Marrone del Mugello, importante accordo tra Castanea e Unicoop

Un importante accordo di filiera è stato siglato tra Unicoop Firenze e la Società Cooperativa Agricola Castanea per valorizzare e promuovere la commercializzazione delle eccellenze del patrimonio agroalimentare toscano e sostenere concretamente le comunità montane dell'Appennino. Grazie a questa collaborazione, con l'arrivo della stagione di ballotte e bruciate, da novembre fino a fine dicembre, nei punti vendita della cooperativa arrivano direttamente dalla Montagna fiorentina le storiche retine rosse da 750 grammi di Marrone del Mugello IGP, immediatamente riconoscibili grazie ad un'etichetta speciale caratterizzata dal profilo stilizzato di due montagne verdi.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina, a Firenzuola, alla presenza di Fosco Ferri, presidente cooperativa Castanea, Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze, Sandro Massei, business manager Unicoop Firenze e Patrizio Mecacci, responsabile agroalimentare Legacoop Toscana.

«Questo accordo esprime appieno il valore di fare filiera sul territorio – dichiara Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze. Non si tratta di una semplice operazione commerciale, ma di un'alleanza tra due realtà cooperative che condividono la stessa visione: da un lato tuteliamo il lavoro dei piccoli produttori della montagna, dall'altro garantiamo ai nostri soci e consumatori un prodotto eccellente, trasparente e sicuro. Questo patto con la cooperazione agricola locale ci permette di offrire ai consumatori un prodotto che fa bene alla tavola, sostiene l'economia del territorio e salvaguarda l'ambiente».

«Collaborare con Unicoop Firenze significa accorciare le distanze tra la montagna e la comunità– sottolinea Fosco Ferri, presidente della cooperativa Castanea. Questo accordo valorizza una risorsa collettiva: ai nostri castanicoltori garantisce uno sbocco commerciale che contrasta lo spopolamento dei boschi secolari, mentre ai consumatori offre la certezza di portare a casa un pezzo autentico della nostra storia agroalimentare, curato a mano. Questa sinergia dimostra che la filiera corta è uno strumento fondamentale per coniugare la tutela dell'Appennino con la possibilità di offrire cibo sano, del nostro territorio e tracciato dal campo alla tavola».

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