Agrivoltaico, Rossi Romanelli e Galletti (M5S): "Non vogliamo l’agrivoltaico israeliano in Toscana: la Regione scriverà al Governo"

"Abbiamo chiesto al presidente Giani di portare al Governo la questione delle imprese presenti nell’elenco dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani delle aziende coinvolte in attività legate agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, la cosiddetta “black list”. Non possiamo accettare che la transizione energetica in Toscana diventi un’occasione di profitto per aziende che sostengono l’occupazione dei territori palestinesi, mentre è in corso un genocidio a Gaza".

Queste le parole di Luca Rossi Romanelli,  capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio regionale della Toscana, che questa mattina ha partecipato insieme alla consigliera Irene Galletti alla manifestazione degli studenti a Firenze contro la guerra e il riarmo e per maggiori risorse alla scuola.

"Il Governo deve dire quali misure intende adottare nei confronti delle imprese inserite nell’elenco Onu e mettere le Regioni nelle condizioni di agire. Il Presidente Giani ha recepito la nostra richiesta e, oltre a alla sospensione dei cinque progetti al centro della nostra denuncia, ci ha assicurato che si attiverà presto per chiedere all’esecutivo come intenda intervenire e quali strumenti mettere a disposizione delle Regioni. Su questo tema lavoriamo da mesi - prosegue Rossi Romanelli -. Abbiamo esaminato i progetti e approfondito gli strumenti a disposizione della Regione, attraverso un confronto con gli uffici della Presidenza e con l’assessorato all’Ambiente. Vogliamo impedire che la necessaria crescita delle rinnovabili diventi un’occasione di profitto per imprese coinvolte in attività che alimentano l’occupazione dei territori palestinesi, l’espropriazione delle terre e la violazione dei diritti del popolo palestinese. Anche nel lavoro sulle proposte di legge in materia energetica, il nostro obiettivo è tenere insieme sviluppo delle rinnovabili, tutela dell’attività agricola e rispetto dei diritti umani. Per farlo servono strumenti efficaci e un’assunzione di responsabilità del Governo nazionale".

Durante la manifestazione, ha preso parola anche la consigliera Irene Galletti, che spiega: "L’approfondimento giuridico che abbiamo condotto in questi mesi mette a fuoco un nodo preciso le procedure autorizzative degli impianti valutano i requisiti previsti dalla normativa in materia ambientale, ma non prevedono un automatismo che consenta di fermare un progetto perché un’impresa compare nella “black list” Onu. L’inserimento non comporta di per sé una sanzione, ma rappresenta un segnale di allarme che le istituzioni devono prendere sul serio. Occorre capire come tradurlo in strumenti concretamente utilizzabili, nel rispetto del diritto internazionale e delle competenze dei diversi livelli di governo. Vogliamo costruire misure solide, capaci di reggere anche a eventuali ricorsi e di produrre risultati. È una questione che abbiamo affrontato anche nei confronti avuti in questi giorni a Bruxelles, durante la Settimana europea delle Regioni e delle Città - aggiunge - la preoccupazione è condivisa anche in altre realtà regionali europee. Per questo servono scelte chiare da parte del Governo e delle istituzioni europee".

"E’ per tutte queste ragioni che oggi siamo in piazza, al fianco di centinaia di studenti toscani e attivisti di associazioni come Bds Firenze, Firenze per la Palestina e il collettivo ex Gkn - concludono Rossi Romanelli e Galletti - vogliamo raccogliere il loro grido, la loro protesta, che è anche la nostra e portarla nelle scelte delle istituzioni. Futuro, scuola e pace sono temi che parlano la stessa lingua e che chiedono la stessa attenzione da parte di tutti i livelli di governo. Investire su questi temi equivale ad assumersi fino in fondo anche la responsabilità di come e con chi si costruisce quel futuro".

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