fattori di rischio

Il sistema arterioso trasporta il sangue dal cuore ai tessuti e può essere interessato da fenomeni di aterosclerosi e stenosi, ma anche da dilatazioni aneurismatiche. Tra i principali fattori di rischio figurano il fumo, la sedentarietà, l'ipertensione e il diabete, oltre alla predisposizione familiare.

"Si tratta di condizioni che, nei casi più gravi, possono provocare conseguenze importanti: dalle ischemie degli arti inferiori alle ischemie cerebrali, fino al rischio di rottura degli aneurismi dell'aorta addominale. Proprio per questo la diagnosi precoce assume un ruolo fondamentale" ha detto Barbanti.

Alla Clinica Leonardo Kormed, accanto alla visita specialistica, è disponibile la diagnostica vascolare non invasiva attraverso l'ecocolordoppler.

Si tratta di un esame che utilizza gli ultrasuoni e che consente di studiare sia il sistema arterioso sia quello venoso, senza utilizzare radiazioni e senza effetti collaterali legati all'esame. Può quindi essere ripetuto anche nel tempo, quando necessario.

Sul versante arterioso, l'indagine può riguardare, tra gli altri, le carotidi, le arterie che portano il sangue al cervello, l'aorta addominale e le arterie degli arti inferiori.

Particolarmente importante è "la possibilità di individuare un eventuale aneurisma dell'aorta addominale, una patologia che può rimanere asintomatica fino a quando non si verifica una complicanza grave. La diagnosi consente invece di valutare la situazione e, quando indicato, intervenire in maniera preventiva" ha spiegato il medico.

Le patologie venose

Se le patologie arteriose possono avere conseguenze importanti, sono però quelle venose a rappresentare una delle problematiche vascolari più frequenti.

Nel sistema venoso è necessario distinguere tra circolo profondo e circolo superficiale: "Le patologie trombotiche interessano principalmente il sistema venoso profondo e, seppure meno frequenti, possono avere complicanze importanti, tra cui l'embolia polmonare".

Molto più comune è invece l'insufficienza venosa superficiale, che può manifestarsi inizialmente con piccoli capillari e teleangectasie e progredire, nei casi più avanzati, verso varici, alterazioni della pelle e ulcere flebostatiche.

Secondo quanto spiegato dal dottor Barbanti, "nei Paesi occidentali l'insufficienza venosa superficiale può interessare una percentuale molto elevata della popolazione".

Le varici sono vene dilatate e tortuose nelle quali il sangue, a causa del malfunzionamento delle valvole venose, tende a rifluire anziché procedere correttamente verso il cuore.

In una prima fase il problema può essere prevalentemente estetico. Quando però il sistema venoso sano non riesce più a compensare il reflusso della vena malata, possono comparire diversi disturbi: gonfiore alle gambe, soprattutto la sera, sensazione di gambe irrequiete, prurito e alterazioni della pelle.

Con il progredire della patologia possono comparire discromie, in particolare nella zona interna della caviglia, fino ad arrivare alle ulcere flebostatiche.

L'importanza della diagnosi precoce

È proprio su questo aspetto che il dottor Barbanti ha sottolineato l'importanza di "non aspettare che la situazione diventi avanzata prima di rivolgersi a uno specialista". Una diagnosi tempestiva permette infatti di "intervenire prima che il circolo venoso dell'arto possa andare incontro a uno scompenso più difficile da recuperare".

La predisposizione familiare rappresenta uno degli elementi da tenere in considerazione. Nell'intervista il dottor Barbanti ha evidenziato come, "nella maggior parte dei casi di insufficienza venosa superficiale, sia presente una familiarità per problematiche simili. Accanto alla predisposizione genetica, anche alcuni comportamenti e condizioni possono favorire o aggravare il problema. Tra questi figurano sedentarietà, sovrappeso e obesità, permanenza prolungata in piedi e esposizione a temperature elevate".

Anche la stitichezza può contribuire, attraverso l'aumento della pressione addominale, a incrementare la pressione venosa.

La prevenzione passa quindi anche da "uno stile di vita attivo, dal controllo del peso e, soprattutto, dalla possibilità di sottoporsi a una valutazione specialistica quando compaiono i primi segnali".

Terapia elastocompressiva e trattamenti

Tra le possibilità terapeutiche per l'insufficienza venosa c'è la terapia elastocompressiva, attraverso l'utilizzo di calze specifiche che esercitano una pressione sulle vene, riducendone il diametro e contribuendo a diminuire il reflusso e il rischio di complicanze.

La scelta del tipo di calza, però, non dovrebbe essere casuale. Come spiegato durante l'intervista, "quando l'insufficienza interessa la vena safena interna a livello della coscia, un gambaletto che si fermi sotto il ginocchio può non essere la soluzione appropriata e, in determinate situazioni, può risultare controproducente". È quindi importante che la terapia compressiva venga indicata sulla base della sede e delle caratteristiche dell'insufficienza venosa.

Quando necessario, esistono poi possibilità di trattamento della vena malata. Alla Clinica Leonardo Kormed "vengono utilizzate diverse metodiche, comprese procedure mini-invasive come la radiofrequenza e la scleroterapia, oltre agli interventi chirurgici".

L'obiettivo è individuare, caso per caso, il trattamento più adatto alle caratteristiche del paziente e della patologia, con procedure effettuate in anestesia locale e con possibilità di mobilizzazione immediata.

Prevenzione e controlli

L'intervista con il dottor Enrico Barbanti ha quindi messo in evidenza un concetto centrale: "le patologie vascolari non dovrebbero essere affrontate soltanto quando diventano evidenti o provocano disturbi importanti".

Un controllo specialistico, associato quando indicato all'ecocolordoppler, "può consentire di individuare precocemente eventuali alterazioni del sistema arterioso o venoso e di programmare un percorso di prevenzione e cura personalizzato".

Dalle carotidi all'aorta, dalle arterie degli arti inferiori fino alle vene e alle varici, la diagnostica vascolare rappresenta dunque uno strumento importante per conoscere lo stato di salute dei propri vasi e intervenire, quando necessario, prima che una condizione inizialmente gestibile possa evolvere in una problematica più complessa.

 

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