
La manifestazione promossa dal PCI Empolese Valdelsa, dopo l'uccisione di Iyad Taha, fratello di un profugo palestinese residente a Empoli
È stato ucciso da un proiettile allo stomaco mentre partecipava al matrimonio del figlio. La vittima è Iyad Taha, 52 anni, fratello di Muhammad Ismail Taha, uno dei palestinese originario di Gaza accolti a Empoli nell'ambito del progetto SAI. A riferire l'accaduto è il Partito Comunista Italiano, sezione Abdon Mori Empolese Valdelsa, che ha espresso vicinanza a Muhammad, alla moglie Suha e agli altri familiari e ha promosso una mobilitazione pubblica per lunedì 12 ottobre alle 18.30 in piazza della Vittoria a Empoli, invitando le realtà del territorio contrarie alle operazioni israeliane contro la popolazione palestinese a partecipare al flash mob. All'iniziativa lanciata in queste ore, per il momento, ha aderito Empoli per la Pace.
La famiglia Taha: "Ucciso durante matrimonio del figlio. Tanti morti, non ci è rimasto più nessuno"
Secondo quanto riportato dalla famiglia, l'uomo "è stato raggiunto da un proiettile israeliano durante i festeggiamenti per le nozze del figlio". La famiglia Taha, composta da marito e moglie oltre a quattro figli, è stata una delle prime accolte a Empoli grazie ai corridoi umanitari del progetto SAI. Già alla fine del 2023 una delle figlie, con problemi di salute, è stata seguita dall'ospedale Meyer, poi è stato chiesto e ottenuto il ricongiungimento anche con il padre e gli altri fratelli. La famiglia si è integrata perfettamente nel tessuto empolese, partecipando a tanti eventi e iniziative per la Palestina e non solo.
"È stato ucciso da colpi di arma da fuoco israeliani mentre partecipava al matrimonio di suo figlio in una tenda. Era un civile senza affiliazione ad alcuna organizzazione - spiega la famiglia - i carri armati sparano indiscriminatamente ogni giorno, e questa sparatoria in particolare è stata casuale e ha ucciso mio cognato durante i festeggiamenti per il matrimonio di suo figlio. Questo è senza dubbio 'terrorismo'"
"Io e mio marito - continuano - abbiamo perso tanti familiari. Mia figlia di tre anni è stata ferita alla testa da un missile e ha avuto bisogno di dieci punti di sutura senza anestesia. Mio marito ha perso sua sorella e suo fratello. Non ci è rimasto nessuno"
Poi un appello alla pace: "Devono fermare le uccisioni, ripristinare la sicurezza e porre fine al quotidiano spargimento di sangue e alle uccisioni a Gaza".
Ad Empoli è presente anche una seconda famiglia palestinese e nello scorso novembre fu già organizzato un altro flash mob da varie associazioni per la morte in Palestina di gran parte della famiglia di uno dei componenti.
Le richieste del PCI
Gli organizzatori indicano tra gli obiettivi dell'iniziativa l'interruzione dei rapporti economici, militari e politici con Israele e il sostegno alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti dei prodotti israeliani venduti in Italia.
Il comunicato esprime inoltre opposizione al disegno di legge sull'antisemitismo, sostenendo che il provvedimento potrebbe colpire anche l'antisionismo e le critiche al governo israeliano.
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