Il nuovo libro di Franco Brogi Taviani a palazzo Strozzi Sacrati

'Anello, bell’anello', edito da La Lepre, è un percorso di ricerca nei sentimenti nati in un campo di concentramento


Scegliere il momento giusto per fare i conti con il passato è un privilegio riservato a pochi. Le parole non dette e le persone dimenticate, in presenza o nei ricordi, tornano nel presente senza preavviso e cambiano il modo di affrontare giorni difficili che reclamano attenzione. 'Anello, bell’anello', il nuovo libro dello scrittore e regista Franco Brogi Taviani edito da La lepre e presentato dall’autore a Firenze giovedì 29 ottobre a palazzo Strozzi Sacrati affronta il tema della memoria familiare come punto di partenza di un percorso dove si incontrano identità, sentimenti privati e radici personali e collettive di un’intera comunità.

"Il particolare intreccio fra vicende d’attualità e ricordi che emergono da un doloroso percorso personale – nelle parole di Eugenio Giani - rendono le pagine del libro di Franco Brogi Taviani la testimonianza di come la memoria storica possa esprimersi con la forza del tempo presente e dell’attualità. Il passato, quando rimanda a vicende che hanno segnato tragicamente e in modo profondo la vita di un intero Paese, torna a richiamare l’attenzione di tutti come parte di un patrimonio condiviso, comune e parte dei giorni che viviamo".

'Anello, bell’anello' è un percorso di ricerca nei sentimenti nati in un campo di concentramento, anni di silenzio, le immagini di una videocassetta e la storia di un rapporto difficile fra padre e figlio che diventano elementi umani e simbolici della scoperta di un passato e di una verità complicata.

Assieme all’editore Alessandro Orlandi, Franco Brogi Taviani ha parlato della ricostruzione del passato raccontata nelle pagine del suo libro e del ruolo della narrazione nella memoria della Shoah.

"Il libro – spiega Franco Brogi Taviani - è scritto come un giallo, dove le cose si rivelano a poco a poco. Il protagonista fa una scoperta, sa tutto, ma noi lettori non sappiamo. Le cose verranno alla luce durante il percorso del libro, come gli enigmi che si risolvono e nello stesso tempo ne generano altri fino alla rivelazione finale, che a sua volta non è mai risolutrice. È il racconto di tutto ciò che nel presente resta nascosto dentro di noi e non vogliamo conoscere. Quello che improvvisamente si rivela in modo inatteso e ci mette a confronto con noi stessi e con tutto ciò che avevamo avuto paura di affrontare".

Fonte: Regione Toscana

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