"Rischiamo di perdere uno spazio sociale queer in centro": l'appello da Firenze

Love My Way, spazio sociale queer nel centro di Firenze in via Ghibellina, rischia di chiudere. Il collettivo che lo gestisce, interamente su base volontaria, ha lanciato una raccolta fondi pubblica per coprire i costi di gestione e dare allo spazio un futuro sostenibile.

Attivo da anni, Love My Way è uno dei pochi presidi queer e autogestiti rimasti in città. Nato da un gruppo di attiviste e attivisti come esperienza trasversale e intersezionale, negli anni è diventato uno spazio fisico: al suo interno si sono tenuti sportelli di servizio per la comunità, sportelli psicologici, gruppi di autocoscienza, incontri culturali, attività di teatro, musica, dibattiti e feste, insieme a un bar a prezzi popolari, pensato come luogo di socialità più che di incasso. Lo spazio è indipendente e autofinanziato, e ha sempre scelto di chiedere poco o nulla per partecipare, “perché l’accesso non fosse deciso dalle disponibilità economiche”.

La crisi nasce da un’estate particolarmente difficile: con la città svuotata e molte attività ferme, le entrate — tesseramenti, bar, cene di autofinanziamento, donazioni — non bastano più a coprire i circa 1.000 euro al mese necessari a tenere aperta la sede. L’obiettivo immediato della raccolta è 3.000 euro, sufficienti a garantire tre mesi di continuità e il tempo per riorganizzare lo spazio su basi più solide.

“In una città dove i luoghi accessibili e non costruiti intorno al profitto stanno sparendo, difendere uno spazio come questo riguarda tutta Firenze, non solo la comunità queer”, spiega il collettivo di Love My Way. “Non ci leghiamo a un indirizzo, ci leghiamo a ciò che questo spazio è per le persone: oggi vogliamo tenerlo aperto qui, e con le forze giuste, un domani, potremmo anche trovargli una casa ancora migliore.”

Oltre alla donazione una tantum per l’emergenza, la campagna propone un’adesione mensile che punta a rendere lo spazio stabile nel tempo, con una comunità di sostenitorɜ che lo mantiene aperto mese dopo mese. La raccolta è ospitata su Open Collective, dove i conti sono pubblici e trasparenti. La campagna sarà accompagnata da alcune iniziative e da una cena aperta alla cittadinanza a metà ottobre, occasione per conoscere lo spazio e immaginarne il futuro.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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