
Dopo la celebrazione della santa messa, la cerimonia è proseguita con la deposizione della corona e di un mazzo di fiori nel parco della Rimembranza alla lapide ‘per aviatori caduti in tempo di guerra e di pace’
Un 4 Novembre che ha celebrato solennemente le vittime cadute nell’incidente dell’elicottero da trasporto dell’Esercito italiano CH-47 in adempimento della missione Eufor Althea, precipitato il 29 ottobre scorso in Bosnia nei pressi della città Brčko, a Gorice durante un volo di addestramento. Quattro i militari morti, 11 i feriti. I funerali si sono tenuti ieri (martedì 3 novembre) nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.
Nel “Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate”, la città di Empoli stretta nel dolore e nella commozione li ha omaggiati e reso loro, e a tutti i caduti della Prima Guerra Mondiale, gli onori.
Dopo la santa messa celebrata nella chiesa della Madonna del Pozzo, officiata dal Proposto don Guido Engels che ha sottolineato quanto la pace dipenda da tutti noi e vada costruita, giorno per giorno anche quando il mondo sembra essere ‘sordo’, la cerimonia è proseguita nel parco della Rimembranza (viale Buozzi) all’altezza della lapide dedicata agli ‘aviatori caduti in tempo di guerra e di pace’, ai cui piedi, è stata deposta la corona d’alloro e un mazzo di fiori.
Al centro del parco si sono tenuti gli interventi istituzionali. Presenti alla cerimonia le autorità civili e militari, rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, delle Forze dell’Ordine, associazioni con i loro Gonfaloni, un gruppo di studentesse e studenti dell’Istituto Calasanzio di Empoli indirizzo scientifico e la cittadinanza.
Qui sono stati ricordati i 4 militari caduti nell’incidente: Laura Procacci, sergente del corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, 32 anni, di Andria. Si sarebbe laureata a breve in Medicina; Simone Ruggia, sergente dell'Aviazione dell'Esercito, 36 anni di Salerno, convolato a nozze a maggio scorso; Claudio Marchesi, 35 anni originario di Orvieto, sergente dell'Aviazione dell'Esercito. Aveva conseguito il brevetto di manutentore di aeromobili militari e Franco Adriano Zecchillo, 65 anni di Milano, tenente del corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, infermiere professionista.
"Ci troviamo in un parco voluto per ricordare i caduti della Prima Guerra Mondiale. Oggi questo luogo è tornato bello e dignitoso, ma la 'rimembranza' dei militari caduti vale ancora oggi quando l'Esercito è in viaggio nelle cosiddette missioni di pace" - ha dichiarato il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi -. "E ne commemoriamo alcuni, alla lapide di questo parco dedicata agli aviatori, che purtroppo hanno perso la vita in un tragico incidente in elicottero, lontano dai propri cari, nel pieno della loro vita e della loro attività, in un territorio delicatissimo come quello della Bosnia-Erzegovina. Dobbiamo essere orgogliosi per tutto ciò che compiono ogni giorno e non deve esserci divisione politica. Questa tragedia deve farci ricordare l'importanza delle Forze Armate, l'importanza della bandiera italiana. Per questo ritengo sia giusto un luogo intitolato anche alla memoria dei caduti di Nassiriya, una strage che è stata purtroppo strumentalizzata nel dibattito politico. Ma quando si parla della vita delle forze armate e delle forze dell'ordine, dobbiamo portare rispetto al loro ricordo e alle loro famiglie. Empoli lo ha fatto nel ricordo di Emanuela Loi, a cui è intitolato da poco un parco a Santa Maria, prima agente donna vittima in servizio durante la strage di via D'Amelio. Continuiamo a farlo, con rispetto e orgoglio verso il loro sacrificio".
È seguito il contributo dello storico e archivista, Paolo Santini: "Nei parchi della Rimembranza si ricordano i caduti della Grande Guerra 1915-1918, che per quanto riguarda Empoli furono oltre 300 (297 quelli riportati nell’albo d’oro ufficiale, 336 se consideriamo tutti i caduti per causa di guerra). Centinaia di giovani empolesi che immolarono la loro vita per la Patria, ancora oggi sono ricordati ciascuno da un albero, simbolo di vitalità e forza; di fronte a ciascun albero era stata posta una targhetta con il nome e cognome del singolo caduto. Il parco della Rimembranza di Empoli fu inaugurato il 10 giugno del 1923, - dedicandolo allora a 69 caduti di Empoli capoluogo, Cerbaiola, Corniola, San Giusto e Ponzano - sancendo l’ingresso della commemorazione dei caduti della Grande Guerra in una dimensione pubblica ancor oggi onorata il 4 novembre di ogni anno. I parchi – nati su impulso del Ministero della Pubblica Istruzione che emanò una circolare istitutiva di questi luoghi della Memoria alla fine del 1922 - furono da subito, con legge 559 del 1926 dichiarati pubblici monumenti, ed oggi come tali sono tutelati e protetti come beni storici, culturali e paesaggistici".
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa
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