
Inaugurata stamani l’esposizione di opere realizzate da 30 pittori partecipanti all’Estemporary art a Suvignano (SI)
Raccontare la promozione della legalità e la lotta contro la criminalità organizzata attraverso i dipinti. 'Colorando il buio', la mostra itinerante che da oggi fino al 20 ottobre fa tappa all'ospedale di Massa Marittima, parte proprio da questa idea: esporre quadri realizzati da un gruppo di giovani coinvolti nei campus estivi sulla legalità. Attraverso il colore, i giovani artisti hanno dato vita a un messaggio di speranza, trasformando il 'buio' dell'illegalità nella 'luce' della partecipazione collettiva. All’inaugurazione stamani hanno partecipato gli studenti della 4° dell’istituto tecnico minerario dell’ISS Bernardino Lotti, Michele Dentamaro, direttore UOS direzione medica ospedale di Masso Marittima, Claudio Pagliara, direttore UOSD Codice Rosa, Salute e Medicina di genere, Irene Marconi, sindaca di Massa Marittima, Sergio Di Iorio, vice prefetto vicario di Grosseto, Domenico Bilotta, presidente Associazione Sentinelle nonno Nico, Maurizio Pascucci, responsabile nazionale per la Fondazione Caponnetto della piattaforma beni confiscati alla criminalità organizzata.
Lo scorso aprile la Asl Toscana sud est, tra le prime aziende sanitarie pubbliche, si è accreditata sulla piattaforma nazionale per il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L'obiettivo è restituire alla comunità gli spazi sottratti alle mafie, trasformandoli in luoghi dedicati alla salute, ai servizi sociali e alla promozione del benessere collettivo. È in questa cornice che nasce la mostra 'Colorando il buio' dell’Associazione Fior di Corleone. L’iniziativa è frutto di una stretta collaborazione tra l'Area Dipartimentale Promozione ed etica della salute della Asl Toscana sud est e due realtà impegnate da anni sul fronte della legalità, soprattutto con attività di sensibilizzazione ed educazione rivolte ai giovani: la Fondazione Caponnetto e l'Associazione 'Sentinelle di nonno Nino'.
Le opere che saranno esposte per una settimana all'ospedale di Massa Marittima hanno una storia speciale. Sono state realizzate durante l'evento 'Estemporary art', che si è tenuto nel maggio 2025 alla tenuta di Suvignano (SI). La tenuta fu confiscata a Cosa Nostra dal giudice Giovanni Falcone ed è diventata per questo un luogo simbolo della lotta alla criminalità organizzata.
"Un'iniziativa di grande valore, che ci rende orgogliosi – sottolinea Claudio Pagliara, direttore della UOSD Codice Rosa, Salute e Medicina di genere –. Dare ai giovani la possibilità di esprimersi attraverso l'arte contro la criminalità organizzata è pienamente coerente con i valori del servizio sanitario pubblico, che non si limita a curare ma promuove la salute in tutte le sue dimensioni. E la salute di una comunità passa anche dalla legalità, dalla giustizia e dalla partecipazione. Portare queste opere in ospedale significa farle incontrare a cittadini, pazienti e operatori, e ricordare a tutti che la legalità è una responsabilità condivisa".
"Un ospedale non è soltanto un presidio di cura, ma può diventare anche un luogo da cui far partire messaggi forti contro la mafia e ogni forma di criminalità organizzata – dichiara Michele Dentamaro, direttore UOS direzione medica ospedale di Masso Marittima –. Siamo felici di ospitare questa mostra: chi attraverserà i nostri spazi, per una visita o per stare accanto a una persona cara, potrà fermarsi davanti a queste opere e cogliere il messaggio di speranza che i ragazzi hanno saputo affidare ai colori. Ringrazio la Fondazione Caponnetto, l'Associazione Sentinelle di nonno Nino e tutti i giovani che hanno reso possibile questa iniziativa".
"Far conoscere la Tenuta agricola di Suvignano come bene confiscato alla mafia significa riflettere sui 634 beni confiscati presenti in Toscana – spiega Maurizio Pascucci, presidente Associazione Fior di Corleone –. Un patrimonio che testimonia una presenza mafiosa radicata nel tempo e diffusa su tutto il territorio. Occorre inoltre dare nuovo impulso al loro riutilizzo sociale, che troppo spesso procede a rilento. Non abbiamo bisogno di monumenti da visitare, ma di immobili al servizio delle fragilità sociali. In questo quadro, i tanti bisogni sociali delle province di Arezzo, Grosseto e Siena possono trovare risposte concrete grazie all'operato dell'Azienda sanitaria Asl Toscana sud est".
"I quadri degli artisti dei Cavalletti Pazzi, coinvolti su proposta di Fabrizio Damiani dell'associazione Fior di Corleone, raccontano Suvignano: un bene sottratto alla mafia e restituito ai cittadini attraverso il riutilizzo sociale - afferma Domenico Bilotta, presidente Associazione Sentinelle nonno Nico -. Abbiamo scelto l'arte perché è luce, colore, emozione. Peppino Impastato diceva che la bellezza va conosciuta e difesa; il giudice Caponnetto, che amava la musica, ricordava che chi ama l'arte non può essere un mafioso. Così vanno trattati i beni confiscati: conosciuti, amati, difesi. Accolgo con soddisfazione la scelta della Asl Toscana sud est di investire nel riutilizzo di questi beni: restituirli alla collettività è un contributo concreto alla lotta contro la mafia. Una lotta che non richiede nuove leggi, ma volontà".
Fonte: Ufficio Stampa - Usl sud-est Grosseto
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