Fotovoltaico in via Lungomonte, Sinistra Plurale: "Terreni agricoli sottratti alla loro funzione produttiva"

"Sia chiaro: non siamo contrari alle energie rinnovabili. Al contrario, ne sosteniamo con convinzione lo sviluppo e la diffusione, perché rappresentano una sfida fondamentale per il futuro. Contestiamo però con forza la localizzazione di questo impianto, collocato su terreni agricoli sottratti alla loro funzione produttiva e in un'area di particolare pregio paesaggistico, a ridosso del borgo medievale di Santa Maria a Monte". Così in una nota Patrizia Faroni ed Elisa Eugeni, consigliere comunali di Sinistra Plurale di Santa Maria a Monte, intervengoon sul progetto di un impianto fotovoltaico che sorgerà in via Lungomonte.

"Quello che oggi vediamo è il risultato dell'assoluta mancanza di programmazione, di visione politica e di capacità di governo da parte di questa Amministrazione - proseguono le consigliere -.
Sappiamo bene che la normativa che disciplina la materia è sovracomunale. Ma questo non può diventare l'alibi per l'inazione. Nulla impediva infatti al Comune di predisporre per tempo strumenti di pianificazione e indirizzo capaci di orientare gli investitori verso aree meno sensibili, con minore impatto sul paesaggio e minori conseguenze sull'attività agricola. Molti Comuni toscani lo hanno fatto. Del resto, per le grandi imprese non fa alcuna differenza investire su un'area anziché su un'altra, purché il quadro delle regole sia chiaro".

Le consigliere sostengono di averlo "chiesto con chiarezza, anche durante il percorso partecipativo del Piano Strutturale e del Piano Operativo, presentando una specifica osservazione, motivata, costruttiva e tutt'altro che strumentale, avanzata esclusivamente nell'interesse della comunità". Tuttavia, "quella proposta fu respinta con arroganza e sufficienza, con la motivazione che era opportuno attendere le future normative regionali e nazionali. Una giustificazione che dimostra una profonda ignoranza dello scopo degli strumenti urbanistici e della funzione stessa di un'Amministrazione: programmare, governare i cambiamenti e tutelare il territorio prima che siano altri a decidere al suo posto".

"Oggi Santa Maria a Monte paga l'ennesimo prezzo di questa inerzia - commentano Faroni e Eugeni -. Non per effetto inevitabile della transizione energetica, ma per l'assenza di scelte, di indirizzi e di una visione strategica. Ancora una volta, il nostro territorio subisce le conseguenze di una Giunta che vive alla giornata, incapace di pianificare il futuro e di assumersi fino in fondo le responsabilità del governo della comunità".

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